venerdì 3 maggio 2013

GUIDA FISCALE Società di comodo e interpello


La disciplina fiscale delle “società di comodo”, meglio note come “società non operative”, è stata per la prima volta introdotta con la legge 724/1994 allo scopo di disincentivare il ricorso all’utilizzo dello strumento societario per la mera detenzione di beni improduttivi di reddito.

Lo schermo offerto dalla società può, infatti, prima di tutto, consentire di nascondere l’effettivo proprietario dei beni (quindi occultando elementi idonei a manifestare capacità di spesa di contribuenti persone fisiche); in seconda battuta offre anche un vantaggio fiscale immediato e diretto, permettendo in alcuni casi la deduzione di costi (e la detrazione di relativa Iva) non possibile in capo a soggetti che non svolgono attività d’impresa o lavoro autonomo.

La ratio della normativa è quella di penalizzare quelle società che, al di là dell’oggetto sociale dichiarato, sono state costituite con l’unico scopo di gestire il patrimonio nell’interesse dei soci, anziché per esercitare un’effettiva attività commerciale.

Fonte: KNOS a cura della COMMISSIONE DI STUDIO FISCALE


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