sabato 21 giugno 2014

Semplificazione fiscale? forse c'è un equivoco...


Leggo velocemente (lo ammetto) il comunicato stampa del governo che porta il titolo: Semplificazione fiscale e dichiarazione dei redditi precompilata (decreto legislativo – primo esame).

Vi sono numerosi provvedimenti interessanti ma che nascondono, per come sono posti un equivoco di fondo.

Le semplificazioni non le stanno facendo per il contribuente ma per poter accertare prima e meglio (come è assolutamente giusto che sia).

Oggi un elefantiaco sistema fiscale costringe i contribuenti a rivolgersi ad innumerevoli soggetti (associazioni di categoria, CAF, Commercialisti, altri...) per adempiere ad innumerevoli obbligazioni e balzelli che verranno controllati e verificati da ulteriori innumerevoli soggetti ( Agenzia delle Entrate, Dogane, Guardia di Finanza).

Inutile dire che questa grande ruota gira intorno soprattutto ai contribuenti onesti che le tasse le pagano. Spesso coi disonesti il sistema di controllo pur elefantiaco pare inefficiente.

Finisce quindi che la maggior parte di controlli e verifiche anche di ridotto importo si concentrano su errori materiali, cavilli burocratici ecc.

E' di questi giorni il disastro TASI/IMU (e proroga versamenti impostein cui la stessa macchia burocratica è andata in tilt costringendo lo Stato a veder condonate eventuali sanzioni, rimandato una parte consistente di gettito, ecc.

Oggi ci viene detto che una parte delle dichiarazioni (principalmente 730, probabilmente anche bollettini IMU e Tasi) verranno nel 2015 inviate precompilate al contribuente.

Comprensive dei dati della fantastica tessera sanitaria che serve a dedurre le spese mediche in farmacia ma che non fornisce ad oggi al contribuente un riepilogo da utilizzare in dichiarazione.

Obiettivo mirabile, esattamente come altre piccole ma utili semplificazioni che vanno a mettere un pò di ordine nei disastri di un sistema che produce norme che non sa interpretare. Cito solo per fornire qualche esempio ma rimando al comunicato stampa per approfondimenti:

  • Dichiarazione dei redditi precompilata: bene ma il rischio per noi professionisti sarà passare un paio di anni a correggerle per aggiornare le banche dati pubbliche. La vera cartina di tornasole sarà vedere che ne sarà dei CAF. Se restano la riforma sarà sostanzialmente inutile.
  • Invio unico precompilato o scaricabile on line da cassetto fiscale, caf e professionisti? Perchè per mia nonna è molto diverso riceverlo cartaceo per posta o doversi affidare ad un intermediario. 
  • Obbligo dell'invio telematico delle certifcazioni dei sostituti all'Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo di ogni anno: ok, faremo anche questo, dubbi invece sulle sanzioni, per ogni certificazione non inviata avremo 100€ di sanzione senza cumulo giuridico.
  • Spese di vitto e alloggio dei professionisti: gli addetti ai lavori sanno che esiste una delirante circolare che fino ad oggi propone un sistema folle per consentire la deducibilità delle spese sostenute dal committente. Ottima cosa ma semplificazione dovuta.
  • Società tra professionisti: novità ormai polverosa visto che è tempo ormai che si attendevano chiarimenti. Ad oggi risulta sostanzialmente inutilizzabile. Domani se le norme saranno approvate potrà un utile strumento ma rischierà di massacrare ancora una volta la povera SRL che ultimamente è stata oggetto di fin troppo riforme sia civili sia fiscali. Quasi tutte poco sistemiche.
  • Semplificazioni sui rimborsi: sperem. Meglio attendere il testo definitivo prima di commentare.

In sostanza:
  1. le semplificazioni non son fatte per noi ma per loro, per meglio incrociare i dati, per ottimizzare un accertamento lasciato troppo spesso alla discrezionalità del controllore. Spero facciano di più e più velocemente. Nessuna rivoluzione se non si decidono a fare vere riforme organizzative volte a sfoltire burocrazia pubblica e burocrazia privata (commercialisti compresi sia chiaro).
  2. Chiarimenti e piccole modifiche normative certamente utili, mettono un pò di ordine ma nulla più. Pongono fine a qualche fastidioso disastro normativo.
  3. Non vedo rivoluzioni, non vedo una visione differente... continua a mancare un progetto coordinato di riforma che vada ad incidere sia su come vengono scritte le leggi (oggi opache e confuse) sia su come vengono applicate. Soprattutto la sfida è sulla riforma di una burocrazia che ha la grande opportunità di semplificarsi e semplificare la vita utilizzando tecnologie ormai banali e diffuse.
  4. Attendiamo di vivere la vera rivoluzione che potrebbe essere introdotta dalla fatturazione elettronica (cosa che potrebbe cambiare radicalmente il nostro modo di lavorare, altro che la sciocchezza del POS).
Nè bocciature nè applausi in sostanza. Continuiamo come ormai questo governo ci ha abituato a sperare in riforme future.

Qualcuno al bar dice "diamogli tempo..." ma il mio barista risponde che a furia di prender tempo vende sempre caffè ma sempre meno brioche.

NB: poi leggo la riforma fiscale del Regno di Spagna, la confronto con gli 80 euro di Renzi, le semplificazioni e il Destinazione Italia e perdo ogni voglia di commentare...



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