Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta liberalizzazioni. Mostra tutti i post

sabato 14 gennaio 2012

Liberalizzazioni: ci vorrebbe la maestra Cristina

Liberalizzazioni e tutela dei consumatori
Art. 8 (Obbligo di comunicazione del preventivo)

1.
Tutti i professionisti concordano in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta. La redazione del preventivo è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare. 2. Nell’atto di determinazione del preventivo il professionista ha l’obbligo di indicare l’esistenza di una copertura assicurativa, se stipulata, per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, la sua durata e il suo massimale.
3. Il presente articolo non si applica all’esercizio delle professioni reso nell’ambito del servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione con lo stesso.
4. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente … i codici deontologici si adeguano alle previsioni del presente articolo.

Link di approfondimento sulle liberalizzazioni del Governo Monti.

E' propio necessario fare una legge apposta per i professionisti? non è sufficiente abolire le tariffe, cosa già avvenuta nella precedente riforma che le ha rese liberamente derogabili? Non possiamo sperare in un Paese che decida di abbandonare questa bulimia legislativa? Non è sufficiente rimandare anche per i professionisti alle norme del codice civile che regolano tutti?

Al di là dell'italiano per cui oggi ho l'obbligo deontologico di commettere un illecito disciplinare. E scusate se è poco!

Ma se dobbiamo ridurre il peso degli Ordini mi spiegate perchè questi devono oggi trovarsi a valutare la bontà del mio preventivo? ma non dovevamo ridurne le competenze lasciando spazio al libero mercato ed alla contrattazione tra le parti? Ricordo che il codice civile a partire da quanto previsto per le clausole vessatorie già tutela le parti più deboli contrattualmente.

E' una questione di rispetto.
Se devi riformare le professioni fai una riforma organica con un unico intervento.
Se dobbiamo semplificare e liberalizzare rimandiamo al codice civile e non facciamo norme ad hoc.
Se dobbiamo liberalizzare con creiamo ulteriori competenze deontologiche fasulle.
Se dobbiamo liberalizzare dobbiamo credere nel libero mercato.
Se dobbiamo riformare una professione dobbiamo almeno prenderci il tempo di rileggere la norma prima di renderla pubblica.

Ormai al legislatore chiediamo solo che scriva in italiano. nessuno si scandalizza più che esponga le riforme prima in tv e poi in parlamento, che le norme fiscali siano retroattive, che alcune prevedano la doppia imposizione ed altre siano contrarie alla costituzione o ai trattati internazionali.

Caro Professore, riusciamo a riunire tutte le norme di riforma delle libere professioni in un unico decreto? Riusciamo a fare qualcosa di coordinato? Non le chiedo di confrontarsi prima con i nostri rappresentanti nazionali che probabilmente aggiungerebbero confusione a confusione, ma prima di rendere pubblica una legge o bozza della stessa io la farei leggere ad un vecchio maestro di scuola, magari in pensione, uno di quelli di provincia, severi con la matita rossa sempre pronta, come la maestra Cristina di don Camillo e Peppone.

E forse qualcuno dei quattro pazienti lettori di questo blog sorridendo ricorderà le parole del comunista Peppone: "... perchè io personalmente rispetto più lei morta che tutti voi vivi".



Link: Per restare aggiornato iscriviti alla nostra Newsletter!

venerdì 13 gennaio 2012

Professioni: liberalizzare vuol dire anche liberare!

Leggo un pò annoiato la grande riforma delle professioni che si sta costruendo di manovra in manovra.

Questione di metodo: credo di meritare come professionista e come cittadino una riforma organica della mia professione. in questi mesi si sono susseguite norme una in contrasto con l'altra, infiniti rimandi a regolamenti che non si capisce quando arriveranno, norme scritte male perchè fatte di notte in fretta e furia per sfuggire alla lobby degli Ordini e a quanto si dice anche norme scritte male in accordo con gli Ordini per riformare agli occhi dell'opinione pubblica ma lasciare tutto come sta per vizi normativi.

Proviamo ad analizzare quanto previsto dalla bozza Monti:

1.      Abrogazione tout court delle tariffe: attualmente le tariffe sono liberamente derogabili dalle parti. Resistevano solo in caso di mancata pattuizione e nei confronti del tribunale per incarichi ad esso affidati. Non ho mai difeso le tariffe professionali e di certo non mi metto a farlo ora. Mi chiedo però come saranno gestiti gli incarichi presso i tribunali: bando di gara? A discrezione del giudice a fine incarico? Non potendo quindi conoscere il compenso se non dopo anni e sicuramente dopo l’accettazione? Boh. Il nostro Studio da sempre opera quasi esclusivamente su contratti derogando alle tariffe. Il cliente è ovviamente sempre libero di scegliere un mio concorrente, sia esso commercialista o non iscritto.

2.      Obbligo deontologico di rilasciare alla clientela un preventivo scritto: al di là di come è scritto l’articolo 8 (che da solo meriterebbe un approfondimento sulla qualità del legislatore) io che già oggi lavoro praticamente quasi solo con contratto scritto vorrei essere libero di agire senza uno stato che continui ad intromettersi. Siamo alle comiche. Io lavoro quasi esclusivamente con società, interlocutori assolutamente capaci di tutelarsi e tutelati spesso dai migliori studi legali. E ci preoccupiamo (unico caso credo) che il mio contratto sia scorretto? Lo capirei se ciò dovesse avvenire nei confronti delle persone fisiche (clausole vessatorie ecc..). Ma tra il commercialista e la FIAT siamo sicuri che sia la FIAT la parte debole? Detto questo il mio è un appunto solo di civiltà giuridica e di rispetto. Il nostro Studio da sempre opera quasi esclusivamente su contratti. Il cliente è ovviamente sempre libero di scegliere un mio concorrente, sia esso commercialista o non iscritto.

3.      Obbligo di contrarre apposita assicurazione professionale: qui lo scandalo è che l’obbligo non ci fosse già prima. Il nostro Studio è da sempre assicurato come lo sono i professionisti del nostro network.

4.      Espletamento del tirocinio (già dimezzato nei tempi) già nel corso degli ultimi due anni di università (come già oggi avviane almeno a Milano): su questo invece non sono d’accordo. La laurea in sè non prepara alla professione, la laurea triennale poi non serve a quasi nulla nel nostro mondo. Il tirocinio va retribuito, affiancato come già oggi in molte città avviene da un post laurea che probabilmente andrebbe potenziato. Ricordo inoltre che gran parte dell’attività professionale è libera. Le riserve operano solo nel contenzioso tributario, negli incarichi per il tribunale, fallimentare, colleci sindacali, perizie ecc.. Tutte attività complesse e rischiose. Per giunta il tirocinio per diventare revisore resta con norma europea di tre anni. Quindi i ragazzi saranno costretti a sostenere due esami ed ottenere prima l’abilitazione al titolo più prestigioso. Il nostro Studio da sempre retribuisce i praticanti e sostiene le spese di iscrizione al post laurea biennale in cui tra le altre cose sono docente.

Ora io mi chiedo quale rivoluzione abbiamo fatto? Decisamente blanda e soprattutto scritta male e peggio coordinata.

Vogliamo poi affrontare il tema delle società professionali? Ottimo, la aspettiamo tutti da tempo, ma che amministrazione e maggioranza restino al professionista. Si presterebbero a troppi abusi altrimenti. Soprattutto vorrei qualche rassicurazione che tra i soci non possano un domani sedersi le banche. Passeremmo dal libero mercato all’oligopolio (ovviamente il settore bancario non viene liberalizzato).

Riforma del collegio sindacale: la riforma è necessaria, assolutamente, ma le norme van scritte bene. Non si possono passare mesi in attesa di una interpretazione autentica. E’ una questione di rispetto.

Liberalizzare ha nella radice la parola libertà, libertà di esercitare una professione, libertà dei terzi di esser tutelati (le riserve del nostro albo solo a questo tendono, l’attività ordinaria è libera da tempo), ma anche libertà da una burocrazia asfissiante, da mille lacciuoli, da uno Stato che ti impedisce di emettere parcelle perché non si capisce quale rivalsa applicare, da uno Stato che vive di proroghe perché non riesce a mantenere gli impegni, da software che non funzionano, da un sempre più preoccupante uso e abuso dei comunicati stampa come fossero decreti, dal costante tentativo di invertire l’onere della prova.

Liberalizzare vuol dire anche liberare! Ricordiamocelo!

Related Posts with Thumbnails

Post più popolari degli ultimi 30 gg

Translate