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giovedì 19 dicembre 2013

Una pistola di legno, un drago e la magia di un sorriso nei nostri auguri di Natale

Veder crescere mio figlio è una straordinaria fonte di riflessioni. È un bimbo fortunato, colmo di attenzioni e di giochi.

Mi sono accorto però che troppi giochi non fanno altro che limitare la sua e la mia capacità di inventare storie ed avventure da vivere insieme.

Credo che sia cosi anche per noi adulti. La nostra attività professionale e/o imprenditoriale che cosa è se non un sogno? Un progetto su cui riversare speranze ed aspettative?

Questo sogno poi con gli anni lo imbrigliamo compresso da mille infrastrutture. Abbiamo bisogno di vincere le nostre paure e crearci delle coperte di linus per limitare l’incertezza che ciascuno di noi vive.

Automobili, pc, software miracolosi non sono molto spesso nulla di più dei giochi di mio figlio. Un modo veloce, una scorciatoria per essere felici.

L’auto di lusso ci farà fare bella figura con il cliente, il software ci consentirà di ridurre gli errori ed essere più veloci, il nuovo pc finalmente ci consentirà di quadagnare tempo lavorando in condizioni estreme.

Sono oggetti che ci aiutano a vincere le nostre paure ma limitano la nostra fantasia e la nostra capacità di tornare a sognare, a progettare. 

Ci distraggono dai fondamentali.

Ieri passeggiando nei pressi dei navigli di Milano abbiamo comprato in una piccola bancarella delle pistole in legno lancia elastici, sostanzialmente delle sagome di compensato con una molletta (molto simile a quella in foto).

La dolcezza degli occhi dell’artigiano e la magia in quelli di mio figlio credo abbiano fatto il resto.

Abbiamo passato la giornata muovendoci con fare circospetto per la via con Tommaso ed un suo amichetto per scovare draghi ed orchi, per combattere streghe e giganti. Tra gli sguardi prima perplessi e poi divertiti dei passanti di cui siamo diventati una sorta di attrazione.

Intorno ad una pistola di legno abbiamo costruito una storia, un progetto. La fantasia era libera di correre proprio grazie alla semplicità dell’oggetto.

Credo che durante queste feste, tra un drago ed un mostro da combattere, cercherò di capire quale è la pistola di legno per un commercialista, quale è quell’elemento attorno a cui costruire, destrutturare, ridisegnare lo studio per tornare a sognare e progettare (Letta e Befera permettendo..)




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lunedì 3 settembre 2012

Start up: nasce la Srl innovativa


Le nuove misure che il Governo intende varare per favorire la crescita nel nostro Paese prevedono la nascita della iSrl, dove la «i» sta per innovazione (che fa tanto apple e non fa mai male in vista della campagna elettorale prossima ventura).

La bozza di decreto pare ricca di spunti interessanti seppur come al solito ormai mal raccordati al sistema normativo italiano.

La mia è una critica più sul metodo legislativo che non sui contenuti. Temo comunque che ciò causerà non pochi problemi interpretativi.

La bozza propone una serie di benefici nei primi 48 mesi di vita della start up:
  •  una società semplificata che potrà costituirsi direttamente on line con una comunicazione alla Camera di commercio senza l'intervento ed i costi del notaio;
  • La start up con fatturato inferiore ai 5 ml di euro (temo la quasi totalità) potrà scegliere la tassazione per cassa ai fini Iva e Ires; 
  • sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione (concetto tutto da capire);
  • possibili esenzioni dal divieto di offerta al pubblico di quote di srl start up, accesso alle categorie di azioni (quote, azioni? salta anche questa differenza?) previste dagli articoli 2348 e 2351 del codice civile.
Allo studio del Ministero un contratto tipico per lavorare in start up con l'ipotesi di uno sgravio totale sui costi per quanto riguarda l'Irap: 
  • le «start up stock options» (remunerare una prestazione di lavoro con quote della società), 
  • «work for equity» (possibilità di remunerare i servizi forniti da un avvocato, un commercialista ecc. con quote della società invece che con il pagamento di una fattura).
Le agevolazioni dovrebbero applicarsi alle società  costituite successivamente al 31 dicembre 2009 che abbiano quattro caratteristiche:
  • oggetto sociale rappresentato da sviluppo, produzione, vendita di prodotti o servizi ad alto contenuto innovativo;
  • titolarità della maggioranza assoluta del capitale sociale e dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria da parte di persone fisiche;
  • svolgimento dell'attività di impresa da non più di 48 mesi;
  • investimenti in R&S per un importo non inferiore al 15% del maggiore tra il totale dei costi della produzione e il valore della produzione per ciascun esercizio di attività.
In sostanza non avevamo neanche avuto il tempo di costituire la prima srl semplificata che il governo (dopo aver provveduto a far rinchiudere nelle segrete della Torre di Londra a quanto pare i migliori giuristi del Ministero) presenta un nuovo tipo societario con agevolazioni già oggi in parte utilizzabili e che impatterà immagino molto poco sul bilancio statale.

Come sempre ribadisco che sarebbe stato molto meglio prevedere agevolazioni e semplificazioni per tutte le srl senza continuare a costruire eccezioni su eccezioni scarsamente correlata a livello sistemico con le norme del diritto societario che, emanato da sua Maestà i Re e Imperatore, era riuscito a sopravvivere dignitosamente ad oltre 60 anni di storia repubblicana fino all'arrivo di Passera.

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mercoledì 20 giugno 2012

Venderesti l' auto per investire nel tuo start up?

Venerdi ho partecipato ad un incontro dell' Alumni Bocconi dal titolo intrigante:

 "Come innovare la tua idea di impresa - Conversazione tra imprenditori per moltiplicare le idee e generare nuove opportunità di business".

Sono sincero, mi aspettavo qualcosa in più, la conversazione è utile ma soprattutto se si parte dall'analisi di casi di successo, cosa che in parte è mancata. Il format quello solito, breve presentazione, temi su cui discutere, giro tra i tavoli....

Lo dico prima, sono prevenuto, amo la mia università e mi aspetto sempre molto. La delusione quindi è dietro l'angolo. Lascio al lettore giudicare.

Quello che mi è rimasto:
  1. bella l'idea della start up Afajolo.it in cui i potenziali clienti costringono l'impresa a ripensarsi (es. passare da "la mia azienda produce suole in gomma per importante casa di moda" a "la mia azienda lavora la gomma, ponetemi nuove sfide, posso produrre nuovi prodotti partendo dalle mie competenze"). Forse tanto encomiabile l'intento educativo quanto complesso da realizzare.
  2. Imprenditore "Quando assumo qualcuno gli dico che la mia valutazione su di lui sarà: 70% competenza nel fare il suo lavoro, 20% capacità di aiutare gli altri, 10% fornire nuove idee."
  3. innovazione non deve riguardare solo l'imprenditore ma coinvolgere tutta la struttura.
Quello che non mi è piaciuto:
  1. Il lamento continuo che in Italia non si fa rete. La rete la fai se ti accolli l'onere di creare un progetto valido attorno a cui coagulare risorse e competenze, se hai clienti (non se li cerchi), se sei disposto ad offrire competenze gratis investendo nel progetto tempo e risorse. troppo spesso in Italia fare rete significa che non ho clienti, nonho progetto ("risolvo problemi alle imprese" chiedo "quali?" risposta "tutti, io offro soluzioni" io tra me e me "bum!") e voglio vendermi ai tuoi.
  2. "il problema dello start up in Italia è che nessuno vuole lavorare per me gratis, soprattutto se è molto bravo, ecc". Ragazzi fare impresa è avere anche capacità di aggregare su un progetto. L'Italia non è un Paese accogliente ma ciò non significa che è sempre colpa di un mondo cattivo e noioso se le imprese non partono.
  3. "il problema delle start up in Italia è la burocrazia ed i 10.000 euro di capitale". Cerchiamo di capirci, la burocrazia è un problema ma non sono i 2000 euro del notaio ad impedirti di fare impresa (se mai gli acconti di imposte che i primi anni ti tagliano le gambe). se il problema è quello non sei un imprenditore. E sia chiaro non c'è niente di male a non esserlo.
  4. "il problema delle start up in Italia è che da noi fallire è un crimine, in america una esperienza da valorizzare".  Lo so, lo so sono antiquato, ma temo che pure nei fantastici USA il creditore che non prende i soldi ci resti male. Il problema è che se fai innovazione vera (non servizi, innovazione) il creditore sa già di affrontare un rischio. Poi dipende da come fallisci e dai compagni di viaggio (ok, sei fallito, ma se paga il fondo capite che la cosa è differente).
Soprattutto tra i piu giovani ho riscontrato troppi luoghi comuni, gli stessi che si trovano in rete nei vari blog. Sia chiaro tutte le affermazioni contengono un fondo di verità ma sono critiche che accetto volentieri da chi si è dato da fare e le ha superate, meno da chi le usa come alibi consolatorio.

Alla fine la mia domanda di uno che lavora nella vecchia economia:" Ma tu venderesti la tua auto per investire i soldi nel tuo start up?". Gelo in sala. Ecco, appunto.

PS: Due riflessioni buone valgono le due ore investite nel partecipare all'incontro pur in un periodo particolarmente intenso di lavoro? Io credo di si.


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giovedì 15 dicembre 2011

Commercialisti: come si cambia per ricominciare

Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come si cambia per ricominciare


Fiorella Mannoia




Fine anno, un anno particolarmente faticoso con 5 manovre correttive ed una normativa sempre più complessa e punitiva per professionisti ed imprese.(per non parlare di pensionati e famiglie).

Questi sono giorni di pianificazione e di riflessione.  Le continue riunioni con i clienti e i due convegni a cui ho partecipato da relatore presso l’Associazionedei Commercialisti di Parma e presso la Fondazione dei dottori commercialisti di Milano mi hanno aiutato a mettere meglio a fuoco questo 2012 attraverso l'importante dialogo con i colleghi.

Esperienza importante è stato anche il focus sulla riforma delle professioni con alcuni stimati colleghi e professori universitari. Pochi membri ma preparatissimi. una grande lezione.

L'incontro di qualche sera fa con alcuni dei migliori economisti del nostro Paese mi ha aperto gli occhi su un orizzonte più ampio e sicuramente più rischioso di quanto mi aspettassi.

Non sarà facile ma dovremo cambiare molto.

La tenuta della contabilità già oggi è un servizio poco remunerativo, domani probabilmente sarà gestito da banche, agenzia entrate o associazioni di categoria (manovra Monti)

La costante tensione finanziaria ci porterà a dover ampliare le nostre competenze finanziarie, ridisegnando il rapporto banca/impresa.

Probabilmente dovremo iniziare a collaborare con avvocati penalisti sia nel fiscale (manovra Monti) che nel fallimentare.

Si aprono nuovi spazi di consulenza nella patologia aziendale ma sarà diffcile veder nascere nuove imprese in un clima economico/politico come questo.

Il cliente ci vorrà sempre più preparati,snelli e veloci.

Il nostro brand dovrà esser rafforzato per cercare di competere in un mercato estremamente difficile. Dobbiamo riempirlo di contenuti, di proposte, di voglia di fare, di un ottimismo concreto e basato sul costruire valore.

Probabilmente non molti studi/imprese reggeranno l’urto della crisi. Mi aspetto due/tre anni estremamente complessi.

Tutto si giocherà nei prossimi mesi, le mie (brevi) vacanze di Natale saranno divise tra il gioco con mio figlio e il business plan di Studio Panato: nuovi servizi, competenze da affinare, forte impegno formativo.

Qualche giorno di riposo mi aiuterà a ritrovare l’entusiasmo per affrontare le nuove sfide, selezionare nuovi partner, impostare nuove procedure interne adeguate ai nuovi obiettivi.

C'è molto da fare... di nuovo in trincea.

lunedì 28 novembre 2011

Più felici e più veloci.

È strano come ad alcuni eventi, magari apparentemente di poco conto, si associno a volte riflessioni importanti. Importanti quanto meno per chi le fa, sia bene inteso.

Ricevo sempre con piacere la newsletter di Brain Team Consulting (che però per me ha il viso di Mario Gastaldi), sia per i contenuti, sia perché mi ricorda di fare il punto della situazione della mia strategia di Studio.

“Cosa possiamo imparare nei prossimi giorni?” è il titolo della email che già mette allegria, sembra quasi ti prenda per mano e ti apra mille possibilità.

Il titolo rilancia il tema dell’apprendimento e quello delle conversazioni (quelle difficili sono il cavallo di battaglia di Mario, curiosate un po’ sul suo blog se avete voglia, è ricco di spunti e generoso nel fornire materiali). 

Ricordando le chiacchierate informali fatte durante un paio di aperitivi in un noto bar milanese (conversazioni che per il sottoscritto sono sempre le più preziose), associo sempre la sua figura alla sincerità, ad un lento e metodico lavoro per preservarla o ritrovarla.

Imparare ad esser sinceri con se stessi, ricordare che le prime conversazioni le facciamo con noi stessi e solo dopo possiamo pensare di essere instaurare un dialogo utile con gli altri.

In questi anni ho capito che spesso si lotta contro corrente quando invece bisogna cavalcare l’onda del cambiamento anche se all’inizio spaventa un po’. 

Farlo ci rende più felici e più veloci. E questi sono due aggettivi straordinari per chi fa impresa o per un professionista.

Molto spesso incontro imprenditori che si auto valutano (ed in questo periodo di crisi spesso assolvono) per l’impegno profuso in azienda. Ma gli sforzi devono essere convogliati verso un obiettivo per produrre risultati. Può capitare (a me è capitato) di impegnarci per difendere uno status quo e avere la sensazione tutto ciò non sia sufficiente. I nostri sforzi e quelli dei nostri collaboratori in questo caso paiono non bastare mai.

Poi magari vinti dalla corrente proviamo a lasciarci trasportare, un po’ smarriti all’inizio, più sicuri con il tempo, prendiamo confidenza e scopriamo che esistono altre direzioni da seguire.

Improvvisamente tutto sembra più facile e ci ricarichiamo per l’entusiasmo nostro e dei nostri collaboratori.

Attenzione che quando parlo di nuotare a favore di corrente non intendo seguire la massa, semmai l'opposto, ma seguire i nostri punti di forza, riscoprire i nostri vantaggi competitivi.

Ascoltare, confrontarci sia all’interno della nostra organizzazione sia all’esterno ci aiuta a riordinare le idee ed è un esercizio prezioso.

In questi giorni si sentono voci sempre più preoccupanti di recessione, stretta bancaria ed uscita dall’euro. A breve non si vedono soluzioni immediate e si lavora tutti per scenari.

L’unica certezza è che indietro non si torna, che difficilmente potremo operare come facevamo in passato. In tutti i settori, anche nel mio fino a ieri cosi tradizionale.

Credo che oggi sia importante provare ad immaginarci diversi, la nostra impresa, il nostro studio professionale. È un esercizio affascinante e ricco di spunti e se pare difficile possiamo sempre chiedere aiuto ad amici, colleghi, o se vogliamo farlo in maniera più strutturata consulenti.

Ma per dirla con Mario: quante cose possiamo imparare domani? E già compare un piccolo ma preziosissimo sorriso.

PS Non incontro Mario credo da due anni ma ci seguiamo on line ed ogni tanto lo uso come sparring partner virtuale mandandogli una email. Questo post nasce inizialmente come corrispondenza ma mi piace renderla pubblica perché le mie riflessioni vanno ovviamente al di la dalla newsletter da cui han preso spunto e si fondono con incontri e casi aziendali su cui sto lavorando in questo periodo.

In sostanza non ho altro interesse se non quello di farmi pagar da bere al prossimo incontro ;-)

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giovedì 9 giugno 2011

Business plan di una casa editrice

E a volte nel mio lavoro capita anche di divertirsi...  In questi giorni sto aiutando due ragazzi molto in gamba nel predisporre il business plan di una casa editrice.

Il curriculum dei soci è sempre la prima cosa che guardo prima di accettare come cliente una start up, soprattutto in imprese come questa in cui l'idea imprenditoriale rischia di essere un sogno.

Far crescere una nuova casa editrice, viste le difficoltà del settore, è una sfida avvicente.

Il piano finanziario è complesso soprattutto per il differimento degli incassi, è opportuno prevedere con attenzione i diritti, i costi di distribuzione, tipografia e traduzione ma anche la gestione del magazzino e la gestione ebook.

Particolarmente affascinante lo sviluppo del piano di marketing on line che ovviamente sarà gestito da consulenti esperti del settore.

L'equilibrio non è facile da raggiungere e bisogna essere molto severi e soprattutto sinceri con se stessi (quanti libri venderemo il primo anno?).

A chi volesse approfondire l'argomento business plan segnalo che è disponibile e gratuitamente scaricabile la Guida al Business plan predisposta dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

Per chi volesse contribuire con suggerimenti e consigli al progetto ricordo invece il gruppo su linkedin RIDISEGNARE l'IMPRESA

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martedì 3 maggio 2011

Start up, innovazione e la paura dell'inglese.

Lo confesso, quando nel mio lavoro sento troppo spesso parlare gli italiani usando parole in inglese ho paura.

Business plan: i numeri devono tornare esattamente come quando si fa un bilancio previsionale o un piano di impresa. Capisco che l'ottimismo fa molto americano, ma non è una giustificazione per fantasticare sul fatturato.

Start up: ogni impresa è un atto di eroismo, ma è importante capire la differenza tra lavoro personale e impresa. Per costituire una società di capitali servono i capitali. Può sembrar triste ma è cosi.

Innovazione: ogni impresa fa innovazione, spesso le imprese metalmeccaniche sono più innovative di chi fa web design. temo sia ormai il caso di rassegnarsi, internet ieri era il futuro, oggi è quotidianità. Il che del resto non è poi cosi male se si pensa all'allargarsi del mercato potenziale.

Agevolazioni: quello che un imprenditore serio dovrebbe aspettarsi è un sistema legislativo che tuteli il suo fare impresa, non incentivi personalizzati. Ridurre adempimenti e burocrazia è il miglior incentivo possibile.

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giovedì 1 aprile 2010

Start up: contributi per la nuova impresa

Vi segnalo una interessante iniziativa illustrata da Federico nel Gruppo su Linkedin "ridisegnare l'impresa"
Il progetto START ha l'obiettivo di favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese attraverso la messa a punto di un sistema organico di servizi gratuiti che presidi i diversi bisogni dello start-up d'impresa: dal momento del concepimento dell'idea fino alla prima gestione imprenditoriale ed abbia come focus fondamentale l'investimento sul "soggetto imprenditoriale" attraverso il trasferimento di saperi e competenze utili per la gestione di micro-imprese.
Pertanto, per accedere ai servizi gratuiti e ai contributi a fondo perduto messi a disposizione dal progetto START è necessario partecipare ad un percorso che prevede "tappe" obbligatorie.
Solo dopo aver partecipato alla "prima tappa", sarà possibile accedere alle successive.
  • 1a TAPPA: seminari di orientamento sul mettersi in proprio per la definizione dell'idea imprenditoriale,
  • 2a TAPPA: corsi di formazione per il trasferimento delle conoscenze/competenze e metodologie per la definizione del progetto imprenditoriale,
  • 3a TAPPA: assistenza personalizzata per la stesura del Business Plan,
  • 4a TAPPA: erogazione di contributi a fondo perduto per le imprese neo-costituite,
  • 5a TAPPA: azioni post-contributo di assistenza alla rendicontazione per le imprese agevolate,
  • 6a TAPPA: azioni post-contributo di tutoraggio, mentoring, affiancamento alla gestione e consulenza specialistica per i primi 24 mesi di vita dell'impresa. Tale servizio sarà erogato solo alle imprese giovanili.
Il progetto START sarà presentato pubblicamente in tutte le città lombarde nei giorni 12 - 13 - 14 - 15 - 16 APRILE.

Iscriviti alla NewsLetter di StudioPanato.it

mercoledì 25 marzo 2009

Start-up del Piccolo Imprenditore

Lo scorso we si è tenuto a Parma un interessante Work Camp.
Purtroppo un pò per impegni di lavoro (sto terminando la seconda edizione delle PERIZIE DI STIMA) un pò per pregiudizio non ho partecipato ma vista la presentazione lo rimpiango. L'autore è PICCOLO IMPRENDITORE di cui seguo con attenzione e divertimento il blog.
Suggerisco di porre particolare attenzione alla voce Finanziatori.
Internet non è gratis!

lunedì 9 marzo 2009

Agevolazioni e finanziamenti alle imprese.

Torniamo a segnalare finanziamenti ed agevolazioni per le imprese lombarde.
Crediamo sia importante divulgare queste possibilità, soprattutto in momenti come questi. Alcuni bandi mi hanno particolarmente stupito. Il n. 4 ed il n. 7, per esempio, che agevolano l'acquisizione di imprese o quote.
1.Imprese manifatturiere: contributi a fondo perduto per spese immateriali (servizi specialistici, ricerca, innovazione, progettazione…)

Dal 3 marzo è aperto il bando per le imprese manifatturiere che va a finanziare spese di carattere immateriale. Il contributo, fino a 30.000 Euro, va dal 60% al 75% delle spese ammesse. Sono ammesse spese già sostenute (indicativamente da ottobre 2008) e spese da sostenere entro il 29/05/2009.

2.Imprese del commercio al dettaglio del settore tessile: contributi a fondo perduto per spese immateriali.

Dal 3 marzo è aperto il bando per le imprese del commercio al dettaglio del settore tessile che va a finanziare spese di carattere immateriale. Il contributo, fino a 10.000 Euro, è pari al 75% delle spese ammesse. Sono ammesse spese già sostenute (indicativamente da ottobre 2008) e spese da sostenere entro il 29/05/2009.

3. Fondo Imprenditorialità (FRIM): finanziamenti agevolati per l’ampliamento e l’ammodernamento produttivo.

E’ possibile presentare in qualsiasi momento richiesta di finanziamento agevolato per la realizzazione di investimenti finalizzati all’ampliamento e ammodernamento produttivo (opere murarie, impiantistica, macchinari, software, hardware, marchi, brevetti, licenze di produzione)

4.Fondo imprenditorialità (FRIM): finanziamenti agevolati per operazioni di acquisizione.

E’ possibile presentare in qualsiasi momento richiesta di finanziamento agevolato per operazioni di acquisizione di altre società di capitali economicamente e finanziariamente sane.

5.Fondo imprenditorialità (FRIM): finanziamenti agevolati per innovazioni di prodotto e di processo.

E’ possibile presentare in qualsiasi momento richiesta di finanziamento agevolato per attività finalizzate all’innovazione di prodotto e processo. Le spese agevolabili sono: personale interno dedicato al progetto, consulenze esterne per prototipi, sperimentazioni e collaudi, ammortamento attrezzature impiegate nel progetto, materie prime per i prototipi, la sperimentazione, il collaudo, costi di ricerca contrattuale, brevetti licenze…

6. Fondo imprenditorialità (FRIM): finanziamenti agevolati per applicazione industriale dei risultati della ricerca

Le spese agevolabili sono: opere murarie, impianti, macchinari, attrezzature, consulenze tecniche, marchi, brevette, know how, conoscenze non brevettate.

7. Fondo imprenditorialità (FRIM): finanziamenti agevolati per il trasferimento di impresa

E’ concesso un finanziamento agevolato a parziale copertura del costo della transazione.


8. Fondo imprenditorialità (FRIM): contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per il settore dei servizi.

Sono previsti contributi per la costituzione di nuove imprese o l’aggregazione di imprese esistenti finalizzate alla produzione di servizi innovativi e tecnologicamente avanzati. Contributo e finanziamento possono essere richieste per attrezzature, strumentazione avanzata, programmi informatici, brevetti, know how, studi di marketing e comunicazione, chek up tecnologico, altri servizi specialistici…). I settori interessati sono: produzione software, consulenze informatiche, servizi di informazione, ricerca e sviluppo, pubblicità e ricerche di mercato, studi di architettura, ingegneria, collaudi e analisi,... Scadenza 28/05/2009

9. Internazionalizzazione delle imprese

Contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la realizzazione di insediamenti o joint venture all’estero.

martedì 18 marzo 2008

START CUP MILANO LOMBARDIA

La business plan competition che premia i migliori progetti di impresa

Al via l'edizione 2008 della Start Cup Milano Lombardia, la business plan competition che favorisce la nascita di nuove imprese ad alto contenuto tecnologico. Se hai un'idea originale e innovativa, ma non sai redigere un piano d'impresa, partecipa entro il 31 marzo alla Call for Ideas. I proponenti delle migliori idee imprenditoriali usufruiranno di un ciclo formativo gratuito e potranno avvalersi della consulenza di tutor ed esperti.

Potrai così partecipare alla competizione che il 26 giugno premierà i tre migliori progetti d'impresa in Lombardia con riconoscimenti in denaro e la possibilità di accedere a uno degli incubatori delle università che sostengono l'iniziativa (Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Commerciale Luigi Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi Milano-Bicocca, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM, Università Carlo Cattaneo LIUC, Università degli Studi di Pavia). Per ogni informazione:visita il sito internet http://www.startcupml.net

mercoledì 30 maggio 2007

Business plan: guida operativa per nuovi imprenditori

La redazione di un business plan prima di avviare una nuova attività aiuta a ridurre notevolmente i rischi che deve comunque affrontare ogni neo-imprenditore.
Per questo la Camera di Commercio di Padova mette a disposizione un’agile guida alla redazione del business plan, risultato della raccolta e sistemazione del materiale utilizzato nel corso di incontri formativi con gli aspiranti imprenditori, realizzati dall’Azienda speciale Promopadova. Si tratta di una sorta di “istruzioni per l’uso”: saper analizzare e descrivere la propria idea d’impresa, nonché predisporne il bilancio previsionale, sono infatti capacità utili anche alle microimprese.

La guida è corredata da uno schema e da un esempio precompilato di business plan.

Simulazione_business_plan.xls (52 kb)
Schema_business_plan.xls (57 kb)
Il business plan.pdf (503 kb)
All2_BP_esempio.doc (73 kb)

lunedì 28 maggio 2007

Premio in denaro per la migliore business idea

Possono partecipare all’iniziativa tutte le persone fisiche residenti in Italia che non risultino già titolari o soci di una realtà imprenditoriale e che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Nel caso in cui l’aspirante imprenditore ottenga il premio in denaro, si impegna a costituire la sede legale e operativa d’impresa in provincia di Milano con regolare iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio di Milano entro 4 mesi dalla data di ricezione della comunicazione di assegnazione del premio.

I premi sono previsti per i primi tre classificati nella graduatoria finale di merito:
1° - premio € 10.000;
2° - premio € 6.000;
3° - premio € 4.000.

Inoltre, la CCIAA assegnerà 2 premi speciali rivolti a categorie particolari di aspiranti imprenditori: - migliore idea imprenditoriale femminile € 5.000,00; - migliore idea imprenditoriale giovanile € 5.000,00.

Per maggiori informazioni: www.studiopanato.it oppure lasciate un commento a questo post.
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