mercoledì 18 luglio 2012

PMI, crisi del credito e prospettive di crescita

Il Paper di Banca di Italia analizza le difficoltà di accesso al credito delle imprese prima e durante la crisi, focalizzandosi su due caratteristiche: la fragilità finanziaria e le prospettive di crescita. Le stime econometriche indicano che la presenza di condizioni di bilancio fragili si è associata a una probabilità di razionamento molto più elevata della media, sia prima sia durante la crisi.

Elevati valori dei tassi di crescita del fatturato o degli investimenti, del valore aggiunto per addetto e della propensione all'export, indicatori presumibilmente correlati alle prospettive di crescita, hanno agevolato l'accesso al credito nel periodo precedente la crisi; durante la crisi il razionamento del credito è avvenuto in modo più indiscriminato, risultando meno legato alle prospettive di sviluppo delle imprese.

Relazioni bancarie più strette hanno favorito l'accesso al credito, in particolare per le aziende caratterizzate da migliori prospettive di crescita; questo risultato è coerente con l'ipotesi che le banche più coinvolte nel finanziamento delle imprese detengano migliori informazioni e abbiano maggiori incentivi a utilizzarle.

Queste le conclusioni di Banca Italia che purtroppo non sempre coincidono con quanto avviene in realtà. Sicuramente la cultura finanziaria nelle imprese italiane è bassa, in parte forse anche per inadeguatezza di noi profesisonisti, ma temo che le banche abbiano fatto poco e stiano facendo ancora meno per aiutare le pmi a svilupparla.

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