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sabato 14 marzo 2009

Linkedin: sondaggio tra gli imprenditori

Qualche giorno fa ho provato ad utilizzare i sondaggi su Linkedin.

Il risultato è stato molto interessante. In poco tempo 55 persone hanno votato e un discreto numero hanno sentito la necessità di confrontarsi e commentare.

In precedenza avevo posto domande simili agli iscritti alla newsletter (ormai abbiamo superato abbondantemente i 1.800!!!).

I risultati del sondaggio su linkedin non sono poi così differenti da quelli emersi dal nostro sondaggio sulla crisi e le pmi.

Mi chiedo se possa essere utile aprire un gruppo su linkedin per amplificare la comunicazione. Cosa ne pensate? quali argomenti vorreste approfondire?

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martedì 2 dicembre 2008

Il valore della coerenza: l' Imprenditore nella Stanza degli ospiti

L' Impreditore è il quinto autore che ospitiamo in questo spazio che abbiamo scelto di chiamare "la stanza degli ospiti". E' autore di un famoso Blog "Pensieri in libertà di un imprenditore" in cui racconta la sua esperienza professionale senza dimenticare sensazioni ed emozioni personali.
Ho riflettuto a lungo su quale immagine inserire qui a fianco, alla fine mi sono deciso a mettere "the boss" in una foto che credo possa essere cara al nostro imprenditore sia per l'artista che rappresenta, sia per la vena malinconica e poetica.
A fine post potete trovare maggiori informazioni, ma ora vi lascio al suo interessante intervento.
Il valore della coerenza
In generale, ma ancora di più in momenti come questi, si ha la tendenza a seguire l'onda.
Cercando di seguire i trend, il mercato, le richieste.
A volte, spesso, troppo spesso senza verificarne la coerenza con la propria strategia di fondo.
A nessuno piace dire no, magari ad un cliente importante o potenziale. E sembra di aver perso una opportunità.
Vero. Vero sul breve periodo, perché se la richiesta non è coerente con la nostra strategia di fondo abbiamo evitato un potenziale problema. Non dimentichiamo che ogni si è un precedente, e dire no la prossima volta sarà ancora più difficile. I clienti sono come i bimbi, i vizi li prendono subito.
Certo per essere coerenti occorre una strategia, ma se non la si ha (fosse anche solo per fare le vacanze) non si va da nessuna parte.
Eppure il mondo è pieno di aziende che cercano di coprire più fasce possibili di mercato: qualità e prezzo, personalizzato e di massa, nicchia e grandi produzioni, grande distribuzione e negozi.
Cose che possono essere affrontabili da grandi multinazionali con la strategia di diversificazione dei brand, non certo da una PMI (se non tra enormi difficoltà).
Allora non è meglio scegliere quale è e vuole essere la propria specialità?
Non mi permette di concentrarsi meglio sugli obiettivi?
E poi sempre guidati dalla coerenza: non posso dire “metto al centro le persone” e poi avere un’azienda nota per non essere corretta con i collaboratori. Parlare di etica e responsabilità e non pagare i fornitori. Mettere al centro il cliente (che a parole tutti fanno) e poi appena venduto abbandonarlo a se stesso. Dire che offro eccellente servizio e risponde al decimo squillo una persona che non mi sa dare risposte. Che sono un’azienda moderna e tecnologica e non rispondere alle email (o chiedere di mandare un fax). Che sono veloce e far fare il giro telefonico di diverse persone per una richiesta.
Certo, a volte la coerenza sembra frustrante, dà risultati sul medio periodo, è una strada impervia e difficile.
Ma pensate all’impressione che vi fanno, a volte, i piccoli segnali di incoerenza da parte di clienti o fornitori. Non si accende una lucina? E perché non deve valere per voi?
Allora scegliere una strada e percorrerla, cercando di capire se è quella giusta. Certo spesso andranno fatte delle variazioni, piccole deviazioni e cambiamenti ma la strategia di fondo va seguita con coerenza.
Cercate di capire e sfruttare i punti di forza di abilità, attitudine e morali vostri e dei vostri collaboratori, su quelli andrà costruita la vostra strategia.
Più la mission è coerente con la mission che avete dentro di voi minore sarà lo sforzo per essere coerenti.
L'Imprenditore:
Piccolo imprenditore metalmeccanico, con circa 60 persone, export globale all’85% producendo beni di consumo durevoli.
Scrive i suoi pensieri sul blog: Pensieri in libertà di un imprenditore

giovedì 27 novembre 2008

Il coraggio di disinvestire

E' il titolo di un interessante articolo apparso recentemente sull'edizione italiana di HBR. Gli autori affrontano un tema di particolare attualità in questo periodo. La maggior parte delle aziende, sostengono, sono meno brave a vendere gli asset che ad acquistarli, e disinvestono spesso nel momento sbagliato o nel modo sbagliato.

Analisi continua delle opzioni di disinvestimento per individuare le attività da dismettere, valutandone la tempistica e le azioni da intraprendere per massimizzare il valore in ogni singolo caso.

Obiettività nell'analisi strategica evitando di vendere nei momenti di stagnazione dell’economia, quando i prezzi sono bassi. Una attenta pianificazione può consentire di vendere solo i business che non sono in linea con le priorità strategiche dell’azienda.
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