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lunedì 16 dicembre 2013

Promemoria sulle prossime scadenze

16 dicembre 2013
Scadenza per il pagamento della seconda rata dell’IMU per gli immobili diversi dall'abitazione principale e relative pertinenze, e sui terreni agricoli non posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola (la prima rata dell’Imu era stata abolita per tutti i terreni agricoli, anche se non posseduti da coltivatori diretti o IAP).
Deve essere pagata la seconda rata IMU anche per i fabbricati rurali ad uso abitativo che non siano adibiti ad abitazione principale (anche questa tipologia di immobili è stata esonerata dalla prima rata). Ovviamente devono pagare la seconda rata dell’IMU i possessori di abitazioni principali di particolare pregio, accatastate nelle categorie catastali A1, A8 e A9.


Modalità di calcolo e versamento
Per gli immobili diversi dall’abitazione principale si deve fare riferimento alle aliquote deliberate dai Comuni e pubblicate sui rispettivi siti istituzionali entro il 9 dicembre 2013. Si calcola, quindi, l’imposta dovuta per tutto il 2013 e si sottrae quanto già corrisposto a titolo di prima rata. Per i terreni agricoli non posseduti da coltivatori diretti o da IAP si calcola l’imposta per l’intero anno e si sottrae l’importo che si sarebbe dovuto pagare a giugno come prima rata (e non si è pagato perché è intervenuto il decreto che l’ha abolita).

16 gennaio 2014
(il termine potrebbe essere posticipato in sede di approvazione della legge di stabilità 2014) è la scadenza per versare la parte residua dell’IMU sull'abitazione principale e relative pertinenze, sui terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP, iscritti nella previdenza agricola e sui fabbricati rurali strumentali.
Si deve pagare anche la prima rata 2014 della TASI (tributo sui servizi indivisibili) e la prima rata 2014 della TARI (tassa sui rifiuti).
Entro lo stesso termine deve essere versata la maggiorazione TARES per il 2013, nel caso in cui il Comune non abbia inviato il relativo bollettino in tempo utile per far rispettare ai contribuenti la scadenza del 16 dicembre 2013.

Modalità di calcolo e versamento
A ai fini del versamento entro il 16 gennaio 2014 della parte residuale dell’IMU, il contribuente deve calcolare l’imposta totale per il 2013 sulla base dell’aliquota e della detrazione fissate dai Comuni (e pubblicate sul loro sito entro il 9 dicembre 2013), quindi sottrarre l’imposta annuale calcolata applicando l‘aliquota di base e la detrazione di base.
Di questo importo differenziale il contribuente deve versare il 40% utilizzando il modello F24 o il bollettino di conto corrente postale IMU. Per la prima rata della TASI (il tributo si paga in quattro rate), si deve calcolare l’imposta applicando l’aliquota di base dell’1 per mille e dividere per quattro. Nel 2014 i Comuni possono aumentare l’aliquota fino al 2,5 per mille, quindi ,con l’ultima rata si dovrà effettuare l’eventuale conguaglio. La Tari segue sostanzialmente la stessa modalità di calcolo della Tares (che è stata in vigore fino al 2013).

fonte: Ministero Economia e Finanze


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lunedì 22 ottobre 2012

Mettendo ordine in azienda tra le mille novità fiscali


Mille novità fiscali, spesso confuse, spesso con rimandi a DM sempre in attesa di essere emanati. 

Un continuo stop and go che rende nebuloso lo scenario per l'imprenditore e complicato per il professionista.

Proviamo a valutare cosa è cambiato o cosa cambierà dal 2013 (speriamo in un paio di mesi di arrivare ad una legislazione più chiara che consenta di fare anche qualche calcolo di convenienza).

Non voglio entrare in tecnicismi, al massimo rimanderò con qualche link ad analisi più esaustive (non tutti aggiornatissimi forse ma qui mi interessa di più porre il problema a livello gestionale).

Qui voglio provare a ripensare ad alta voce cosa è cambiato o cosa cambierà a breve e quali leve potrà/dovrà muovere l'imprenditore che magari fino ad oggi ha modificato in parte il suo modo di operare ma non l'ha fatto in maniera organica.


  • Collegio sindacale: le Srl possono optare per il sindaco unico, tra pro e contro tutti da analizzare;
  • Auto aziendali: la riduzione della deducibilità al 20% pone il tema di valutare la convenienza delle prossime scelte in materia tra fringe benefit, detrazione iva e rimborsi km per l'auto propria.
  • Perdite su crediti: argomento dolente in questo periodo, vanno monitorate con attenzione anche ai fini fiscali per minimizzare l'imposizione su somme che non risultano esigibili. Le nuove norme agevolano l'impresa che effettua un attento monitoraggio.
  • Responsabilità solidale appaltatore: aumentano considerevolmente i rischi sull'appaltatore. La società se già non si era attrezzata dovrà creare una procedura ad hoc per minimizzare potenziali rischi.
  • Regime Iva per Cassa: novità interessante per un'ampia platea di PMI che se saranno in grado di sfruttarla potranno ottimizzare la loro gestione finanziaria.
  • Nuove Srl agevolate: su questo blog abbiamo parlato piu volte di SRL semplificate, a capitale ridotto ed innovative. Nonostante che a livello giuridico la norma sia confusa e spesso poco sistemica lo strumento può essere interessante per i neoimprenditori.
  • Riforma Fornero: impatta oltre che in tema di diritto del lavoro anche imponendo presunzioni importanti su micro partite iva. Occorre quindi, soprattutto per società di servizi e consulenza, verificare struttura e tipologia dei fornitori (consulenti, professionisti non iscritti ad albi ecc.).
  • Società in perdita sistemica, società di comodo ed IMU: verificare di non rientrare nella normativa punitiva è fondamentale e costringe l'impresa a pianificare e a lavorare per previsionali al fine di potersi tutelare per tempo anche mediante interpello.

In realtà le ultime riforme non sempre sono punitive come appaiono, ma sempre di piu pretendono una società con una struttura amministrativa organizzata, procedure definite, pianificazione attenta (spesso resa estremamente difficoltosa dal pressapochismo del legislatore).

Uno sforzo non banale ma che di certo non è contrario alle logiche economiche. 

Il problema vero è che ormai non solo il mercato ma anche la legislazione presuppongono imprese di dimensioni maggiori a quelle a cui il nostro Paese è abituato.

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lunedì 6 dicembre 2010

Pianificazione fiscale: l’eterna attesa dei provvedimenti attuativi

Molti nuovi adempimenti fiscali dovrebbero entrare in vigore nel 2011, ma i provvedimenti attuativi putroppo non sono ancora stati emanati, creando attesa e confusione tra professionisti ed imprese.

Ecco alcuni esempi:
  • Transfer price: La scadenza del 28 dicembre è sempre più vicina ed ancora l'Agenzia delle Entrate non ha reso noto i chiarimenti dovuti.
  • Cedolare secca sugli affitti al 20%: Il provvedimento, contenuto nel decreto attuativo del federalismo sull'autonomia impositiva dei Comuni, sarebbe dovuto partire dal 2011 ma manca la dovuta copertura finanziaria.
  • Nuovo obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva di importo superiore a 3.000 euro: le modalità e i termini saranno stabiliti da un provvedimento dell'Agenzia delle Entrate.
  • Redditometro: si attendono i provvedimenti delle Entrate e un DM dell'Economia con i nuovi coefficienti/beni indice.
Troppa burocrazia va ad appesantire professionisti ed imprese, pur non entrando nel merito dei provvedimenti, di sicuro criticabile è il metodo con cui sono o a questo punto dovrebbero essere attuati.
Tutto questo va ad aggiungersi alla confusione generata dall' effetto annuncio a cui troppo spesso i nostri politici sono affezionati senza poi porre in essere le riforme annunciate.

Tutto ciò crea solo confusione minando il già fragile rapporto Stato/contribuente ed ostacola una seria pianificazione fiscale.

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venerdì 6 marzo 2009

La Pianificazione per affrontare la Crisi: Ebook

Pubblico una circolare inviata ai nostri clienti e pubblicata dalla nostra casa editrice.
Abbiamo cercato di usare un linguaggio il più possibile semplice e vicino alle esigenze dell'imprenditore. Credo ci sia ancora molto da fare, ma speriamo di essere sulla strada giusta.

L’analisi fa riferimento soprattutto a quegli strumenti che possono rappresentare:
- immediate riduzioni di imposta o corretta pianificazione del rischio fiscale;
- sostegni al bilancio e alla posizione finanziaria dell’impresa;
- riduzione di costi amministrativi e notarili;
- procedure concorsuali che possono salvare l’impresa dal fallimento.

Questo ed altri documenti sono inviati gratuitamente a tutti gli iscritti alla nostra mailinglist.

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giovedì 8 gennaio 2009

2009: Il planning fiscale delle imprese

Per far fronte alla crisi vi consiglio di riflettere su una serie di interventi predisposti dal governo per permettere alle aziende di pianificare le proprie scelte.

Il sole24ore del 2 gennaio ha ben sintetizzato i punti che sotto ho brevemente indicato. Ad oggi, comunque, a mio parere poco è stato fatto (e quel poco in maniera confusa) per aiutare le imprese a far fronte ad una crisi che si preannuncia lunga e faticosa.

  • Limite alla deducibilità degli interessi passivi;
  • Deduzione lrap del 10% per professionisti e aziende dal reddito di impresa 2009;
  • Rimborso irap anni pregressi;
  • IVA per cassa dal 2009 (in attesa dei decreti attuativi);
  • Recupero del 3% degli acconti;
  • Rivalutazione immobili in bilancio. Valutare con attenzione la convenienza fiscale e civile (copertura perdite, rapporti con finanziatori, ecc..);
  • Affrancamento diseallineamenti IAS;
  • Affrancamento e rivalutazione marchi e avviamento a seguito di operazioni straordinarie;
  • Sospeso l’obbligo di svalutare per il 2008 i titoli compresi nell’attivo circolante;
  • Novità sul ravvedimento operoso e riduzione delle sanzioni;
  • Studi di settore: in attesa di adeguamento alla crisi economica.

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