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martedì 18 febbraio 2014

Praticante Commercialista per Studio Panato


Decidere di intraprendere il lungo percorso per diventare Dottore Commercialista non è facile. La strada è lunga e faticosa ma crediamo che farla insieme a noi possa rappresentare una opportunità interessante per un/una giovane laureato/a.

Chi cerchiamo:
una persona curiosa e motivata, con una buona preparazione economico giuridica e la voglia di conoscere ed approfondire i temi fiscali e societari.
Preferibilmente neolaureata o in tesi. 

Cosa offriamo:
Il praticantato presso il nostro Studio è retribuito in base al merito ed alle capacità professionali sviluppate. Dopo il primo anno lo Studio offre l'iscrizione biennale alla Scuola di Alta Formazione presso una delle tre università milanesi ed il corso intensivo di preparazione all'esame di stato presso l'AIDC.

Per saperne di più: http://www.studiopanato.it/Lavoro.htm

Per conoscermi meglio: il mio profilo su linkedin

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sabato 15 febbraio 2014

E' arrivato il momento di costruire una casa nuova...


E' da un pò che ci sto pensando e da qualche giorno stiamo lavorando ad una nuova casa.

Pulita, elegante, più professionale ed in solidi mattoni.

Abbiamo chiamato a raccolta alcuni amici più esperti per provare a dar vita ad un nuovo progetto.

Vogliamo riscoprire la nostra storia e provare a raccontarci e perchè no anche a vedere noi stessi in maniera più matura.

E' una bella sensazione osservare i tasselli che si stanno riordinando e che il progetto sta diventando chiaro e concreto. Nessuna rivoluzione ma una evoluzione riscoprendo i nostri valori e la nostra storia.

Alcune osservazioni forse un pò criptiche per il lettore ma sicuramente meno per i tanti amici che ci seguono da parecchi anni ormai:


  1. Il sito come businessplan: il nostro studio, o meglio quello che è oggi, è nato cosi, dal sito, dal ripensarti nel momento in cui devi descriverti.
  2. la nostra storia: è una storia di cui andiamo fieri, che ci ha segnato e formato molto. Da li dobbiamo ripartire per continuare a crescere.
  3. focalizzarci: smettere di fare, decidere cosa smettere di fare. la crisi non aiuta a rinunciare a clienti ma è necessario focalizzarci e specializzarci sempre di piu.
  4. professionalità: la rete è cresciuta molto in questi anni e se vogliamo continuare, nel nostro piccolo, ad esserne protagonisti dobbiamo crescere con lei ed affidarci a professionisti. il coraggio di delegare.
  5. Mobile: la nuova casa dovrà raccontare di noi anche chi ha poco tempo e ci vuol leggere da ipad e telefonino.
  6. Network: agli amici di una vita, collaudati professionisti, si aggiungeranno altri per offrire prestazioni sempre migliori.
  7. Cloud: ancora ci fa paura ma il futuro è li, tra fattura elettronica e conservazione sostitutiva. Per piccoli progetti già lo usiamo ma non sarà una sfida del 2014, ci penseremo l'anno prossimo cercando di avere il coraggio di guardare più in la.
  8. Organizzazione: ci lavoriamo, il confine si sposta sempre più in là.... ma la sfida ci affascina.
  9. Giovani: dobbiamo crescere e far crescere, cerchiamo un nuovo praticante.
  10. Start up: e se ne fondassimo una?

E' bellissimo tornare a costruire e vedere quanto sono preziosi i consigli e l'esempio degli amici. Forse sono i 40 anni, un'età in cui le professionalità proprie e degli amici sono più definite e la voglia di costruire ancora tanta, nonostante la crisi e nonostante il Paese.

Il progetto è iniziato ed i tempi sono stati fissati. Una lunga marcia fino a dicembre per partire nel 2015 più forti e più competitivi. 

Cara Italia dacci tregua che dobbiamo lavorare!


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giovedì 11 luglio 2013

Magari solo per un attimo, ma in questo Paese riesco ancora ad aver fiducia.


In questi giorni vedo e sento la tensione dei ragazzi che studiano e si preparano da anni per superare l'esame di stato mentre ancora capire le regole del nuovo praticantato pare impossibile.

Vedo ragazzi fieri di aver superato la maturità lavorando tutti i we per aiutare la famiglia.

Vedo ragazzi che non sono nati in Italia che scelgono di iscriversi ad Ingegneria perchè non parlando bene la lingua tutta la loro forza è fatta di logica, di numeri, di un grande orgoglio e di quel sorriso di chi festegga con la fatica ancora addosso.

E quei sorrisi son tutti uguali, qualunque sia il colore o l'accento... sono i nostri sorrisi.

Vedo ragazzi che si impegnano come matti per studiare in università con rette che in questi anni sono diventate troppo alte per le loro famiglie.

Vedo ragazzi umili e determinati che devo costringere a far pausa pranzo perrchè "no, salto che sono entrata un'ora dopo", e quell'ora era l'ora in cui dava l'esame.

Vedo ragazze arrabbiate perchè devono dare l'esame il giorno di scadenza dei pagamenti imposte e quasi gli vien da piangere quando le costringo a stare a casa in bilico tra il senso del dovere ed il bisogno di studiare.

Vedo ragazzi che se ci sono problemi al nuovo progetto editoriale si rendono disponibili la domenica dal mare per risolvere immediatamente la cosa.

Li vedo e mi domando se ci meritiamo questi ragazzi, se facciamo davvero il possibile per aiutarli a crescere, per offrir loro le giuste possibilità.

Poi ne vedo altri (decisamente meno) che son più vecchi dei loro genitori, che si muovono svogliati tra un posto di lavoro ed un altro, che si aspettano le soluzioni senza aver mai voglia di proporle....

Be io questi sono proprio certo di non meritarmeli.

Un'Italia a due velocità che tollera indolenti e sopporta con sufficienza gli eroi.

Eppure quando vedo quei sorrisi, quanta passione ci mettono, quanto impegno, quanta forza nel difendere il loro operato, be... ho fiducia, magari solo per un attimo, ma in questo Paese riesco a tornare a crederci.

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mercoledì 6 marzo 2013

Deontologia: quelli bravi sono corretti

Spesso ci sono parole sottovalutate, dimenticate, che sanno di vecchio.
La deontologia professionale troppo spesso è stata associata ad un passato polveroso di privilegi e corporazioni.

La deontologia invece è soprattutto oggi necessaria, una cartina di tornasole sulla qualità del professionista.

Difficilmente ho incontrato ottimi professionisti scorretti. E' capitato invece (raramente fortunatamente) di incontrare professionisti decisamente inadeguati e deontologicamente scorretti.

Chi studia, approfondisce la materia, è consapevole delle difficoltà cercherà di mantenere un comportamento corretto e rispettoso nei confronti del cliente e delle controparti.

Questo è un promemoria soprattutto per i ragazzi che studiano alla Scuola di Alta Formazione, ai giovani colleghi. Ricordatevelo, quelli bravi sono corretti. Quelli bravi sono persone per bene.

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martedì 30 ottobre 2012

Fondazione Dottori Commercialisti di Milano: proviamoci!

Oggi interessante scambio di idee in Fondazione Dottori Commercialisti di Milano (da qualche mese sono membro del CdA), il nuovo progetto prende forma provando a puntare su formazione di eccellenza e su una nuova a più moderna visione della professione.

La categoria, oggi ancora in parte ancorata ad un ruolo più contabile che non consulenziale, apprezzerà? la sfida è tutta qui.

Di sicuro credo che il progetto sarà apprezzato dai più giovani e dinamici, i progetti in cantiere dovrebbero entusiasmare proprio loro. 

Nuovi modi di intendere la professione, nuovi sbocchi professionali, collaborazioni con imprese ed associazioni di categoria.

Non si vuole abbandonare la tradizione, ma in tandem con i servizi formativi che offre l'Ordine, accompagnare i professionisti verso quello che pensiamo essere il futuro.

Il rischio è quello di correre troppo, bisognerà fare attenzione a non trascurare il presente.

Proviamoci. Le idee ci sono, sarà sicuramente impegnativo (faticosissimo all'inizio, temo più di quanto ci si possa attendere, le resistenze non saranno poche) ma ha tutta l'aria di essere divertente.

Ho sempre creduto in una professione più multidisciplinare, nella curiosità e nel confronto con altri mondi (università, società di revisione, società di consulenza, borsa italiana, ecc.).

Da qualche tempo forse ho rallentato nelle spingere il confine più in là, costretto dai mille impegni professionali a concentrarmi maggiormente sull'attività di Studio imparando ed offrendo nuovi servizi certo, ma senza riuscire ad avere il tempo per formalizzare le novità, per ridefinire la vision.

Questa per me e per i colleghi milanesi può essere una bella occasione per mettersi in gioco, per acquisire competenze importanti e per confrontarsi con qualcosa che fino a ieri si pensava lontano dal nostro modo di lavorare.

Devo dire che i progetti sul tavolo sono molto stimolanti sia per quanto c'è in mente di costruire, sia per quanto avrò occasione di imparare personalmente.

Ci sarà da faticare, ci saranno resistenze, sforzi organizzativi e sarà necessario studiare, studiare molto. Sarà importante mettersi in gioco. 

Non tutto funzionerà al primo tentativo ma l'idea è buona. 

Stiamo lavorando per un 2013 di forti cambiamenti per provare a rompere quel muro di apatia e rassegnazione che avvolge imprese e professioni. 

Chi vuole confrontarsi può lasciare un commento sul blog o contattarmi su twitter @commercialista.

Link: Diario di bordo della Fondazione

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lunedì 9 luglio 2012

Praticantato: retroattiva la riduzione a 18 mesi.

Dal Ministero della Giustizia arriva la circolare del 4/7/2012 sull’interpretazione della norma sulla durata del tirocinio per l’accesso alle professioni regolamentate: via libera alla retroattività della norma che riduce a 18 mesi la durata della “pratica” professionale.

Circolare 4 luglio 2012 - Durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate. Interpretazione dell'art 9, comma 6, del d.l. 24 gennaio 2012, convertito con modificazioni dalla l. 24 marzo 2012 n. 27

4 luglio 2012 - Dipartimento per gli Affari di Giustizia - Direzione generale della giustizia civile

Oggetto: Durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate. Interpretazione dell'art 9, comma 6, del D.L. 24/1/2012, convertito con modificazioni dalla L.24/3/2012 N.27

L’art. 9 comma 6 del D.L. 24.1.2012, conv. con modificazioni dalla legge 24.3.2012, n. 27, stabilisce che “la durata del tirocinio previsto per l'accesso alle professioni regolamentate non può essere superiore a diciotto mesi”.

Questo Ministero è stato investito, da privati e da Ordini professionali, della richiesta di parere in merito alla applicabilità della suddetta disposizione anche a coloro i quali abbiano iniziato il tirocinio anteriormente alla data di entrata in vigore della nuova legge (24.1.2012).

Invero, né il decreto legge né la legge di conversione contengono disposizioni transitorie volte a regolare i casi di tirocinio professionale iniziato prima dell’entrata in vigore del decreto-legge.

Occorre pertanto fare riferimento ai principi generali in materia di successione di leggi nel tempo, tenuto conto della peculiarità della fattispecie.

Secondo l’art. 11 delle disposizioni prel. cod. civ. la legge dispone per l’avvenire. Occorre tuttavia considerare, in linea generale, che nei rapporti di durata – quale quello che attiene allo svolgimento della pratica professionale – la nuova legge può applicarsi agli effetti non esauriti di un rapporto giuridico sorto anteriormente quando sia diretta a regolare questi effetti indipendentemente dall’atto o dal fatto giuridico che li generò; quando invece essa, per regolare gli effetti, agisce sul fatto o sull’atto generatore del rapporto, la legge nuova, salve espresse disposizioni, non estende la sua portata a quegli effetti.

Nel caso di specie, deve ritenersi che la norma sia applicabile immediatamente, ovvero anche ai casi di tirocinio iniziato in precedenza, peraltro con le precisazioni che seguono.

Si evidenzia, al riguardo, che la volontà del legislatore è chiaramente improntata ad ampliare fin dall’immediato la possibilità di accesso dei giovani al mondo del lavoro, in armonia con il più generale disegno di liberalizzazioni delle professioni.

Peraltro, ove si accedesse alla contraria interpretazione, si verificherebbero situazioni di palese disparità di trattamento nell’accesso alla professione in relazione alla data di inizio del tirocinio, nel senso di penalizzare fortemente coloro che abbiano iniziato la pratica professionale immediatamente prima dell’entrata in vigore della norma, e ciò in violazione del principio costituzionale di uguaglianza consacrato nell’art.3 Cost.

Si rileva, altresì, che in sede di conversione il legislatore ha usato – per riferirsi alla durata del tirocinio – il tempo presente in sostituzione del tempo futuro previsto nel decreto.

D’altra parte, si ritiene che l’esame di abilitazione opererà la verifica necessaria in ordine all’idoneità allo svolgimento della professione, rispetto alla quale la fase preparatoria rappresenta un mero requisito di ammissione.

Occorre peraltro affrontare in questa sede le modalità di svolgimento della pratica, alla luce della circostanza che la nuova norma prevede che “per i primi sei mesi, il tirocinio può essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione quadro stipulata tra i consigli nazionali degli ordini e il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica”. Tanto significa che, secondo la nuova disposizione normativa, ai fini del compimento della pratica professionale è necessario che un periodo di dodici mesi, non surrogabile con altra forma di tirocinio, sia svolto con la frequentazione effettiva di uno studio professionale.

La riforma in questione assume di conseguenza valenza generale e va a disciplinare tutti i tirocini previsti per l’accesso alle professioni regolamentate, dovendosi ritenere non più applicabili le disposizioni con essa incompatibili.

Al fine di darne la più ampia diffusione, si dispone la pubblicazione di quanto sopra sul sito istituzionale del Ministero.

Roma, 4 luglio 2012
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martedì 6 dicembre 2011

Praticantato commercialista: riduzione o abolizione?

Art. 33 decreto Monti
Le parole "la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a tre anni", sono sostituite dalle seguenti: "la durata del tirocinio non potrà essere complessivamente superiore a diciotto mesi". Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/nyHYA

Dovrebbero restare i tre anni di tirocinio per diventare revisore legale derivando questi da normativa europea.

Il tutto sempre che non vengano aboliti gli Ordini professionali se non interverrà riforma nei prossimi otto mesi, come previsto da ultime novità normative.



Solo tre appunti a tutto questo:
  • chiarezza: facciamo le riforme ma in modo semplice e chiaro, non sempre all'italiana per cui si fa finta di ridurre la pratica che di fatto resta identica per poter ottenere il titolo di revisore (che è meno professionalizzante di quello di dottore commercialista).
  • Salviamo le casse di previdenza dalla avidità pubblica.
  • sono sempre a favore del mercato ma non vorrei avere come competitor le banche, passando cosi da mercato forse protetto di oggi ad oligopolio attraverso l'uso distorto delle società professionali.
La mia versione sulla riforma l'ho già chiarita qui.

giovedì 29 settembre 2011

Commercialisti: condannati a crescere!

Oggi ho partecipato ad un interessante convegno su: Evoluzione dei servizi professionali.

Spunti molto interessanti dall’intervento Gianfranco Barbieri, dall' incontro con il figlio Giacomo e soprattutto dalla conversazione che si è sviluppata on line su twitter  ( chi vuole può seguirmi qui @commercialista ).

Come spesso accade i suggerimenti più inaspettati vengono da persone che non sono del settore in senso stretto e riescono a guardare in maniera più distaccata i problemi e le opportunità della nostra categoria.

Provo qui a riassumere qualche riflessione, richiamando giustamente anche il titolo di questo blog.

Prima scelta strategica: Studio boutique o multiservice? Grande tema, da una parte i tempi spingono verso la specializzazione ma non sempre è facile trovare le nostre peculiarità e soprattutto ciò non deve mai portare a perdere la visione d’insieme che tanto è apprezzata dal cliente. Specialista si, ma anche in grado di coordinare e sintetizzare il lavoro di altri professionisti. Equilibrio non sempre facile.

Farsi aiutare dal Cliente: I clienti sono cambiati non hanno più il timore reverenziale, si informano in rete, controllano. E non sempre fanno notare allo studio errori ed incoerenze.
È necessario cavalcare questo cambiamento, il cliente va educato e coinvolto come  fonte strepitosa di informazioni. Vale molto più di mille analisi a tavolino. È il cliente che, oltre a dirmi dove far meglio, mi da indicazioni anche su quali servizi offrire, specializzazioni, ecc

Complicato è invece e' creare un sistema costante (o periodico) di ascolto e coinvolgimento. Un amico (lo potete seguire qui @marcobrambilla ) mi fa notare che non deve essere per forza costante, di sicuro deve essere facile e trasparente. Un singolo episodio può assicurare il rapporto commercialista/cliente per lungo tempo.

Conoscere il cliente ed il settore in cui opera: il cliente ormai vuole che si conosca il settore in cui opera. Lo pretende dal commercialista cosi come già da qualche tempo lo pretende dagli altri consulenti di cui si avvale. Un relatore del convegno suggeriva di segmentare la clientela in base a regime IVA. Meglio farlo in base al settore in cui opera il cliente. Non e' proprio la stessa cosa.

Quali servizi offrire? Un relatore sostiene che spesso la contabilità e' in perdita. Verissimo il rischio c’è, area critica da monitorare costantemente. Bisogna però riuscire a proporre sempre nuovi servizi ad alto valore aggiunto per sfuggire ad una lotta sui prezzi che sui servizi tradizionali è sempre più serrata. 

Recruiting: oggi più volte si è parlato di crisi, più volte si è sottolineato che molti professionisti sono sfiduciati, che manca la passione soprattutto fra i più giovani. Vero, ma fortunatamente non tutti! Il recruiting deve essere coerente alla mission delloStudio. Il problema resta come fidelizzare i più bravi? Molto interessati in tal senso i suggerimenti di @cucapai che lavorando in finanza mi ha illustrato alcuni strumenti utilizzati nel suo mondo.

In conclusione pur valorizzando la sua professionalità il commercialista deve dotarsi di una struttura e di una organizzazione imprenditoriale. Lo studio professionale, inoltre, senza crescita non ha futuro perché perde i suoi pezzi migliori. Lo Studio è in qualche modo obbligato a crescere per poter creare un percorso di carriera ai professionisti e non esser costretto a sostenere periodicamente nuovi costi formazione per un faticoso turnover.

mercoledì 15 giugno 2011

Esame di stato da commercialista nel caos

I ricordi relativi agli sforzi fatti per superare l'esame di stato sono ancora vivi, la fatica, le notti ed i we con gli amici a studiare, la difficoltà di far conciliare studio e lavoro... e poi leggo notizie come queste.

Riprendiamo da un articolo di ITALIAOGGI 
Ieri il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha diramato il parere del Miur tramite una nota informativa (si veda ItaliaOggi di oggi), che gli ordini territoriali hanno immediatamente pubblicato sul proprio sito Internet. Ma, visti i tempi più che ristretti, la confusione, tra le università che devono accertare i requisiti e i tirocinanti chiamati a verificare al volo di esserne in possesso, regna sovrana.

Ma è mai possibile tanto pressapochismo a danno di questi ragazzi a cui si chiede tanto in termini di sacrificio? Ma è sempre questa l'immagine che lo Stato deve dare di se?

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giovedì 10 febbraio 2011

L’importanza di saper dire dei no.

Fare il commercialista non è sempre facile, a volte è importante saper dire dei no.

Sono le scelte più sofferte quelle che ci identificano come uomini e come professionisti.

E' importante che anche i ragazzi che si avvicinano alla pratica se ne rendano conto.
Quella del commercialista è una bella professione, a volte un po’ faticosa.


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mercoledì 14 gennaio 2009

Recruiting – praticante commercialista in Milano

Riceviamo molti curricula da parte di neolaureati che intendono iniziare le loro carriere con un processo formativo tradizionale ma attento all'evolversi del ruolo del commercialista.

Purtroppo non riusciamo a rispondere a tutti e colgo qui l'occasione per scusarmi pubblicamente. Mi rendo conto delle speranze che un ragazzo mette nell'invio del proprio curriculum vitae.

Crediamo molto nella formazione dei giovani professionisti, cerchiamo di creare un ambiente di lavoro in cui i migliori abbiano sempre un posto privilegiato.

Da qualche anno abbiamo stipulato una convenzione con l'Università Bocconi per lo svolgimento di stage trimestrali presso di noi. A tutti i praticanti inoltre offriamo gratuitamente l'iscrizione alla Scuola di Alta Formazione, il post laurea biennale presso la Bocconi che nel 2008 mi ha visto tra i docenti.

Ci piacerebbe in futuro (non credo comunque prima del secondo semestre del 2009, a causa della crisi preferiamo adottare un atteggiamento più prudente) patrocinare un evento culturale o ancora meglio una borsa di studio, un modo per dare visibilità al nostro lavoro, per fare sapere ai potenziali clienti che siamo sul mercato, per fare conoscere il servizio che offriamo e per iniziare a trasmettere il concetto dello studio luogo non solo di consulenza economico giuridica, ma anche di cultura ed innovazione.

domenica 8 giugno 2008

Fare il Commercialista a Milano

Spesso studendi universitari o praticanti mi scrivono per avere maggiori informazioni sulla professione, per sapere come diventare commercialista
e cosa significa fare il commercialista a milano. Spesso sono preoccupati, indecisi.
Temono l'eccesso di straordinari, le scadenze, l'incertezza normativa. Soprattutto se vengono dalla provincia temono la scarsità di lavoro o l'eccesso di concorrenza.
Be, so che non è proprio incoraggiante che questo post sia scritto di domenica, ma mi sento di essere ottimista sul futuro della professione. Pur tra le mille difficoltà la qualità del lavoro viene comunque ripagata.
Certo, i margini si sono ridotti sulle attività tradizionali e la concorrenza è forte. Ma ci sono molte sfide che se vinte modificheranno notevolmente il lavoro:
  • aumento delle dimensioni delle imprese
  • organizzazione di studio
  • formazione continua
  • opportunità internet

Ed i giovani in tutto questo sono avvantaggiati, a patto di sapere che è necessario lavorare duro ed avere obiettivi ben chiari in testa.

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martedì 1 aprile 2008

Allevare talenti

Nelle aziende di servizi e in particolar modo negli studi professionali l'investimento nella crescita professionale dei propri collaboratori rappresenta uno dei fattori critici di successo.
Se il nostro studio è riuscito a crescere in questi anni sia come fatturato sia come qualità delle pratiche lo deve alla capacità di ricreare una cultura aziendale forte. Per continuare a crescere dobbiamo ricordarci quanto è necessario investire sui giovani talenti. Ecco un breve promemoria che ogni tanto mi è utile rileggere
  1. non tutti i professionisti sono “bomber”. è necessario valorizzare gli “Oriali” che spesso rappresentano la vera anima dell'organizzazione.
  2. gli incarichi di prestigio sono scarsi: vanno assegnati pensando al cliente ma anche al percorso di carriera dei giovani professionisti
  3. la responsabilità del mentoring ricade sia sul senior sia sui junior.

Tutto questo non è facile, l'aggiornamento normativo, la pressione sui risultati, le scadenze ci impegnano la maggior parte del tempo, ma è fondamentale per crescere nel lungo periodo.

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mercoledì 5 marzo 2008

Einstein verrebbe a lavorare da noi?

Il 28 febbraio, organizzato a Milano da Business International, si é tenuto il Summit sui Talenti, ossia “come vincere la guerra dei talenti mediante adeguate strategie di attraction, recruiting e retention”.
Ogni organizzazione dovrebbe impegnarsi per mettere al centro i talenti delle singole persone e per creare le condizioni affinché possano raggiungere e mantenere risultati di eccellenza.
I talenti servono solo in quanto si pongono al servizio di tutta la squadra e viceversa, in quanto anche laddove il contributo individuale sembrerebbe determinante, il risultato, la meta, è sempre del collettivo.
Per trattenere le persone di talento é più efficace la leva della crescita professionale rispetto a quella retributiva.

Quali risposte dare alle classiche domande sull’argomento:
  • Chi sono gli individui da considerare talenti?
  • Come attrarli e trattenerli?
  • Come valorizzarli a vantaggio di tutta la comunità aziendale?

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sabato 23 febbraio 2008

Come si trovano i talenti?

Come si riesce a collocarli nel posto giusto, al momento giusto, favorendone un percorso di crescita coerente con attitudini e potenzialità?
Le idee e la capacità di innovazione delle persone sono diventate strategiche. La gestione dei talenti è nata nelle grosse multinazionali e ormai si sta diffondendo anche nelle piccole e medie imprese e negli Studi professionali.

Trovare le giuste competenze non è così banale. In questo processo internet è decisivo. Internet e tutte le tecnologie che fanno sistema consentono di avere accesso a competenze che diversamente non emergono.

Link: Cerchiamo persone di talento e motivate!
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