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sabato 30 agosto 2014

Perchè questa e' LA mia spada!


Tiene il braccio alto verso il cielo brandendo una spada di gommapiuma.
E' tenuta insieme con colla e nastro adesivo, malconcia per le troppe battaglie.
Quando gli propongo di comprarne una nuova dopo l'ennesima rottura mi guarda sorpreso:
"Papà' ma questa e' la mia spada, non ne voglio una nuova. Voglio la mia spada!"
Si aggrappa con forza e determinazione all'articolo determinativo più che al possessivo.
E' LA spada, e' magica ed insostituibile.

Perchè quella spada davvero ha una storia, come la magica durlindana, la storia di un bambino che cresce, che scopre il suo papà e che lo aspetta a casa la sera con un sorriso immenso al grido "Combattiamo!" in piedi sul lettone per poter fronteggiare meglio l'avversario cosi più alto di lui (ed invero spesso un pò assonnato).

La storia di un bambino che si impone attraverso un gioco che è il prolungamento ideale della sua mano e lo fa sentire importante. 

E come sempre tocca al papà tornare a scoprire che gli oggetti hanno valore soprattutto per la loro storia, per quello che rappresentano o hanno rappresentato per noi.

In fin dei conti anche nelle storie dei cavalieri le spade che si spezzano non si gettano via ma c'è sempre un mago (più bravo nel ripararle di questo papà) che le riforgia donando loro nuova forza.

E poi ripenso che in fondo, anche se resto sempre meravigliato dai discorsi di Tommaso, in montagna ancora conservo il mio piccolo pugnale da Robin Hood, un pò malmesso, ma custodito così a lungo che oggi è uno dei giochi preferiti da mio figlio che lo brandisce orgoglioso chiedendomi sorridente con quell'aria da furbetto:
 "E' vero che era il tuo gioco? ora però è mio!"
... 40 anni dopo più o meno.




mercoledì 26 febbraio 2014

Distinguiamo tra evasione e cialtroneria del legislatore

Sono parecchio stufo di sentire ministri ed onorevoli, per non parlar dei giornalisti, favoleggiare su fantomatico ed immediato recupero di evasione fiscale.

Proviamo a fare un breve memo cosi magari serve a tutti capire di cosa si parla e si può pure provare a combatterla:
  1. Evasione derivante da criminalità organizzata: metà del Paese non è controllata dallo Stato e non parlo di geografia. Spiace deludere i politici ma questo non lo risolvi in due mesi;
  2. Evasione derivante da corruzione: smettete di parlare di manette e punizioni e provate a semplificar la normativa. Più semplice la norma meno potere ha la politica e la burocrazia stessa di ricattare il contribuente. Più semplice è la norma più difficile risulta per il contribuente corrompere;
  3. Evasione perché non si sa come pagar le tasse: cartelle ed accertamenti derivanti da verifiche formali, abuso del diritto, norme fumose. In questo caso il contribuente è onesto e le tasse vorrebbe pagarle ma non sa come e se lo chiede in Agenzia si trova di fronte a sguardi smarriti. Questa non è evasione è cialtroneria del legislatore
  4. Evasione perché non si hanno i soldi: sempre evasione è ma forse meriterebbe qualche ragionamento di politica economica in più. Ricordiamoci che i primi a difender i privilegi delle cooperative sono le grosse imprese che delle coop si servono per abbattere i costi di fornitura. Proviamo a farci delle domanda. Questa evasione la si combatte con imposizione più equa e trasparente.
  5. Evasione perché voglio comprare il SUV: le categorie più soggette le conoscete benissimo, sapete chi sono e non fate nulla, i lavoratori dipendenti si lamentano tanto ma poi sono quelli che chiedono di evitar fattura, ecc.... E non favoleggiamo troppo sulla lotta al contante se poi per riuscire a pagare una multa invece della carta di credito prima devo prelevare e poi pagare in contanti, e smettiamo di far norme deliranti contro il pagamento dell'affitto in contanti se poi l'unico che ricordo è un ex ministro delle finanze....
Riusciamo nell'ordine a:
  1. Semplificare (che vuol dire ridurre burocrazia pubblica e privata compreso il lavoro dei commercialisti sia chiaro);
  2. Avere uno Stato che risponde al cittadino aiutandolo a mettersi in regola e che smetta di avere come eroe lo sceriffo di Nottingham;
  3. Provare ad avere un controllo serio del territorio, non dico la Calabria ma almeno Milano;
  4. Utilizzare il recuperato dalla lotta all'evasione per abbattere le tasse e non per alimentare la spesa;
  5. Smettere di spendere, spendere, spendere....

Se poi per puro caso riuscite anche a far norme giuste e non solo dettate dalla fame di soldi vedrete che il Paese saprà anche tornare a sorridere.

PS quanto stimo di più l'imprenditore che chiede maggiore severità nella lotta all'evasione per garantire la libertà di concorrenza rispetto a chi di tasse campa (e non sono solo politici e dipendenti pubblici ma anche giornalisti, monopolisti ecc...).


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mercoledì 16 ottobre 2013

Esploriamo nuove Strade


E' uscito da poco il numero zero di una nuova rivista on line: Strade - verso luoghi non comuni

In questo periodo per lanciare un nuovo progetto editoriale ci vuole coraggio e quindi è giusto darne risalto.

La pattuglia di autori di matrice liberale nasconde molti amici ed anche il sottoscritto figura tra gli autori.

Più sotto trovate il mio primo articolo sulla mancanza di rispetto dimostrata dal legislatore nei confronti di un sistema giuridico che sta perdendo di struttura organica.

CRONACHE DA NOTTINGHAM: in Italia si legifera per eccezioni

Questo nostro povero Paese assomiglia sempre più a Nottingham, credo che anche il più attempato lettore non farà fatica a ricordare il famoso Sceriffo della versione disneyana. Non mi riferisco solo ad un fisco sempre più dedito a “manovrine” salva gettito (il diminutivo usato da politici e stampa immagino serva a rendere l’operazione più indolore). Manca da troppo tempo una visione ed una guida politica, il Principe Giovanni non è né stimato né in grado di governare, Re Riccardo tarda ad arrivare. [Continua a leggere]



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domenica 9 giugno 2013

Liberatemi... (Liberatelo) ovvero notizie da Nottingham!


Questo Paese va sfrondato. Va sfrondato da mentalità pericolose di persone che non si rendono conto che non devono più occuparsi di come vivo, di cosa e quando devo mangiare.
Non sono rimasto affascinato da quel socialista che pretendeva ci vestissimo di nero per festeggiare le domeniche dei balilla, ci manca solo questo personaggio che invece di riparare le strade e fare asili ritiene di fare il suo dovere impedendomi di mangiare il gelato sotto casa o trasformando Milano in città  per bambini pagando un paio di pagliacci.

Sono stufo di medici che chiedono al paziente quanti giorni vuol rimanere a casa dal lavoro.

Sono stufo di uno stato cattivo e noioso che ammette candidamente che il monte leggi e' contraddittorio e confuso.

Sono stufo di un governo che si dichiara preoccupato per la situazione economica. Mia nonna e' preoccupata, che il governo mi presenti un crono programma sui prossimi interventi.

Sono stufo di agevolazioni ed incentivi che hanno solo effetti distorsivi e consentono al politico di comprarsi quella categoria li...

Sono fortunato, ho un lavoro, il mio studio cresce ma sono stufo di dover nuotare contro corrente.

Caro Stato scopriamo che a Lecco truffano l'inps, ondata di sdegno da una stampa inutile ed ammansita. Il problema non è' la truffa! È' che sarebbe bastato incrociare le banche dati e non lo si fa per volontà politica, per una finta pace sociale.

Caro Stato l'asilo di mio figlio me lo pago io, il parto di mia moglie pure, pago io gli ammortizzatori che saltano a furia di prender buche, pago io gli straordinari ai miei collaboratori e rinuncio a qualche we per sopperire alla tua incapacità di rispettare le scadenze.

Caro Stato parlo un inglese stentato perché a scuola ho fatto francese perché non si potevano lasciare a casa insegnanti inutili, per evitar problemi all'educazione di mio figlio penseremo noi.

Caro Stato ti prego, smetti di occuparti di me. Io me la cavo, pensa però a chi non può pagare al figlio scuole e medici privati, a quelle imprese che non hanno margini per sopportare tutto e falliscono.

Caro Stato, ora basta!


venerdì 21 settembre 2012

La formazione professionale obbligatoria ovvero nuove notizie da Nottingham

Tra i paradossi normativi italiani vi è anche una norma che considera la formazione obbligatoria, non solo inerente, ma indispensabile all'attività professionale.
Ed un'altra norma gemella che considera questi costi indeducibili per il 50%.

Le spese per la formazione continua e obbligatoria dei professionisti iscritti agli albi sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo nel limite del 50%, così come tutti i costi per la partecipazione ai corsi di aggiornamento. Il Sole 24 Ore - leggi articolo

Nessuno chiede agevolazioni, solo coerenza.

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