domenica 11 gennaio 2009

La lezione di Montanelli

Che peccatto l'attacco a Montanelli su Diritto e rovescio di Italia Oggi di sabato. Mi perdoni Direttore, ma proprio una caduta di stile.
Un attacco che non va ad aggiungere nulla alla lunga serie di accuse banali ed infondate fatte al momento della nascita della Voce, spesso ad uso esclusivamente politico.
Un attacco svilente per il suo giornale proprio in quanto inutile.
Ero tra i ragazzi di controcorrente che decisero di non seguire le sirene berlusconiane. Ricordo ancora gli acquisti di 3 o 4 copie del giornale per sostenerne la diffusione... l'umiliazione di ricevere soldi dalle coop rosse e dell'abbandono della borghesia che ancora una volta volle rinunciare ad una battaglia ideale per percorrere una scorciatoia.
Io ero un giovane studente universitario ai tempi. le assicuro che per noi ragazzi seguire Montanelli fu comunque una splendida battaglia che non rimpiango di aver combattuto e perso. E a quei tempi per un giovane bocconiano che frequentava la Gioventù Liberale le offerte politiche non mancavano.
Non sempre abbiamo condiviso i toni spesso esacerbati da rancori personali, in parte forse abbiamo sostenuto le battaglie della Voce anche solo perchè glielo dovevamo ad Indro, per quello che ci aveva insegnato e per aver difeso i valori in cui credevamo in anni molto difficili.
Battaglie condivisibili o meno credo che meritino rispetto e non vadano buttate in farsa.
Battaglie che per l'educazione civica e politica mia e di molti altri sono state molto importanti.
La destra direttore è anche questione di stile.
Il giornalismo direttore è anche impegno e coerenza personale. Coerenza che lei contesta ma che io rivendico per Montanelli.
Ubi maior...
AAP
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