Va la prua in alto va
la bandiera al vento è già
capitano dacci il rhum
la battaglia sta per cominciare
e chi ci fermerà
Lato B del disco di Capitan Harlock
della Fonit Cetra
Si chiudono i bilanci e si iniziano a tirare le fila. La storia si ripete costante, si rimanda la risoluzione del problema, si valutano soluzioni contabili utili solo a guadagnar tempo, i professionisti dell'impresa e le banche si concentrano sull'aspetto finanziario ma nessuno si preoccupa o meglio si è preoccupato per tempo di ragionare sull'economico.
Nessuno è mai sceso in produzione per paura di sporcarsi le mani.
Siamo ormai tutti troppo eleganti e preferiamo parlar di numeri dimenticando la realtà che questi rappresentano: uomini e donne, famiglie, mutui, le scuole dei figli, ecc.
L'impresa invece è tutta li, si muove nel suo settore, incastrata o protetta nella filiera di creazione del valore.
Troppo spesso però mercato, fornitori, clienti o canali distributivi sono dati per scontati. L'impresa invece periodicamente (addirittura annualmente in questo periodo) dovrebbe effettuare un tagliando, perdere qualche giorno e riflettere su marginalità e aree d'affari.
Nessuno si preoccupa di verificare le affermazioni dell'imprenditore che troppo spesso è prigioniero delle sue ipotesi, delle sue convinzioni, delle sue certezze, delle sue paure.
Quante volte sento ripetere che l'imprenditore è solo. quante...
E' vero, dopo anni di successi si isola nelle proprie certezze che nel tempo gli impediscono di cambiare, di confrontarsi.
Il cambiamento deve invece essere inserito in agenda:
- abbiamo monitorato il nostro rapporto con le banche? siamo iscritti a confidi? sono sotto controllo le fideiussioni e garanzie fornite?
- I costi di produzione, la necessità di nuovi investimenti o manutenzioni sono debitamente considerati?
- i nostri fornitori sono competitivi ed affidabili?
- esportiamo (o importiamo)? come ci confrontiamo con l'estero?
- il nostro mercato cresce? si riduce? stiamo lavorando ad una via di uscita o di ingresso in altri mercati?
Io faccio il commercialista, non posso fornire risposte strategiche, posso solo fare domande e pretendere risposte affidabili. Altri consulenti nei vari ambiti sono più bravi di me. Io devo innescare il processo, manifestare l'urgenza.
Non è facile, tempi, costi, resistenze dell'imprenditore sono un freno a tutto questo.
Cambiare è spesso l'unica soluzione. Parlare, ascoltare, confrontarsi, prendere spunto è l'unica soluzione.
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Questo è un libro che non ho letto, ma che mi ha incuriosito nel titolo. Se qualcuno ha avuto occasione di leggerlo potrebbe postare nei commenti una breve recensione. Temo che l'interesse si esaurisca nei punti riportati sotto, ma non si sa mai..;-)


