Giove ci mise (sulle spalle) due bisacce: pose dietro la schiena la bisaccia piena dei propri difetti, sospese davanti al petto la pesante bisaccia dei vizi degli altri. A causa di ciò non possiamo vedere i nostri difetti, ma siamo censori (critici severi) non appena gli altri sbagliano.
Fedro
Questa estate ho acquistato e sfogliato Sudditi, il libro manifesto dell'Istituto Bruno Leoni, che vanta tra gli autori molti firmatari di Fermare il declino di cui ho già parlato su questo blog con un post poi ripreso su L'Opinione (il titolo da me suggerito era il più costruttivo "i dubbi di un tifoso").
Il libro ha avuto un innegabile e meritato successo ma temo si fondi su un concetto profondamente erroneo, dividere gli Italiani in due: produttori e parassiti.
La tesi che si vuol portare avanti è che lo Stato tratti non da cittadini ma da sudditi la parte migliore dell'Italia che si vede tartassata e vessata a vantaggio di una ampia classe parassitaria.
Il lettore si crogiola felice in questo convincimento ritenendosi ovviamente produttore eroico e vessato. Provate ad affrontare il discorso al bar, dal banker all'insegnante, dal commercialista all'avvocato, dall'imprenditore al consulente tutti sono entusiasti di Oscar Giannino e si sentono sudditi di una Repubblica matrigna.
Eppure piu mi confronto con questa eroica Italia di produttori più temo che tanto entusiasmo sia frutto di un equivoco.
Temo che la differenza tra produttori e parassiti non sia poi cosi netta e quando lo faccio notare vedo smarrimento, atteggiamenti da lesa maestà ed un pensiero che si affaccia "ma quanto era più comodo esser berlusconiani".
Proviamo ad analizzare velocemente qualche categoria a titolo di esempio:
Bancario o banchiere o banker: qualcuno li avvisi che i loro stipendi sono pagati grazie ad un mercato oligopolistico e protetto che consente (consentiva) di mantenere una struttura elefantiaca grazie a micro balzelli e tasse occulte sui clienti.
Insegnante: la scuola si sa è a corto di risorse, i docenti sono poco valorizzati e pagati peggio, ma vogliamo verificare il livello medio dei nostri insegnanti? quanti sono e quanti erano solo una generazione fa? eppure questo livello disastroso della nostra istruzione consente il proliferare di corsi di inglese, ripetizioni private (quante fatturate?) ed un florido quanto inutile mercato dell'editoria scolastica.
Commercialista: Pur denunciando il conflitto di interesse in cui mi trovo da quanto la categoria ha iniziato a lamentarsi dell'infinito numero di norme, dichiarazioni, comunicazioni sempre nuove, sempre inutili? da quando i clienti non hanno avuto più soldi per pagarle ed hanno iniziato a lottare sui prezzi. In precedenza grandi lamenti ma anche una discreta mano al fatturato soprattutto per gli studi più piccoli ed in realtà economicamente depresse.
Avvocati: grandi difensori del diritto, ma quanto si son battuti per snellire la macchina burocratica, per semplificare una normativa cosi confusa da generare essa stessa milioni di cause inutili?
Imprenditore: per quanto tempo si è sfruttata la svalutazione competitiva? le cooperative rosse cosi vituperate ma tanto utili ad abbattere i costi? quanto si è lottato per limitare gli abusi edilizi?
Consulenti e formatori: in quanti vivono grazie a finanziamenti pubblici diretti o indiretti?
E' chiaro che gli esempi fatti sono superficiali e banali, ma quello che mi preme indicare è che se il criterio che vogliamo utilizzare è quello meritocratico solo i piu bravi e coraggiosi combatteranno per applicarlo.
Molti, anche bravi ma timorosi soprattutto in un periodo come questo di crisi economica, difficilmente abbandoneranno i loro piccoli privilegi certi per una speranza di crescita.
Tutti avremmo da guadagnare in un sistema più liberale, ne sono convinto, ma bisogna lavorare sulla consapevolezza e sul coraggio e non è cosi facile.
Viceversa ci troveremo con grandi entusiasmi e subito dopo con grandi battaglie di retroguardia a difesa ciascuno della propria categoria.
Per smetter di esser sudditi occorre smetter di esser complici.
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Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
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giovedì 30 agosto 2012
Sudditi o complici?
alle
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mercoledì 11 luglio 2012
Sudditi di uno Stato affamato e cialtrone: da Gerico l'ultima beffa.
Far finta di essere sani.
Far finta di essere...
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.
Giorgio Gaber
Con l’ennesimo comunicato stampa, l'Agenzia delle Entrate ieri ha prorogato i termini di pagamento inseguito alla compilazione degli studi di settore, dal 9 luglio al 20 agosto,senza maggiorazione dello 0,4%.
Solidoro concludeva chiedendosi: “perché invece delle proroghe dell'ultimo secondo, quando ormai, nel dubbio, ci si è affrettati a fare tutto il possibile, non si stabilisce per norma di legge che tutti i termini, compreso il termine di pagamento delle imposte sia fissato in 60 giorni dalla data di pubblicazione dei documenti di prassi e dalla data di rilascio della versione definitiva dei software necessari?”
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Newsletter!
Far finta di essere...
Liberi, sentirsi liberi
forse per un attimo è possibile
ma che senso ha se è cosciente in me
la misura della mia inutilità.
Giorgio Gaber
Con l’ennesimo comunicato stampa, l'Agenzia delle Entrate ieri ha prorogato i termini di pagamento inseguito alla compilazione degli studi di settore, dal 9 luglio al 20 agosto,senza maggiorazione dello 0,4%.
Da imprese e
professionisti si erano levate forti proteste visti i tempi troppo stretti tra
la messa a disposizione del software di calcolo, avvenuto il 18 giugno scorso,
e la data di scadenza del 9 luglio. Ultima beffa di uno Stato ormai impazzito, l'ultima
versione di Gerico (la 1.0.2) era stata messa a disposizione degli utenti solo
il 5 luglio.
Nelle scorse settimane, l’idea di legare gli adempimenti fiscali al
completamento degli strumenti applicativi e interpretativi da parte delle
Entrate era stata rilanciata dalle pagine di ItaliaOggi del 23 giugno scorso dal presidente
dell’Odcec di Milano Alessandro Solidoro. Il quale osservava con riferimento
agli adempimenti dichiarativi Unico 2012, che i commercialisti si devono
confrontare con provvedimenti e chiarimenti «last minute», con
l'indisponibilità dei programmi gestionali in tempi congrui ai fini di una
appropriata programmazione dell'attività di studio, con il permanere di
rilevanti incertezze interpretative e con l'ormai «usuale» proroga necessaria
per il «superamento di talune criticità operative riscontrate da parte dei
soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati
gli studi di settore» (Cfr. Comunicato stampa Mef n. 77 dell'8/06/2012).
Solidoro concludeva chiedendosi: “perché invece delle proroghe dell'ultimo secondo, quando ormai, nel dubbio, ci si è affrettati a fare tutto il possibile, non si stabilisce per norma di legge che tutti i termini, compreso il termine di pagamento delle imposte sia fissato in 60 giorni dalla data di pubblicazione dei documenti di prassi e dalla data di rilascio della versione definitiva dei software necessari?”
Di ieri l’ultima beffa.
Ora io mi chiedo e torno a farlo ormai troppe volte:- possibile che in Italia sia impossibile un minimo di pianificazione?
- possibile che la sogei non riesca a fornire programmi affidabili in tempi ragionevoli?
- possibile che non si riesca mai a capire quando pagare le imposte?
- possibile che si sia sempre sudditi di uno Stato affamato e cialtrone?
- possibile che si sia dimenticato che il valore legale di legge e comunicato stampa è differente?
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