giovedì 11 novembre 2010

Cose che non capisco...

Leggo sui giornali di oggi che salta la proroga dell'agevolazione del 55% sul risparmio energetico (di cui ministri e governo avevano data per certa e condivisa la proroga) per fare spazio alle borse di studio universitarie.

Affermazione che non mi piace affatto, perchè mettere in contrapposizione i due interessi? quello sacrosanto degli studenti e quello di chi vuole ristrutturare? E' una scelta di politica economica, giusta o sbagliata che sia, e va descritta e motivata come tale, non creandosi alibi o cercando contrapposizioni.

Questo paese continua a mantenere la stessa struttura di spesa tagliando (se va bene... ma non mi pare affatto) le uscite. In realtà la spesa mi sembra resti tale, se mai si tagliano trasferimenti ed agevolazioni o le si rendono cosi complicate da scoraggiarne l'utilizzo.

Per quanto riguarda le borse di studio, ripeto diritto sacrosanto, la trovo la solita occasione sprecata.
L'anno scorso ero interessato coi proventi di Perizie di Stima a finanziare una borsa di studio per studenti universitari. l'atteggiamento delle università milanesi è stato così burocratico (a tratti anche offensivo ad essere sinceri) che ho deciso di desistere.

Forse bisogna cambiare la mentalità. Collaborare tra università ed imprese si può, come tra imprese e teatri o musei, ma questi devono smettere di pensare che è nobile ricevere soldi dallo Stato per finanziare la cultura, mentre è vergognoso e svilente riceverli dai privati.

Pompei è un esempio tragico ma chiarificatore: rappresenta una risorsa da mettere a reddito, da valorizzare, da utilizzare per richiamare turisti per tutta la regione. Oggi è considerata soprattutto un centro di costo, di spese inutili e non produttive... e allora tagliamo le spese. Forse dovremmo far crescere i ricavi.

Immigrati: grandi dibattiti, grandi contrasti. Ma qualcuno si chiede perchè non riusciamo ad attrarre immigrazione qualificata? A qualcuno viene in mente che se formiamo nelle nostre università manager americani, svizzeri, indiani, russi, cinesi (si tutti extracomunitari) forse oltre ad attrarre cervelli un domani questi paesi vedranno l'Italia come partner privilegiato? L'investimento forse sarebbe minimo (basterebbe già ridurre la burocrazia di visti ecc, sviluppare relazioni tra università, borse di studio...magari solo per alcuni paesi.. non so..) Gli studenti di solito vivono con poco...

Forse dovremmo smettere di concentrarci sul presente e focalizzarci sui ricavi futuri. Siamo sicuri che questi interventi costerebbero così tanto? Al netto dei relativi ricavi generati, è ovvio...

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