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martedì 13 marzo 2012

15 domande per scegliere il cliente giusto.

Tempo fa ho scritto un post anche ad uso interno (memo) sui costi di un cattivo cliente.

Oggi voglio riportare invece un elenco di domande (in parte ricavate dalla guida del CNDCEC ed utilizzate per i miei corsi di gestione Studio) utili per scegliere il cliente più adatto alla nostra organizzazione.

Ovviamente sono domande che ciascuno di noi può porsi, impresa o professionista che sia.

  1. Vi piace lavorare con il cliente?
  2. Il cliente rispetta voi, le vostre opinioni, il vostro lavoro e il vostro staff?
  3. È possibile instaurare un dialogo con il cliente?
  4. Il cliente utilizzerà un certo numero dei servizi offerti dallo studio?
  5. Il cliente è remunerativo?
  6. Il cliente salderà puntualmente le parcelle?
  7. Il cliente sarà disposto a collaborare con lo studio, se necessario?
  8. Sono compatibili le vostre rispettive culture?
  9. Lo studio è in grado di portare valore aggiunto all’attività del cliente?
  10.  Il cliente porterà valore aggiunto allo studio?
  11.  Sareste orgogliosi di presentarlo come un cliente del vostro studio?
  12.  Il cliente sarebbe orgoglioso di presentarvi come il suo studio di riferimento?
  13.  Il cliente rappresenta un rischio per la vostra attività?
  14.  Il cliente osserva i principi deontologici e di correttezza professionale?
  15. Il cliente potrebbe chiedervi di accettare dei compromessi dal punto di vista etico?
Non sempre è possibile scegliersi il cliente ma forse porsi qualche domanda diventa importante in sede di preventivo e nella pianificazione della nostra attività.
Il cliente non è solo fatturato.

domenica 16 gennaio 2011

Gli amici del bar Bocconi

Sono passati diversi anni ormai dalla laurea, ma gli anni passati in Bocconi non si dimenticano.

Ore di studio interrotte da pause al bar dove si incontravano amici e colleghi di corso, dove si discuteva animatamente di economia e politica, ma anche di serate e di ragazze.

Anni impegnativi per me che appena iscritto persi mio padre e mi ritrovai a passare dall'euforia dei primi mesi di università ad affrontare un prova non facile per un ragazzo di 19 anni (molto devo a mia madre).

Anni meravigliosi comunque, che a volte ritornano alla mente, complice qualche coincidenza: linkedin che ti avvisa che un amico che ormai vive in Germania è stato promosso, una banca che ti aggiorna della fusione e che quell'amico che non senti da tanto ha cambiato email oppure semplicemente un invito a casa del mio skipper di questa estate che abita proprio sopra uno dei bar dove si andava a mangiare da studenti... o che alla fine del post laurea ci ospitava per l'ultimo aperitivo.

Tutti ragazzi determinati quelli che frequentavano il bar bocconi. Quasi tutti li sento ancora, con alcuni lavoro o studio.

A volte quando torno in via Sarfatti per tenere qualche lezione per la Scuola di Alta Formazione confesso che mi capita di cercare tra i banchi i volti di quei ragazzi che investivano cosi tanto sul loro futuro.

E subito sorrido, pensando quanto in fondo siamo riusciti a costruire fino ad ora..

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