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venerdì 5 giugno 2009

L'Imprenditore, il manager, il dipendente: basta capirsi...

In questo periodo noto sempre più spesso uno strano corto circuito comunicativo in azienda.
  • Incontro imprenditori che si fanno in 4 per resistere alla crisi senza licenziare, tutelando i posti di lavoro. Si lamentano perchè alcuni dipendenti non comprendono le difficoltà e non si impegnano come dovrebbero;
  • Incontro dipendenti che si fanno in 4 con grande senso di responsabilità per tenere in piedi l'azienda e manager che non li gratificano. Non parlo solo di aumenti, ma un semplice incoraggiamento, qualche corso di formazione pagato dall'azienda, ecc..
  • Incontro persone licenziate da multinazionali e che senza capire bene perchè si trovano con un sacco di soldi di buona uscita ed un lavoro in meno.

Forse ad altri tutto sarà chiaro, ma forse in questi momenti in azienda bisogna comunicare di più, bisogna che tutti capiscano la situazione economica ed i ruoli.

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martedì 3 marzo 2009

La coerenza, ovvero l'importanza dell'identità.

Fare impresa e rapportarsi con il mercato è diventato sempre più difficile, un mercato mutevole, l'internazionalizzazione, passaggio generazionale, innovazione tecnologica.

Verso al fine dello scorso anno si è aggiunta una crisi che ci metterà alla prova per tutto il 2009.


Bisogna conservare la fiducia incrollabile di potercela fare, indipendentemente dalle difficoltà e contemporaneamente imporsi la disciplina di guardare in faccia la più cruda realtà dei fatti, qualunque essa sia.


Bisogna concentrarsi non solo su cosa fare per raggiungere l'eccellenza, ma anche su cosa non fare e su cosa smettere di fare.


Solo il mercato, i clienti possono farci da bussola. Bisogna ascoltare sempre di più i clienti che tifano per noi, seguire osservazioni e suggerimenti. Rimettersi in gioco restando focalizzati su ciò che siamo, su ciò che vogliamo diventare.


In questi ultimi giorni sono stato più volte contattato da professionisti, amici, che mi chiedevano di fare qualcosa insieme, di collaborare, magari anche solo informalmente con qualche riflessione su come affrontare il mercato. Inutile dire che mi sono sentito molto lusingato.


Non esiste nessuna azione decisiva, nessun programma grandioso, nessuna innovazione miracolosa, ma un lento processo di confronto e miglioramento continuo. Sempre di più un percorso di crescita da condividere con altri.


sabato 27 settembre 2008

Dimenticate il fatturato!

Una breve riflessione in questo uggioso sabato mattina.
La maggior parte delle imprese in difficoltà finanziaria hanno una caratteristica. L’imprenditore si concentra sul fatturato e non sui margini. Solo questi ultimi hanno importanza.
Possono essere sacrificati solo in base di una attenta strategia di investimento in tecnologia e know how.
La tecnologia può accellerare la transizione, non può produrla. Serve riorganizzare la struttura, rivedere i processi, i fornitori, la catena del valore, non affidarsi a speranze illusorie.

L'eccellenza non dipende dalle circostanze o da fattori esterni, ma è il risultato di scelte consapevoli. E soprattutto continue.

mercoledì 21 maggio 2008

Innovazione e PMI: costruire un network

L'imprenditore per sua natura è un individualista ma uno dei fattori che sta alla base dell'impresa di successo è la capacità di organizzarsi in un sistema di relazioni.

L'innovazione deve nascere dall'apertura dell'organizzazione tanto agli stimoli dei collaboratori quanto ai suggerimenti dei clienti.

Bisogna essere costantemente orientati al mercato, perseverare nella continua ricerca della qualità.

Il web abitua le aziende a relazionarsi con il cliente sviluppando un rapporto biunivoco e più stimolante.

E' necessario costruire, sperimentare ma soprattutto continuare a confrontarsi con i concorrenti, con i partner e con i clienti.
Il figlio di un mio cliente ha trovato proprio questa strada per trovarsi un ruolo in azienda. Aprirla costantemente al confronto esterno, pensarla e ripensarla costantemente con l'aiuto di un padre severo ma curioso.
E' bello vedere una persona crescere insieme al suo progetto.

martedì 6 maggio 2008

Internet e il Commercialista

Le nuove tecnologie hanno cambiato radicalmente il modo di offrire il servizio. Oltre a liberare risorse permettono anche un maggior supporto operativo. Utilizzare internet in una impresa di servizi vuol dire sempre più:
1 Liberare: posso fare questo lavoro per te, essendo più specializzato e farlo meglio di te;
2 facilitare: posso aiutarti a fare cose che prima non eri in grado di fare;

Il cliente non deve più essere visto come “consumatore” ma come partner, come co-produttore del servizio. Nessuno ormai può più negare il potere di riconfigurazione del business di un mezzo come internet.

venerdì 18 aprile 2008

PMI, family business e passaggio generazionale

Due novità di questi giorni che vi segnalo e chi è interessato può trovare interessante approfondire.
Appena avrò un pò di tempo, visto l'interesse che l'argomento suscita mi piacerebbe raccogliere un pò di risorse in rete sul passaggio generazionale. senza pretesa di esaustività. Chi ha voglia di collaborare lasci un messaggio sul post.

1. Ricerca della SDA Bocconi sul processo di managerializzazione delle pmi familiari
Il processo di managerializzazione delle pmi familiari dell’Italia settentrionale non è cresciuto negli ultimi 10 anni. Lo evidenzia un’analisi della Sda Bocconi in Lombardia e Veneto.
Il tessuto delle pmi settentrionali evidenzia una massiccia presenza di imprese familiari (intorno all’80%), una complessità strategica relativamente contenuta (in oltre metà dei casi si riscontra una sola area strategica d’affari e solo in un caso su dieci i business nei quali l’azienda opera sono più di tre) e una forte prevalenza dell’organizzazione funzionale (intorno al 70% delle imprese via via analizzate), ma con una certa diffusione della struttura a matrice (nel 15-20% dei casi). Si registra la presenza di una funzione di controllo di gestione piuttosto limitata (attorno al 50%).
La pianificazione strategica è poco diffusa mentre sono più comuni la contabilità analitica e soprattutto il budget, utilizzato da tre pmi su quattro.
Esiste correlazione tra la redditività operativa degli investimenti aziendali e l’esistenza di un consiglio di amministrazione, l’utilizzo della pianificazione strategica e l’utilizzo di manager esterni. Inoltre, la sofisticazione dei meccanismi di programmazione e controllo è correlata con le performance di crescita del fatturato aziendale.
Risulta fondamentale, per fare in modo che i meccanismi di controllo si traducano in una performance migliore, un loro corretto utilizzo, che passa, di solito, attraverso la valorizzazione del ruolo e la professionalità del direttore finanziario. L’indipendenza di giudizio e l’autorevolezza del cfo nelle pmi familiari è dunque un tema critico.

2. Blog su Family business e passaggio generazionale
L’università Cattolica di Milano rilancia l’argomento con un obiettivo avvincente: individuare, raggiungere e coinvolgere le numerose aziende familiari italiane in una conversazione sui temi del family business - dal reperimento dei manager alle fonti di finanziamento, dai modelli di business alla successione - attraverso l’ascolto e la partecipazione in rete.
Complimenti ai responsabili del Cerif per aver saputo individuare una strategia così innovativa.

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mercoledì 16 aprile 2008

PMI strutturarsi per competere

Da una recente ricerca UNIONCAMERE emerge che le PMI che hanno saputo strutturarsi puntando su fattori come qualità di prodotto, innovazione, presenza internazionale hanno vinto la sfida competitiva.

Sembra una banalità, sono cose dette e ridette. Ma è vero che mai come in questo periodo di mercati turbolenti le PMI hanno dovuto ripensare l’impresa e la filiera. A volte addirittura il settore competitivo come ho già avuto modo di osservare in questo
post.
Internet ha cambiato il modo di lavorare di molte pmi. Si comprende meglio cos'è il mktg, la ricerca dei talenti, il bisogno di pianificare non solo finanziariamente la gestione delle risorse materiali ed immateriali.

Ma l'azienda deve essere "aperta", esplorare continuamente nuovi settori (speso ormai i concorrenti più temibili provengono da settori attigui a quello in cui si opera). L'azienda stessa deve essere in grado di "linkare" collaborando, confrontandosi, apprendendo....

Questa è forse la via per il "successore", il modo di proporsi per entrare nell'azienda di famiglia. per quello che può valere la mia esperienza quando ciò accade l'esperienza del padre e la curiosità del figlio riescono a potenziare e far evolvere l'azienda.

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venerdì 11 aprile 2008

Partnership: In due (o più) è meglio

Per progettare una partnership di successo bisogna pensare al bene di almeno tre soggetti: la mia azienda, l'azienda partner, il cliente.

Cultura del cliente e tecnologia per generare soddisfazione devono agire in un quadro di fiducia e lealtà.

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Consulenti per le PMI

La consulenza ha senso se produce valore. Non dare mai per scontato che il consulente ne sappia più del cliente. Ricordare sempre al cliente che per crescere le organizzazioni devono cambiare, evolvere.

Una buona consulenza è sia qualitativa sia quantitativa. E' importante aiutare il cliente a riflettere su un ventaglio di opzioni ponendo domande giuste e facendo osservazioni molto pratiche sulle conseguenze di specifiche decisioni.

Ma soprattutto la cosa più importante è saper ascoltare il cliente. Aiutarlo affrontare e risolvere con cognizione di causa i suoi problemi.

Soprattutto non dimenticare mai che un buon consulente è il frutto delle tante oppurtunità che ottimi clienti gli hanno fornito credendo in lui.

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