lunedì 11 luglio 2011

Nuovo regime 5%, i pompelmi, la california e altri deliri di politica economica

«Un'occasione succosa - dice Giuseppe Favretto, direttore del Centro per l'imprenditoria giovanile dell'università di Verona -: oggi per molti la scelta imprenditoriale è ineluttabile e queste misure offrono nuove chance. Parafrasando Oscar Wilde "il pompelmo è un limone che ha avuto un'opportunità e ne ha approfittato"».
«La misura va nella giusta direzione - sottolinea Stefano Manzocchi, direttore Luiss Lab of European Economics - perché affronta il nodo della disoccupazione giovanile e avrà un effetto moltiplicatore: le nuove leve sono portatrici di innovazione e come dimostra il caso californiano per ogni posto di lavoro creato nei settori delle nanotecnologie o delle energie alternative vengono generati altri cinque nell'indotto. È chiaro però che occorrerà vigilare sui possibili raggiri alla norma».

Senza entrare in pericolosi paragoni ortofrutticoli, mi chiedo in Luiss cosa insegnano. Mi auguro siano le solite sintesi deliranti dei giornalisti che oltretutto in questi giorni continuano a riportare limiti di età (under 35 anni) per usufruire del nuovo regime del 5% senza leggere la norma che non presenta più tali limiti. 


Poniamoci alcune domande:
  • Siamo sicuri che questo fantastico regime distorsivo agevoli i settori delle nanotecnologie e delle rinnovabili?
  • Secondo voi i fondi di investimento decideranno per la prima volta nella storia di investire su partite iva o si ostineranno a volere società di capitali?
  • Non sarà più facile che il nuovo regime sia utilizzato dalle nuove attività marginali senza grossi investimenti iniziali? perchè difficilmente sulle perdite si pagano imposte.
  • Secondo voi, e qui mi fermo, il caso californiano citato nell'articolo, funziona per qualche euro pagato in meno in fase di start up (dove comunque gli utili son difficili da vedere) o perchè c'è tutto un sistema Paese fatto di incubatori, di ricerca, di università che funziona?
Trovo ingannevole spostare l'attenzione ad agevolazioni di pochi euro senza pensare ad interventi più strutturati ed incisivi.

Condivido pienamente quanto sostiene Paolo Gubitta, direttore scientifico Mba imprenditori della Fondazione Cuoa: «Siamo di fronte a un progetto [...] che non sembra adeguato per attrarre laureati: la ditta individuale si addice ad attività a basso rischio, come servizi alla persona, piccolo commercio, o lavori artigianali molto semplici, più attraenti per gli immigrati o i giovani italiani a bassa scolarizzazione che per gli alti profili».

PS ricordo inoltre per chi gioisce rientrando nel nuovo regime che a fronte di 5 anni (al massimo) di agevolazione fortissima (imposte solo al 5%) prima si aveva:
  • Per i primi tre anni imposta al 10%;
  • Per i successivi (per sempre) imposta al 20%
  • niente studi di settore
  • niente iva
  • niente commercialista
Link: Per restare aggiornato iscriviti alla nostra Newsletter!
Posta un commento
Related Posts with Thumbnails

Post più popolari degli ultimi 30 gg

Translate