giovedì 19 dicembre 2013

Una pistola di legno, un drago e la magia di un sorriso nei nostri auguri di Natale

Veder crescere mio figlio è una straordinaria fonte di riflessioni. È un bimbo fortunato, colmo di attenzioni e di giochi.

Mi sono accorto però che troppi giochi non fanno altro che limitare la sua e la mia capacità di inventare storie ed avventure da vivere insieme.

Credo che sia cosi anche per noi adulti. La nostra attività professionale e/o imprenditoriale che cosa è se non un sogno? Un progetto su cui riversare speranze ed aspettative?

Questo sogno poi con gli anni lo imbrigliamo compresso da mille infrastrutture. Abbiamo bisogno di vincere le nostre paure e crearci delle coperte di linus per limitare l’incertezza che ciascuno di noi vive.

Automobili, pc, software miracolosi non sono molto spesso nulla di più dei giochi di mio figlio. Un modo veloce, una scorciatoria per essere felici.

L’auto di lusso ci farà fare bella figura con il cliente, il software ci consentirà di ridurre gli errori ed essere più veloci, il nuovo pc finalmente ci consentirà di quadagnare tempo lavorando in condizioni estreme.

Sono oggetti che ci aiutano a vincere le nostre paure ma limitano la nostra fantasia e la nostra capacità di tornare a sognare, a progettare. 

Ci distraggono dai fondamentali.

Ieri passeggiando nei pressi dei navigli di Milano abbiamo comprato in una piccola bancarella delle pistole in legno lancia elastici, sostanzialmente delle sagome di compensato con una molletta (molto simile a quella in foto).

La dolcezza degli occhi dell’artigiano e la magia in quelli di mio figlio credo abbiano fatto il resto.

Abbiamo passato la giornata muovendoci con fare circospetto per la via con Tommaso ed un suo amichetto per scovare draghi ed orchi, per combattere streghe e giganti. Tra gli sguardi prima perplessi e poi divertiti dei passanti di cui siamo diventati una sorta di attrazione.

Intorno ad una pistola di legno abbiamo costruito una storia, un progetto. La fantasia era libera di correre proprio grazie alla semplicità dell’oggetto.

Credo che durante queste feste, tra un drago ed un mostro da combattere, cercherò di capire quale è la pistola di legno per un commercialista, quale è quell’elemento attorno a cui costruire, destrutturare, ridisegnare lo studio per tornare a sognare e progettare (Letta e Befera permettendo..)




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