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mercoledì 14 maggio 2014

Eataly, cosa invidio nel low cost di qualità.

Domenica scorsa ho pranzato da Eataly nei nuovi spazi dell'ex Smeraldo, a Milano.

Ne ho già parlato in questo blog, l'operazione mi mette allegria. Probabilmente non è esattamente il posto che fa per me, non impazzisco per Farinetti, ma è un gran bel progetto.

C'ero già stato a Bologna, una bella location, mangi discretamente (raccontano meglio di come cucinano, ma non cucinano affatto male) orari comodi (aperto anche la sera fino a mezzanotte credo). Prezzi discreti, altissimi solo se vuoi.

Un gran successo di critica e di pubblico, sempre pieno, un po caotico forse ma in un periodo di crisi come questo viva il caos.

Il ristorante si basa su pochi piatti con buon rapporto qualità/prezzo.

Il supermercato segue un pò la tecnica IKEA, molti prodotti a prezzi bassi che compri e neanche te ne accorgi (e forse senza che ti servano realmente) ed altrettanti prodotti ben più costosi ma con la promessa (realtà o fantasia non so dire) di elevata qualità.

Quello che però devo riconoscere ad Eataly è:

  • allegria, e non è poco;
  • buon rapporto qualità prezzo;
  • personale motivato, circa 200 ragazzi assunti con speranze di carriera in una realtà che cresce parecchio;
  • personale che vuole imparare (un pò mi ripeto ma è importante, son bravi a motivarli);
  • un low cost che non vuol dire prezzo basso ma qualità a buon prezzo, che è cosa differente (low cost è argomento già trattato ed a cui vi rimando).
Non è poco e questo spiega il successo. Tutta la filosofia pseudo veltroniana che ci sta dietro poi non fa per me e la trovo un pò retorica (quel giusto mix di comunismo in Porsche...)


Nel personale ho ritrovato, nel paradosso, un pò di quell'entusiasmo aziendale della prima Forza Italia, quella che pareva poter diventare un ascensore sociale per molti partecipanti...

Ma qui forse sto divagando e non voglio togliere nulla all'operazione imprenditoriale che resta un gran bel progetto (poi io di sogni mi tengo i miei ma questa è un'altra storia).

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martedì 1 maggio 2012

Commercialista low cost? forse....

In questi giorno sto studiando una ricerca dell'Università Bocconi su esempi eccellenti di sanità low cost che trovo estremamente interessante. Questi centri hanno come obiettivo offrire servizi di qualità ad un prezzo di circa il 30% inferiore alla media dei prezzi per prestazioni di qualità medio alta.

Attenzione quindi, lo sconto non sul prezzo medio ma sul prezzo medio per prestazioni di qualità medio alta (non è poca cosa).

Interessante che l'accento di tutta la comunicazione si basi sull'alta qualità delle prestazioni e professionalità dei collaboratori più che sul prezzo basso. 

Alcune strutture dichiarano addirittura di essere spaventate del crescere di offerte low cost che tendono ad associare bassi prezzi a basso livello qualitativo.

In sostanza l'obiettivo di queste strutture è ridefinire il business model, tagliare i costi sugli acquisti, ottimizzare le procedure e tutte quelle attività di supporto (organizzazione, formazione, segreteria, marketing) per riuscire ad offrire un servizio percepito come elevato e di qualità.

Ikea potrebbe essere forse un esempio di low cost non associato a prodotto povero o di bassa qualità.

Mi hanno colpito alcune cose in particolare:
  • grado di soddisfazione dei pazienti elevato e costantemente monitorato;
  • grado di soddisfazione dei professionisti costantemente monitorato (queste strutture riducono in parte i compensi di mercato offrendo in cambio retribuzioni costanti, organizzazione e garanzia della qualità della prestazione - in qualche modo sono quindi costrette a fornire servizi di qualità per non perdere i collaboratori che accettano una retribuzione non solo monetaria ma legata all'apprendimento ed al crescere con la struttura);
  • molti pazienti appartengono a classi sociali medio alte e alta scolarizzazione (quindi si presume attenti alla qualità, quanto meno alla qualità percepita).
 Non è un caso che contro queste strutture nessun ordine si sia mai sognato di aprire procedimenti disciplinari (pratica che resta comunque alquanto discutibile).

Qualcuno forse  criticherà dicendo che questo non è low cost puro, del resto però neanche la professione è esattamente attività di impresa e questo sistema consente di salvaguardarne le peculiarità.

Molti spunti di riflessione per qualunque attività di servizi comunque.

Nei prossimi post proverò a sintetizzare e a formalizzare qualche idea...

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mercoledì 25 aprile 2012

Profesionisti: il low cost non lo si fa per strada

Ieri sono capitato più o meno per caso in un centro medico e sono rimasto colpito. Il Centro Medico Santagostino è finanziato da http://www.oltreventure.com/
 
Parole come no profit e low cost che mi hanno sempre insospettito qui assumono un altro significato. Grande professionalità e passione (almeno per quel poco che ho avuto occasione di vedere)
 
Un marketing dei servizi davvero interessante. Mi stavo studiando una ricerca Bocconi in merito (in realtà giusto scaricata ma "da leggere") ed ecco che per caso mi trovo proprio in uno dei centri analizzati dall'Università.
 
La cosa grandiosa a mio parere è che non ci sono volontari. I medici sono pagati, da quanto ho capito, come nel pubblico (ospedali per intenderci) chi rinuncia al guadagno che viene tutto reinvestito è l'investitore. Tutto è basato sull'organizzazione, sulla professionalità e sulla qualità del servizio
 
Mi piacerebbe conoscere le esperienze dei pazienti, se confermano o meno l'immagine che la struttura mi ha trasmesso. Di certo è interessante scoprire che esistono altre strade, forse più interessanti per le libere professioni rispetto ad i negozi su strada.

Se pensiamo ai soldi buttati nella sanità pubblica ed agli scandali di questi giorni è quasi uno schiaffo.
 
Sotto un breve memo e qualche riferimento sia per i lettori sia per me in vista dei lavori di Studio.
Centro Medico Santagostino (http://www.cmsantagostino.it )
Il Centro Medico Santagostino, poliambulatorio medico, inaugura nel 2009 la sua sede e le sue attività, proponendo un nuovo modello di offerta medica.
Il progetto del Centro si propone di interpretare un bisogno sanitario emergente e diffuso: una medicina specialistica di alto livello anche in aree attualmente poco coperte dal servizio sanitario pubblico come l’odontoiatria, la psicoterapia, la logopedia e la fisioterapia, a costi accessibili a tutti, rapida nell’intervento, attenta ai bisogni anche relazionali del paziente.
Il Centro vuole essere qualcosa di più di un tradizionale poliambulatorio: un vero e proprio “luogo della salute” dove le persone si sentano accolte. In questo senso il Centro pone grande attenzione, non solo alla qualità della visita, ma anche all’erogazione di servizi di orientamento e assistenza per accompagnare la persona nel percorso di cura, inclusa l’attivazione della rete di servizi sociosanitari pubblici e del privato sociale.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con alcuni medici milanesi di comprovata esperienza nella struttura pubblica. Oggi al Centro operano oltre 130 medici e professionisti provenienti dalle più importanti strutture sanitarie pubbliche della città, l’offerta copre oltre 30 specialità mediche, ha un portafoglio di oltre 20.000 pazienti.
 
Cosa significa essere azienda associata Assolowcost (http://www.assolowcost.it )
Assolowcost ha elaborato, attraverso il contributo di un Comitato Scientifico di elevato prestigio, i criteri classificatori del Low Cost di Qualità. Tali criteri individuano tre parametri fondamentali:
  •  un parametro economico secondo il quale il prezzo medio dei prodotti/servizi commercializzati deve essere significativamente inferiore rispetto al prezzo medio di mercato nel corso dell’intero anno ed in relazione al settore d’appartenenza;
  • un parametro produttivo in base al quale viene analizzato in che modo l'azienda perviene ad un risparmio sui costi al fine di assicurare la massima trasparenza nei confronti del mercato
  • un parametro etico basato sul rispetto del codice etico emanato dall’associazione che rappresenta una vera e propria guida deontologica al comportamento delle imprese associate
Essere aziende associate ad Assolowcost significa dunque poter comunicare al mercato di aver avuto la capacità di ridurre i prezzi offrendo al contempo un elevato mix di valore all’intero mercato attraverso l’adozione di business model innovativi e nel pieno rispetto dei più elevati principi etici e di responsabilità sociale d’impresa.
Il modello di business degli operatori sanitari low cost ma di qualità
Il modello di business si fonda sui seguenti fattori di successo:
  • comunicazione trasparente sulle tariffe applicate alle diverse prestazioni sanitarie
  • massima attenzione alle procedure di accesso e di prenotazione delle visite, queste ultime attivabili con l’ausilio di diversi canali remoti;
  • focalizzazione su alcune prestazioni sanitarie allo scopo di perseguire economie di scala necessarie per contenere i costi totali;
  • utilizzo di sistemi normati per garantire alti livelli di qualità;
  • revisione delle procedure di acquisto di materiali e stipula di accordi di fornitura con aziende in una logica di partnernariato.
Un aspetto fondamentale e comune alle diverse esperienze di offerta di servizi sanitari low cost ma di qualità, è rintracciabile nel ruolo del passaparola come veicolo di comunicazione. Si tratta di sfruttare i vantaggi offerti dalla volontà del cliente di condividere con altri le esperienze positive, ottenute da un servizio che ha mantenuto le promesse. Affinché il passaparola sia efficace, occorre che il messaggio sia onesto ed eticamente corretto.
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