mercoledì 20 febbraio 2013

Due cose su Oscar Giannino.

Giannino ho avuto modo di incontrarlo 4 o 5 volte insieme a sua moglie Margherita.
Incontri per conoscerci, per far conoscere mio figlio ai tempi nato da poco.

In questo post con lei uso il nome perchè la conosco da più tempo, persona per bene, molto riservata.

Lui lo conosco meno, soprattutto non mi va di usare il nome (come fanno numerosi fan, che chiamare elettori sarebbe troppo generoso) per evitare di millantare una confidenza che non c'è.

Tutte le volte che ci siamo visti si è sempre dimostrato persona generosa e ottimo ospite.
Non credo di dire nulla di nuovo, molti che hanno avuto modo di conoscerlo gli riconoscono essere persona di cuore oltre ad avere una gran testa.

Per il suo movimento ho sempre dimostrato simpatia ma anche riservato parecchie critiche sul tema delle alleanze, sul carattere dei fondatori, sulla conclamata incapacità di fare squadra ma anche su un programma temo a volte sopravvalutato. Critiche manifestate pubblicamente sia qui sia su qualche giornale.

Mi sono sempre tenuto in disparte mentre in molti osannavano il "caro Oscar" neanche fossero vecchi compagni di scuola. Anche ad un paio di incontri pubblici nonostante la sua disponibilità mi sono sempre tenuto un pò in disparte per non dar l'impressione di approfittarne per un pò di visibilità.

Lo dico chiaramente su Master e lauree è stato uno stupido. Trovo che si vesta in maniera imperdonabile. Soprattutto, da liberale, nutro da sempre una certa diffidenza verso i vecchi repubblicani che fanno i liberisti ma sotto sotto son giacobini. La stessa diffidenza che un milanista nutre per un interista e viceversa.

L'errore si è aggravato dai tentativi maldestri di mascherarlo e dagli atteggiamenti fastidiosi dei fan.
Ha sbagliato. Punto. La cosa poteva esser gestita meglio.

L'uomo però ha coraggio, testa e cuore. Credo che questo gli vada riconosciuto.

Inoltre non dimentico che invitati al suo matrimonio, tra economisti, giornalisti, ministri e confindustriali ci ha accolti con mio figlio di pochi mesi (difficile da gestire ad un ricevimento) al tavolo degli sposi (tra l'invidia di molti).

Allora pensai fosse un gesto gentile condiviso e suggerito da Margherita per non metterci in imbarazzo difronte a tante personalità.

Oggi visto come molti di loro si sono comportati in questa vicenda credo più che altro per proteggerci.

Son cose che ho preferito tenere per me e non divulgare in rete tranne un breve post fatto ai tempi. Molti mi rimproverarono di non aver pubblicato foto dell'evento, ho preferito cosi. Per ricambiare il rispetto e le attenzioni che ci aveva mostrato.

Oggi però mi è sembrato giusto raccontare queste cose, queste piccole attenzioni, per rendere merito alla persona e rendere più umano il personaggio pubblico.

Ho letto alcuni articoli molto fastidiosi sulle lacrime di Giannino mentre telefona a Margherita dopo le dimissioni.

Appena ho letto delle polemiche sul Master ho subito immaginato, per quel poco che lo conosco, che il suo primo pensiero fosse per la moglie, per proteggerla, per non deluderla.

Ecco io credo che in questo l'uomo meriti rispetto. In quegli articoli ho visto violato un sentimento, mi sono sentito offeso anche io come lettore.

Criticate il politico, fatelo, è giusto. Rispettare l'uomo però è un dovere per un giornalista.
Il politico è forte, l'uomo è fragile. Non ci vuole troppo a comprenderlo.

Peccato, ancora una volta critichiamo i politici ma ci facciamo troppo poche domande sul livello del nostro giornalismo.

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3 commenti:

Paolo Falconi ha detto...

Non so più se darti del Lei o del Tu, ma Ti leggo volentieri, non solo per ragioni professionali ... soprattutto per quello che esprimi e per come lo esprimi, rivelando sensibilità ed una dimensione umana degna di gran Rispetto.

La mia vita è a Roma, non ci conosciamo direttamente e non svolgiamo la stessa attività ... non ho motivo di elogiarti in previsione di alcunché in cambio ... è un pensiero sincero, un segno di amicizia sincero.

Un saluto a Te e alla Tua Bella Famiglia

Paolo Falconi

N.O.I. - Nuova Officina Italiana ha detto...

Giannino è, suo malgrado, un'altra illustre vittima del sistema che, dopo averla determinata, lo fagocita. Ad ogni modo, è quello che ha scritto che deve essere confutato, e non la leggerezza di dichiarare titoli accademici che non ha al fine di riuscire a farsi ascoltare e leggere. Giannino è l'icona del nostro formalismo provinciale, e del nostro moralismo sostanzialista.
Giannino è un parvenu come molti altri di questa Italia che è culturalmente misera ma in casa arreda con mobili di arte povera, che non sa acquistare gli alimenti ma mangia nei ristoranti della nouvelle cuisine, che è ripiegata nel successo vacuo del presente per rifuggire al proprio passato.
Però ha coraggio ed onestà intellettuale. Ma semplicemente perchè non è uno spergiuro di professione. Ma solo un ingenuo che ha creduto di essere un grosso pesce fra i pesci dell'acquario, quando invece il 90% della fauna ittica è solo costituita da acciughe e sardine, pesci cui anch'egli come noi apparteneva ed appartiene. Fortunatamente per lui, dato che solo il suo passato gli consentirà di recuperare il proprio futuro.

Andrea Arrigo Panato ha detto...

Grazie mille paolo, e ci mancherebbe pure il lei, sei uno dei più affezionati lettori del blog.
grazie davvero per quanto hai detto.

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