martedì 6 novembre 2012

Il fascino malvagio del BTP, ovvero la concorrenza sleale dei titoli di Stato.

Valutare aziende lo faccio di mestiere, bene o male, me la cavo.

Molte volte preso tra due diligence e tassi free risk non te ne rendi neanche conto, corri, corri, analizzi il piano, verifichi la ragionevolezza delle ipotesi, ma poi qualcosa non torna. Ti fermi, rifletti, cerchi di andare oltre il foglio excel.

Ti chiedi perchè mai l'imprenditore dovrebbe investire in azienda se il BTP è cosi allettante.

Rallenti nella tua corsa e ti domandi perchè le banche dovrebbero prestar soldi alle imprese se il BTP è cosi allettante.

E ti ricordi quelle due righe sul libro di macroeconomia, studiate un pò a memoria, un pò perchè il professore ci aveva messo una certa enfasi che voleva dire che all'esame, be a citarle non si sbagliava.

E mentre valuto, mentre cerco di costruire il mio foglio di excel mi ricordo quelle parole, un pò minacciose.

Lo Stato fa concorrenza al risparmio privato sottraendo risorse per la crescita, per l'innovazione, risorse necessarie alle imprese ed all'occupazione.

E oggi mi ritrovo a capire bene quelle parole, ad analizzare il costo opportunità dell'investimento tra un BTP e capannoni sfitti ed imprese che non vendono. 

Lo so, lo so, non sono il primo a dirlo, ormai risulto quasi banale ma di certe cose ti accorgi soprattutto quando hai davanti delle persone.

E non parlo di situazioni difficili, di crisi aziendali, parlo di realtà virtuose e del drammatico freno a mano tirato con cui questo Paese si ostina a marciare.

Il foglio di excel resta li, un pò vigliacco con l'imbarazzo di guardare l'imprenditore con davanti il fascino malvagio del BTP.

Poi per fortuna l'imprenditore ci crede, investe, ma perchè deve farlo sempre con il cuore pesante di chi va controcorrente?

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