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giovedì 26 luglio 2012

Semplificare è più difficile


Complicare è facile, semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole:
colori, forme, azioni, decorazioni,
personaggi, ambienti pieni di cose.
Tutti sono capaci di complicare.
Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,
come fa lo scultore quando a colpi di scalpello
toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più.
Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno
una scultura bellissima, come si fa a sapere
dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere
vuol dire riconoscere l’essenza delle cose
e comunicarle nella loro essenzialità.
Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode…
La semplificazione è il segno dell’intelligenza,
un antico detto cinese dice:
quello che non si può dire in poche parole
non si può dirlo neanche in molte.

Bruno Munari

martedì 1 maggio 2012

Commercialista low cost? forse....

In questi giorno sto studiando una ricerca dell'Università Bocconi su esempi eccellenti di sanità low cost che trovo estremamente interessante. Questi centri hanno come obiettivo offrire servizi di qualità ad un prezzo di circa il 30% inferiore alla media dei prezzi per prestazioni di qualità medio alta.

Attenzione quindi, lo sconto non sul prezzo medio ma sul prezzo medio per prestazioni di qualità medio alta (non è poca cosa).

Interessante che l'accento di tutta la comunicazione si basi sull'alta qualità delle prestazioni e professionalità dei collaboratori più che sul prezzo basso. 

Alcune strutture dichiarano addirittura di essere spaventate del crescere di offerte low cost che tendono ad associare bassi prezzi a basso livello qualitativo.

In sostanza l'obiettivo di queste strutture è ridefinire il business model, tagliare i costi sugli acquisti, ottimizzare le procedure e tutte quelle attività di supporto (organizzazione, formazione, segreteria, marketing) per riuscire ad offrire un servizio percepito come elevato e di qualità.

Ikea potrebbe essere forse un esempio di low cost non associato a prodotto povero o di bassa qualità.

Mi hanno colpito alcune cose in particolare:
  • grado di soddisfazione dei pazienti elevato e costantemente monitorato;
  • grado di soddisfazione dei professionisti costantemente monitorato (queste strutture riducono in parte i compensi di mercato offrendo in cambio retribuzioni costanti, organizzazione e garanzia della qualità della prestazione - in qualche modo sono quindi costrette a fornire servizi di qualità per non perdere i collaboratori che accettano una retribuzione non solo monetaria ma legata all'apprendimento ed al crescere con la struttura);
  • molti pazienti appartengono a classi sociali medio alte e alta scolarizzazione (quindi si presume attenti alla qualità, quanto meno alla qualità percepita).
 Non è un caso che contro queste strutture nessun ordine si sia mai sognato di aprire procedimenti disciplinari (pratica che resta comunque alquanto discutibile).

Qualcuno forse  criticherà dicendo che questo non è low cost puro, del resto però neanche la professione è esattamente attività di impresa e questo sistema consente di salvaguardarne le peculiarità.

Molti spunti di riflessione per qualunque attività di servizi comunque.

Nei prossimi post proverò a sintetizzare e a formalizzare qualche idea...

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martedì 12 luglio 2011

Il Manuale del CNDCEC cita il nostro blog

Il manuale del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: ORGANIZZAZIONE E PIANIFICAZIONE NEGLI STUDI PROFESSIONALI CON L’UTILIZZO DEI SISTEMI INFORMATICI cita il nostro blog come esempio di comunicazione on line.

 Sono piccole soddisfazioni che fan pensare a come siano cambiati i tempi.

Ancora ricordo quando i siti se non proibiti erano osteggiati dagli Ordini professionali come pericoloso esempio di apertura al mercato.

Oggi finalmente qualcosa è cambiato ed alcune posizioni sono state riviste.

I casi di studio segnalati dal Consiglio nazionale sono:

Ricordo che questo è il secondo riconoscimento per il nostro studio e per la sua attività on line nel 2011.

Siamo già stati analizzati come case history nel libro di Giulia Picchi e Silvia Pavone “Marketing e management per commercialisti” edito da EGEA, la casa editrice dell’Università Bocconi di Milano a cui è seguito un lungo ciclo di convegni nei principali Ordini del nord Italia.

Consiglio il manuale oltre che ai giovani professionisti anche alle società di consulenza e servizi che lo potranno utilizzare trovandovi spunti interessanti per ripensare ed ottimizzare la propria organizzazione.

venerdì 11 febbraio 2011

Legal Marketing: Convegno a SONDRIO

Convegno
11 febbraio 2011
Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
Via delle Pergole 10 - Sondrio

Marketing e sviluppo del Business, comunicazione e nuovi media: nuovi strumenti per gli studi professionali nel rispetto della deontologia.

Questo pomeriggio sarò ospite dell'ODCEC di Sondrio per raccontare la storia di Studio Panato

La nostra case history è raccontata da Giulia Picchi e Silvia Pavone nel libro "Marketing e management per commercialisti" edizioni Egea - Università Bocconi.

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sabato 11 dicembre 2010

Tavola rotonda: Deontologia, media e nuovi media

Lunedì 13 dicembre alle ore 9.30 (presso la Fondazione Dottori Commercialisti di Milano) avrà luogo la tavola rotonda che conclude il ciclo di lezioni della master class per gli studi professionali.

E’ il mio ultimo convegno per il 2010 (ad una splendida trasferta romana purtroppo ho dovuto rinunciare per i troppi impegni di fine anno).

Sono chiamato nuovamente, dopo il convegno di Baveno, a confrontarmi con professionisti ben più titolati di me su deontologia e rapporto con media e new media:
  • Remo Danovi: Avvocato in milano e padre della deontologia forense;
  • Nicola di Molfetta: direttore mensile Top Legal;
  • Mauro Nicoli: presidente commissione deontologia dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili di Milano;
  • Giulia Picchi: consulente marketing per avvocati e commercialisti (e di recente autrice insieme a Silvia Pavone di un libro che vede Studio Panato tra le case history)
Ringrazio Giulia Picchi e la Fondazione dei Dottori Commercialisti per avermi invitato a raccontare la nostra storia, l'esperienza di Studio Panato su internet.

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martedì 29 giugno 2010

Family Office: una nostra intervista sul numero di giugno

FAMILY OFFICE: la rivista degli imprenditori e professionisti di impresa.

Nel numero di giugno potete leggere una mia intervista su Studio Panato Dottori Commercialisti in Milano: la storia e la presenza on line del nostro studio professionale.

Tra gli altri intervistati nello speciale Imprese di Famiglia potete trovare Gianfilippo Cuneo di Synergo e Alessandro De Nicola di Orrik che illustra i principali filoni di attività dello studio: protezione del patrimonio ed energie rinnovabili.

Segnalo tra gli approfondimenti un interessante articolo sul legal marketing a cura di marketude

Qui è possibile scaricare l'indice della rivista

A breve sarà possibile scaricare anche il testo dell'intervista.

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