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lunedì 14 luglio 2014

Il miglior complimento per un professionista



Questo credo sia il miglior complimento per un professionista
... e quanto dell'uomo traspare.

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giovedì 19 giugno 2014

Non dobbiamo piacere a tutti


"Non dobbiamo piacere a tutti, di conseguenza non dobbiamo dire cose che piacciano per forza a tutti. 

Dobbiamo dire qualcosa che piaccia a noi e poi trovare qualcuno in giro per il mondo che apprezzi le cose che raccontiamo "




Per quelli della mia età Stone Island e CP Company restano marchi culto legati ai paninari, ai giubbotti tecnici con cui si andava in moto e ad uno strepitoso Massimo Osti.

Oggi mi è capitato di leggere una bella intervista all'attuale patron di Stone Island Carlo Rivetti.

E il testo che trovate vicino alla foto è un bel regalo su cui riflettere. 

Ogni tanto questo blog ritrova la sua vecchia funzione e torna a far da zibaldone di pensieri, riflessioni, esempi.

E mentre ripenso alla figura del commercialista, alle caratteristiche del mio Studio, mi rendo conto che in poche righe ha condensato una grande verità. Non dobbiamo piacere a tutti...

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sabato 27 aprile 2013

Un estremo bisogno di sparigliare


Stesse strategie, stessa visione del futuro di qualche decina di anni fa, stessa struttura produttiva. Ed invece questo Paese ha bisogno di sparigliare.

Abbiamo bisogno di essere stupiti da un joker: rischiare, sbagliare, riprovare, apprendere.

Sparigliare: spa-ri-glià-re (io spa-rì-glio) Separare, scompagnare, dividere una pariglia da [pariglia] coppia, a sua volta da [par] pari - preceduto da una [s] privativa.
Termine da gioco a carte - per cui sparigliare significa lasciare dispari o scompagnate carte dello stesso valore - che da questo contesto trae il gesto vivace. Infatti sparigliare qualcosa intona un'azione fatta con piglio arzillo, come è il buttare una carta sul tavolo.
L'amante devoto potrà quindi sparigliare la grigia coppia dell'amata; un cane potrà abbaiando sparigliare i due cavalli che trainano il calesse in centro, fra le grida dei turisti grassi e pallidi che si stanno sopra; l'abile politico potrà sparigliare l'alleanza avversaria: e questo ci porta, forse, alla connotazione più colorata ed utile della parola.
Lo sparigliare risulta - mi pare - una mossa originale, d'assalto ma soprattutto vincente, con cui si scompagina e separa riuscendo in risultati clamorosi.

Abbiamo bisogno di vederci in maniera differente, di provare a liberare le nostre imprese, i nostri studi dai vecchi modi di pensare di agire.

Spesso quando entro per la prima volta in una nuova impresa mi faccio accompagnare a fare il giro dello stabilimento, l'imprenditore è felice, fiero di quello che ha costruito.

Illustra la produzione, le innovazioni, la tecnologia, i grandi cambiamenti fatti negli ultimi anni... ma poi, a ben vedere, spesso le ipotesi, le basi della contabilità industriale, i tempi di produzione, gli assunti, sono ancora quelli in lire riconvertiti in euro.

Tutto è cambiato tranne l'impostazione di fondo.

Nessuno (o pochissimi) sono immuni da questo. Io per primo mi rendo conto che la tecnologia non sta più diventando un elemento di rottura, di discontinuità. Solo un modo migliore per fare le stesse cose.

Invece dobbiamo aprirci, contaminarci e la sfida è bellissima

Abbiamo bisogno di professori universitari, imprenditori, artigiani, studenti che ci aiutino a cambiare, che abbiano il coraggio di confrontarsi con noi per cambiare la professione.

E cambiare non è facile, perchè spesso non è sbagliato come operiamo, anzi ci ha portato a storie di successo, ma sta diventando vecchio, a breve superabile.

In questi giorni stiamo lavorando ad un nuovo progetto, una novità editoriale. Speriamo possa divenire un laboratorio di idee, in cui la rabbia per la crisi non produca rassegnazione ma energia per alimentare il cambiamento.

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giovedì 10 gennaio 2013

Abbiamo tutti da imparare da quello straccio sul bancone del bar.

Questa volta riporto solo un link, o meglio vi indico proprio un blog da seguire.

Lui è Paolo Iabichino, Executive Creative Director di OgilvyOne e OgilvyAction Italia, le agenzie del Gruppo Ogilvy specializzate nel digital e one-to-one marketing, e nel consumer & trade activation.

Due post su tutti, entrambi utili ed entrambi evocativi:


Mi piacerebbe leggere nei commenti cosa ne pensate, pensieri ed opinioni.
Abbiamo tutti da imparare, soprattutto da quello straccio sul bancone del bar.

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martedì 8 gennaio 2013

La verità si trova dal cliente, non nel nostro ufficio.


Questo post rientra tra quelli che oltre ad essere (speriamo) utili al lettore vogliono essere in primis appunti per noi stessi e per le sfide da affrontare nel 2013.

L'obiettivo è crescere, allargando il nostro mercato, senza perdere di identità. Crescere nell'ambito che conosciamo meglio, nel quale abbiamo maggiori probabilità di poter creare valore.

E' necessario quindi identificare e mappare con attenzione le nostre competenze e valorizzarle in servizi ed in mercati adiacenti al nostro provando a coprire nicchie di fascia alta.

La strategia di espansione per adiacenze presenta le seguenti caratteristiche distintive:

  • genera ad una serie di iniziative collegate capaci di generare una crescita sostanziale;
  • fondata su un core business forte, l'adiacenza trae forza dal core business ed allo stesso tempo lo rafforza e lo difende;
  • porta ad un ampliamento del mercato in nicchie inesplorate.
NB: importante ascoltare i clienti, sono loro a stimolare tutte le intuizioni, sono loro che ci portano a crescere. Spesso le adiacenze potenziali del cliente diventano le nostre adiacenze potenziali. 


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lunedì 10 dicembre 2012

Tavola rotonda su deontologia, mktg e commercialisti

Martedì 11 dicembre 2012 parteciperò, come ormai accade da alcuni anni, alla tavola rotonda che conclude  "Master Class in Marketing per gli Studi Professionali" organizzato dalla Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano".

L'incontro è come sempre un interessante momento di riflessione su ciò che il commercialista è e ciò che vorrà o dovrà essere visto il mutevole scenario in cui ci troviamo ad operare.

Grazie a tutti quelli che iscritti al corso vorranno partecipare con proposte, provocazioni e commenti.

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mercoledì 14 novembre 2012

Serenamente a mollo mentre il fiume straripa



In questi giorni sono costretto (ed è una fortuna) a pensare al futuro della professione. 

Forti stimoli vengono sia dalla Fondazione Dottori Commercialisti di Milano, sia da un nuovo progetto editoriale su cui stiamo lavorando in questi giorni con la mia casa editrice.

Credo di avere un approccio alla professione abbastanza innovativo, non legato a rendite di posizione o a rimpianti di un passato che forse sono troppo giovane per aver avuto.

Sicuramente però dalle conversazioni avute ultimamente ho avuto l'impressione che i tempi per cambiare si siano notevolmente ridotti.

Le spinte a cambiare o ad estinguersi sono molteplici:

  • crisi economica
  • Ordini e categorie tradizionali non più in grado di governare il cambiamento
  • Ruoli professionali tendenzialmente sempre meno definiti e competenze sempre più concorrenti
  • percorso verso un fisco europeo uniforme e semplificato (meno adempimenti, meno lavoro per il commercialista tradizionale)
  • aumento della dimensione media aziendale ed internalizzazione di contabilità, bilancio, ecc.
  • internazionalizzazione
  • difficoltà per il singolo professionista a reggere il cambiamento
  • tecnologia che a breve tra fattura elettronica, conservazione sostitutiva ecc... renderà la contabilità un automatismo...
Non male come scenario prossimo venturo. 

E' uno scenario che ci accomuna alle imprese nostre clienti con cui bisognerà dialogare maggiormente per capire, comprendere come crescere ed evolvere insieme.

Come sopravvivere? Due credo siano le leve su cui  agire:
  • competenze professionali elevate (utilizzabili per offrire diversi servizi)
  • conoscenza del settore aziendale in cui opera il cliente.
Riflettere oggi è importante, il tempo è poco e le sfide molte come ampie sono le opportunità per noi e per le imprese nostre clienti.

L'unica cosa che non possiamo permetterci è di starcene serenamente a mollo mentre il fiume straripa.

Di questo e di molto altro parleremo a Novara lunedì 19 al convegno su:

Dice il saggio: 
  • Si possono conoscere diecimila cose a partire dalla conoscenza profonda di una sola cosa. (Miyamoto Musashi)
  • Una conoscenza superficiale è più dannosa dell'ignoranza. (Miyamoto Musashi)
  • Meno sappiamo, più lunghe sono le nostre spiegazioni (Ezra Pound)

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lunedì 15 ottobre 2012

Prima le persone


E' una regola che a volte sottovaluto ed ogni volta che capita me ne pento amaramente.
Per crescere è necessario collaborare con persone per bene, serie, preparate.
Ogni volta mi rendo conto di che bagaglio di esperienza porto con me dopo aver lavorato con un cliente e con professionisti di livello.

Confrontarsi, imparare, cimentarsi in nuove sfide professionali: una grande occasione di crescita.

Mai sottovalutare il circolo virtuoso che si genera. significa esser pronti a dare molto ma contemporaneamente anche a ricevere molto.

Prima le persone era una massima contenuta in un famoso libro di management il cui autore sostiene l'importanza di circondarsi di persone di valore e di costruire intorno a loro l'organizzazione.

Grande lezione da non sottovalutare.


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lunedì 17 settembre 2012

Commercialisti ed Avvocati: torna di moda la boutique

Sempre di più sulla stampa specializzata si leggono articoli inneggianti il ritorno alla boutique legale, ovvero lo Studio professionale tradizionale fondato su uno o più soci che rappresentano il principale riferimento per il cliente.

Una riscoperta delle strutture di piccole dimensioni, del rapporto fiduciario, del saper ascoltare e del crescere insieme. All'improvviso pare che i grossi studi internazionali siano troppo grossi e pesanti per inseguire il cambiamento, cosa che io credo esser vera solo in parte. Entrambe le soluzioni (boutique e studio internazionale) hanno pro e contro che è importante analizzare.

In realtà credo sia necessario esser chiari. Questa è una tendenza che trova ragion d'essere in due fattori principali:
  • Gli studi legali riducono fatturato e dimensioni, molti avvocati quindi giocoforza aprono un proprio studio per non uscire dal mercato;
  • Non sempre le parcelle dei grossi studi erano motivate ed il cliente più attento riesce a trovare qualità a prezzi inferiori in strutture più piccole.
Nulla di nuovo, ne abbiamo già parlato su queste pagine (commercialista low cost). E' necessario rinnovare il business model dello studio.

La vera sfida è non tornare ad adottare vecchie formule ma provare a coniugare i pregi dello Studio Professionale tradizionale con le moderne tecnologie, con più evolute formule organizzative, con una maggiore attenzione alla qualità ed alle esigenze del cliente.

Di questo ed altro parleremo durante la tavola rotonda a conclusione del corso: Marketing strategico e operativo, business development, deontologia e comunicazione l'11 dicembre 2012;

VISUALIZZA IL PROGRAMMA DETTAGLIATO E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE

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martedì 31 luglio 2012

Pensieri oziosi di un ozioso (per non parlar di Studio)

« È impossibile godere la pigrizia fino in fondo se non si ha parecchio lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare. Perdere il tempo diventa una mera occupazione, allora, e un'occupazione tra le più affaticanti. L'ozio, come i baci, per esser dolce deve essere rubato. »
    
Il titolo del post richiama quello di un libro, uno dei miei preferiti che elogia il sublime piacere del dolce far niente.
Piacere che si può assaporare solo se, come dice l'autore, si ha parecchio lavoro da compiere.

Oggi è l'ultimo giorno di luglio ma già si pensa a settembre.
Le tanto agognate vacanze serviranno per riposare, far decantare i mille progetti e riprendere a costruire mattone dopo mattone il nostro progetto di Studio con rinnovato entusiasmo.

Settembre intenso per fisco ed adempimenti, ottobre già pieno impegni:
  • Convegni (ci ospiterà l’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Genova)
  • lezioni (Scuola di alta formazione in Bocconi) 
  • YPBP (Youth Politician’s best practice ospiti del comune di Gardone Riviera con il patrocinio di Anci giovani, RENA rete per l’eccellenza nazionale e Fondazione Luigi Eiunaudi).
Oltre a tutto ciò stiamo lavorando ad una interessante nuova iniziativa editoriale con la casa editrice per la quale pubblico i miei libri. Obiettivo sarà far convergere sempre di più in un circolo virtuoso attività di aggiornamento ed attività professionale trovando una sintesi nella creazione di best practice sintetiche e molto operative. Solo cosi infatti si potrà creare valore aggiunto per i professionisti di studio e clienti.

Altra novità interessante, a fine settembre dovrebbe partire un importante quotidiano on line che probabilmente ci vedrà tra i collaboratori. Lascio un po’ di mistero per scaramanzia.
Da non dimenticare poi il nuovo importante impegno nella Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano.

L’autunno sarà quindi tutto speso ad amalgamare e a trovar la sintesi di iniziative diverse aventi quale unico comun denominatore la creazione di valore per il cliente.
Non sarà facile ma credo ormai sia necessario provare a ripensare, reinventare lo studio professionale pur nel solco di una tradizione fatta di professionalità e deontologia che non andrà persa, semmai valorizzata.

Le attività editoriali devono stimolare il nostro studio alla ricerca della qualità e dell’eccellenza nell’offerta di servizi professionali. Cerchiamo sempre di lavorare in quest’ottica senza inseguire ricerche dottrinarie fini a se stesse.
Tra qualche giorno però la priorità sarà tutta data al riposo ed alla famiglia, per ricaricarsi e ritrovare il piacere delle lunghe ed oziose giornate estive parlando di sogni ed appuntando note furtive ai nostri progetti.

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giovedì 26 luglio 2012

Semplificare è più difficile


Complicare è facile, semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole:
colori, forme, azioni, decorazioni,
personaggi, ambienti pieni di cose.
Tutti sono capaci di complicare.
Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,
come fa lo scultore quando a colpi di scalpello
toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più.
Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno
una scultura bellissima, come si fa a sapere
dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere
vuol dire riconoscere l’essenza delle cose
e comunicarle nella loro essenzialità.
Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode…
La semplificazione è il segno dell’intelligenza,
un antico detto cinese dice:
quello che non si può dire in poche parole
non si può dirlo neanche in molte.

Bruno Munari

martedì 29 maggio 2012

Ridisegnare il business model

Leggo: "L'imprenditore che punta sulla qualità deve impegnare la propria capacità di innovazione, di inventiva e di gestione dei processi organizzativi che concorrono al business in un modo particolarmente intenso. Spesso, infatti, egli si trova ad entrare in mercati di beni e servizi già strutturati e deve esibire la sua capacità di competizione riuscendo a fornire in modo diverso, più economico e anche più vicino alle esigenze del consumatore beni e servizi che altri già propongono e, magari, con successo."






Non è facile mettere insieme i pezzi, riporto come appunto personale qualche tendenza in atto:
  • aumenta l'importanza del marchio, anche per PMI e studi professionali nell'era di internet è possibile valorizzare la propria identità;
  • Autorevolezza è diversa da semplice diffusione del nome (libro, articoli, ecc).
  • organizzazione e procedure: consentono di migliorare la qualità, ridurre i tempi di erogazione ed i costi. La sfida più grande sarà qui. attraverso informatica, web, cloud, ecc...
  • la crisi ha messo sul mercato ottime risorse a costi inferiori. possibile potenziare il network, innesti tra culture aziendali differenti a volte anche relative ad organizzazioni più ampie e strutturate della nostra. Contaminazione
  • cliente cambia, si confronta, ne parla.
  • strutture snelle, flessibili, ben organizzate, dinamiche, giovani.
  • Azzurro o blu savoia al posto del blu notte tradizionale.
  • valore aggiunto, non burocrazia.
  • internazionalizzazione
  • comunicare risorse gratis (ampliare l'offerta a costo zero)
  • Clienti che ti formano: tribunale, multinazionale, società di revisione, docenti universitari.
  • Conoscere il settore
  • Controllo costi come aumento consapevolezza delle scelte aziendali.
Qualche idea, ancora sfuocata. La sfida è comporre il puzzle. Da luglio si parte con i confronti. Parlare aiuta a formalizzare, a chiarire.

Definendo tempi e modi.
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martedì 1 maggio 2012

Commercialista low cost? forse....

In questi giorno sto studiando una ricerca dell'Università Bocconi su esempi eccellenti di sanità low cost che trovo estremamente interessante. Questi centri hanno come obiettivo offrire servizi di qualità ad un prezzo di circa il 30% inferiore alla media dei prezzi per prestazioni di qualità medio alta.

Attenzione quindi, lo sconto non sul prezzo medio ma sul prezzo medio per prestazioni di qualità medio alta (non è poca cosa).

Interessante che l'accento di tutta la comunicazione si basi sull'alta qualità delle prestazioni e professionalità dei collaboratori più che sul prezzo basso. 

Alcune strutture dichiarano addirittura di essere spaventate del crescere di offerte low cost che tendono ad associare bassi prezzi a basso livello qualitativo.

In sostanza l'obiettivo di queste strutture è ridefinire il business model, tagliare i costi sugli acquisti, ottimizzare le procedure e tutte quelle attività di supporto (organizzazione, formazione, segreteria, marketing) per riuscire ad offrire un servizio percepito come elevato e di qualità.

Ikea potrebbe essere forse un esempio di low cost non associato a prodotto povero o di bassa qualità.

Mi hanno colpito alcune cose in particolare:
  • grado di soddisfazione dei pazienti elevato e costantemente monitorato;
  • grado di soddisfazione dei professionisti costantemente monitorato (queste strutture riducono in parte i compensi di mercato offrendo in cambio retribuzioni costanti, organizzazione e garanzia della qualità della prestazione - in qualche modo sono quindi costrette a fornire servizi di qualità per non perdere i collaboratori che accettano una retribuzione non solo monetaria ma legata all'apprendimento ed al crescere con la struttura);
  • molti pazienti appartengono a classi sociali medio alte e alta scolarizzazione (quindi si presume attenti alla qualità, quanto meno alla qualità percepita).
 Non è un caso che contro queste strutture nessun ordine si sia mai sognato di aprire procedimenti disciplinari (pratica che resta comunque alquanto discutibile).

Qualcuno forse  criticherà dicendo che questo non è low cost puro, del resto però neanche la professione è esattamente attività di impresa e questo sistema consente di salvaguardarne le peculiarità.

Molti spunti di riflessione per qualunque attività di servizi comunque.

Nei prossimi post proverò a sintetizzare e a formalizzare qualche idea...

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martedì 24 aprile 2012

Marketing per gli studi professionali

Sono stato invitato da Giulia Picchi a raccontare l'esperienza di Studio Panato ad un corso della Fondazione Dottori Commercialisti di Milano. Non è la prima volta ma è sempre una esperienza stimolante. Ormai sul nostro Studio sono stati scritti libri e diverse tesi di laurea. Questo ci stimola a ripensare costantemente la nostra strategia ed un confronto con consulenti e colleghi è sempre una occasione preziosa.

Se decidete di partecipare e siete lettori di questo blog fatevi riconoscere ;-)

Chi fosse interessato sotto può trovare qualche informazione in più.

Descrizione del Corso
2 incontri il 4/05 e il 10/05/2012 - 8 c.f.p.  in materia obbligatoria agli iscritti ODCEC
Sviluppare la propria attività è a maggior ragione di questi tempi un tema centrale per gli studi professionali. Le modalità con cui farlo non sono però più quelle di un tempo: il passaparola considerato da sempre la via migliore per acquisire nuovi incarichi non si sviluppa più in maniera spontanea ma deve essere opportunamente alimentato. Non solo. Anche i criteri di scelta di uno studio/professionista sono cambiati e l’esperienza di molti commercialisti dimostra che la presenza online –se opportunamente gestita- è foriera di quelle preziose relazioni che si tramutano poi in opportunità professionali.
Il corso intende inquadrare il tema del business development e illustrare che caratteristiche hanno e come si gestiscono i principali strumenti di comunicazione online, incominciando dal sito, passando per i blog fino ad arrivare ai social media.
 
Dove e quando
Gli incontri si terranno a Milano, presso la Sala Convegni di Corso Europa 11, dalle ore 14.30 alle ore 18.30 i giorni 4 e 10 maggio 2012.
Visualizza il programma dettagliato del corso e la scheda di iscrizione
 
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domenica 15 aprile 2012

La trappola dell' alibi!

Ringrazio questo post per avermi fatto conoscere questo video. Prendetevi un paio di minuti e pensate a quante volte noi, la nostra organizzazione, il nostro Paese ci siamo trovati imbrigliati nella pericolosa trappola dell'alibi.


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giovedì 22 marzo 2012

Appunti disordinati su evoluzione della professione

Qualche riflessione sulla professione copiando qua e la:
  • Advisor e banche d'affari selezionano periodicamente i settori su cui puntare (ITC, green economy, ecc.). Noi non siamo abituati a farlo ma dobbiamo imparare a pianificare anche nella comunicazione con il cliente. Come Studio siamo abituati ad identificare periodicamente i nuovi servizi da proporre per aiutare i clienti, non abbiamo ancora pensato ad identificare settori strategici di clientela.
  • La prima cosa studiata in università è la matrice BCG. Perchè non la applichiamo? Perchè non sviluppare una più attenta gestione dei clienti ad alto potenziale di crescita? Studiare le logiche di incubatori e business angels può risultare interessante.
  • Corollario dei punti precedenti: conoscere il settore del cliente è fondamentale.
  • Mercato dei servizi professionali sarà reso più competitivo da tecnologia e liberalizzazioni (Chiara Albanese - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/c7dx3 )
  • Una delle armi a disposizione degli studi per affrontare l'aumento della concorrenza é il brand - Il Sole 24 Ore su http://24o.it/c7dx3 
  • Alessandro De Nicola « mercato si dividerà in due segmenti: da una parte le società di capitali partecipate da soci finanziatori, focalizzate sull'assistenza standardizzata in consulenze ordinarie; dall'altra strutture che disporranno di risorse altamente specializzate dedicate a grandi operazioni e ad advisory di alto livello e qualità», - Il Sole 24 Ore - http://24o.it/c7dx3 
  • Piccoli domani avrà un significato diverso da oggi (spesso vuole dire lento, affannato, isolato, poco aggiornato....) vorrà dire deontologia, tecnologia, vicinanza al cliente, dinamicità. Se guardiamo i negozi, oggi sopravvivono solo quelli con una forte caratterizzazione. Per professionisti domani sarà lo stesso.
  • Organizzazione e tecnologia: cloud, archiviazione sostitutiva, fatturazione elettronica, CRM, formazione on line,,,,
La Adam Smith Society organizza la prossima settimana un convegno sul futuro della professione legale a cui difficilmente potrò partecipare ( lezione alla scuola di finanza lo stesso pomeriggio).

Lancio un appello ai lettori del blog: mi piacerebbe riuscire ad avere una breve sintesi del convegno.
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lunedì 5 dicembre 2011

Commercialista Veneto: parlano di noi

Sull'ultimo numero del Commercialista Veneto, il periodico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili delle tre venezie, siamo presenti anche noi con la nostra esperienza e con la storia di Studio Panato Dottori Commercialisti in Milano.
Inauguriamo cosi il numero 200 con uno speciale sulla evoluzione della nostra professione, tra una storia di cui andiamo fieri e le mille sfide di un futuro ormai prossimo.

Ringrazio ovviamente il direttore per l'ospitalità che mi fa doppiamente piacere, sia per l'autorevolezza del periodico sia per le origini venete della mia famiglia.

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martedì 12 luglio 2011

Il Manuale del CNDCEC cita il nostro blog

Il manuale del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: ORGANIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE NEGLI STUDI PROFESSIONALI CON L’UTILIZZO DEI SISTEMI INFORMATICI cita il nostro blog come esempio di comunicazione on line.

 Sono piccole soddisfazioni che fan pensare a come siano cambiati i tempi.

Ancora ricordo quando i siti se non proibiti erano osteggiati dagli Ordini professionali come pericoloso esempio di apertura al mercato.

Oggi finalmente qualcosa è cambiato ed alcune posizioni sono state riviste.

I casi di studio segnalati dal Consiglio nazionale sono:

Ricordo che questo è il secondo riconoscimento per il nostro studio e per la sua attività on line nel 2011.

Siamo già stati analizzati come case history nel libro di Giulia Picchi e Silvia Pavone “Marketing e management per commercialisti” edito da EGEA, la casa editrice dell’Università Bocconi di Milano a cui è seguito un lungo ciclo di convegni nei principali Ordini del nord Italia.

Consiglio il manuale oltre che ai giovani professionisti anche alle società di consulenza e servizi che lo potranno utilizzare trovandovi spunti interessanti per ripensare ed ottimizzare la propria organizzazione.

martedì 15 marzo 2011

Il ritorno degli sparring partner


Ho guardato in fondo al gioco
tutto qui?… ma - sai -

sono un vecchio sparring partner
e non ho visto mai

una calma più tigrata,
più segreta di così,

prendi il primo pullmann, via…
tutto il reso è già poesia…

Paolo Conte




E' giunto il momento di ripensare all'immagine ed alla comunicazione di Studio Panato. E' da un pò che ci riproponiamo di farlo ma un pò per lavoro, un pò per inerzia (progetto che funziona non si cambia) abbiamo sempre rimandato.
Ovviamente poi, come da sempre sostengo, quello che comunichiamo deve essere estremamente legato a quello che siamo o comunque quello a cui tendiamo.

Ci apprestiamo quindi a ripensare il nostro modo di essere, i confini del network professionale, le collaborazioni editoriali che oggi abbiamo con alcuni dei principali gruppi italiani: Ipsoa, Cesi professionale, Maggioli.

L'ultimo anno ha inoltre visto Studio Panato analizzato tra i casi aziendali di maggior successo in un importante libro sul Marketing dei commercialisti edito da Egea, la casa editrice dell'Università Bocconi.

L'idea è di provare a dare una maggiore caratterizzazione dell'attività del nostro Studio. La mia sensazione è che molte pubblicazioni rischiano di generare nel lettore una immagine meno nitida dello Studio se non riusciamo a focalizzarci di più in quello che vogliamo e sappiamo fare.

Di pari passo ovviamente dovremo coordinare l'attività di docenza e formazione, intensificando la collaborazione con la Scuola di alta formazione e l'Università Bocconi di Milano.

La strada crediamo sia quella giusta, comunque è la nostra, ma dobbiamo mettere un pò di ordine.

Per questo proviamo a confrontarci con alcuni amici per capire come ci vedono crescere, ed ascoltare critiche e suggerimenti. Persone qualificate e compententi con cui periodicamente proviamo a fare il punto sulle nostre e sulle loro attività. Alcuni sono colleghi, altri operano in settori differenti, sufficientemente distanti da arricchirci con un punto di vista sempre estremamente serio e professionale.

E' tornata l'ora degli sparring partner, che già tanto ci hanno aiutato all'inizio della nostra avventura ;-)

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venerdì 11 febbraio 2011

Legal Marketing: Convegno a SONDRIO

Convegno
11 febbraio 2011
Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
Via delle Pergole 10 - Sondrio

Marketing e sviluppo del Business, comunicazione e nuovi media: nuovi strumenti per gli studi professionali nel rispetto della deontologia.

Questo pomeriggio sarò ospite dell'ODCEC di Sondrio per raccontare la storia di Studio Panato

La nostra case history è raccontata da Giulia Picchi e Silvia Pavone nel libro "Marketing e management per commercialisti" edizioni Egea - Università Bocconi.

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