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lunedì 24 novembre 2008

L’impresa familiare penalizzata dalla legittima.

Recentemente sono stato in Bocconi ad un convegno sul family business. Le imprese familiari svolgono un ruolo decisivo nella vita economica di molti paesi.

Molto interessante sia il dibattito che il livello dei relatori.

Uno dei momenti più decisivi nella vita delle imprese familiari è il passaggio di controllo da una generazione all’altra. Non tutti gli eredi hanno il talento necessario per rimpiazzare il fondatore, ma spesso non è possibile lasciare l’intera impresa familiare all’erede più capace. La legge, infatti, assicura in molti paesi una quota di legittima a tutti gli eredi, e in molti casi l’impresa di famiglia è una parte così cospicua dell’asse ereditario che non è possibile soddisfare i diritti degli eredi legittimari senza dare loro una quota dell’impresa. Al momento della successione, questa quota dovrà essere liquidata, così riducendo il capitale proprio dell’impresa. Questo problema è tanto più severo quanto più difficile è l’accesso delle imprese al finanziamento esterno, per compensare con risorse finanziarie esterne il drenaggio di risorse a favore degli eredi non controllanti.

Per tali motivi, riformare la normativa italiana in modo da lasciare maggiore flessibilità al testatore potrebbe rimuovere un ostacolo importante agli investimenti delle imprese familiari, e in tal modo avere effetti positivi sulla crescita economica. Certo non è comunque impresa facile soddisfare tutti gli interessi coinvolti.


lunedì 1 settembre 2008

L'impresa virtuosa vince la crisi.

Passeggiando in centro a Milano incontro un amico della mia fidanzata. Ha più o meno la mia età ed é come molti preoccupato per la crisi. La forte contrazione dei consumi penalizza il suo settore.
E' un imprenditore che è riuscito a ricavarsi una sua nicchia di mercato, buone quote e fino ad oggi buoni margini.

In breve la sua strategia:

  • forte attenzione ai mercati esteri (per ora ancora europei, le dimensioni dell'azienda ne penalizzano in parte l'internazionalizzazione).
  • razionalizzazione della distribuzione, tagliando i costi di intermediazione e concentrandosi nei punti vendita di livello più alto.
  • attento controllo della solvibilità dei clienti, richiedendo spesso il pagamento anticipato offrendo un discreto sconto in cambio.
  • massima attenzione ai margini anche a discapito del fatturato
  • massima attenzione alle strategie dei concorrenti
  • studio attento di settori contigui al suo e predisposizione di una o più strategie di uscita nel caso il mercato smetta di essere profittevole.
  • riduzione dei consumi familiari a fronte di una attenta politica di investimento.
  • netta separazione impresa e famiglia
  • confronto continuo con il suo network di amici, imprenditori, consulenti.

Complimenti a questo imprenditore così lungimirante.
Di certo avere 35 anni in questo periodo con tutte le novità che influiscono sulla vita dell'impresa facilita le cose.

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