domenica 29 settembre 2013

Parole, tempo perso, debito pubblico



"Non sono comunista perché non me lo posso permettere"

Ennio Flaiano










Siamo ancora e sempre allo stesso punto. Parole, tempo perso, debito pubblico.
Berlusconi ormai si dimena ferito nell'arena politica, l'opposizione come sempre nella storia di questo Paese quando è sul punto di governare al posto di rassicurare l'elettorato moderato da il peggio di se:

  • tasse, tasse, tasse
  • le uscite della Boldrini
  • quelle del ministro dell'integrazione
  • gli sgambetti a Renzi
  • lo sceneggiato Barilla
Tutti han diritto di dire la loro, tutte posizioni legittime, ma se vuoi governare devi ricordarti che c'è un tempo ed un modo per tutto. Non sei più in seconda media. Devi gestire per vincere.

Hanno avuto molte occasioni, lo spread ai massimi che colpiva i risparmi dei benestanti (che erano pronti per questo a tradire Berlusconi), la crisi industriale ecc... Ma la soluzione a sinistra è stata sempre e solo tasse.

E si vantano di non alzare l'IVA sostituendola con altre tasse, ma allora proprio non avete capito, non volete capire.

E non parlatemi di deriva generazionale che Letta ed Alfano hanno 40 anni e sono già vecchi, vecchi! 

Io li temo questi 40enni pronti a tutto per omologarsi e raggiungere il potere.

Già altri cantavano "giovinezza, giovinezza primavera di bellezza" e non ha portato a nulla. 

Basta donne contro uomini, basta giovani contro vecchi, partite iva contro dipendenti, imprenditori contro parastato. Basta! Solo il merito conta.

Stufo di contrapposizioni e di finti sudditi che invece sono solo complici.

Perchè sta balla dei sudditi ci si sono messi pure gli ultra liberisti a raccontarla in giro. Qui siamo tutti colpevoli, prendiamone atto.

Sono molto deluso da questo PD, non appartengo a quell'area, ma il vecchio PCI non avrebbe gestito la cosa in questa maniera cosi poco politica. Pensiamo solo a Togliatti.

Tutti a disperarsi per il governo Letta ma cosa ha fatto di buono questo governo? Certo la crisi è un grosso problema per i tassi ma il Paese avrebbe dovuto preoccuparsi prima, reagire prima. Dove sono finiti i tagli? quali le iniziative? 

Ormai a furia di effetti annuncio non si capisce neanche più quali leggi sono in vigore o meno. Qualcuno sa nulla delle tanto ventilate agevolazioni fiscali per le start up? fantastiche slide, convegni, documenti colorati e tutti in attesa di capire se siano in vigore o meno.

Qui bisogna avere un governo che governi, che pianifichi, che abbia un progetto di sviluppo.
Un governo forte che prenda decisioni in Europa, a favore o contro euro, forse anche più semplicemente concordare rientri graduali sul debito, deroghe per investimenti, aiuti alle banche.

Letta nulla di tutto questo ha fatto, nè avrebbe potuto. Prendiamone atto e valutiamo seriamente cosa fare, ma che lo valuti ciascuno di noi, l'alternativa oggi non si intravede ed è drammatico.

Il dramma non è che sia caduto Letta, il dramma è non aver mai avuto un progetto di crescita.

Dove è finita la borghesia?


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martedì 24 settembre 2013

Guida al Bonus Arredi

Il bonus arredi (dalla newsletter dell'Agenzia Entrate)

Il decreto legge n. 63/2013 ha introdotto una detrazione dall’Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Sulle sue regole - chiarite dall'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 29/E  del 18 settembre 2013 - si sofferma questo numero "speciale" di Entrate news.
Quando si può ottenere
Il principale presupposto per poter usufruire della detrazione è l’effettuazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio, sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi; in questo caso, ovviamente, il bonus spetta per l'arredo della parte comune su cui è stato effettuato il lavoro). Le spese per questi interventi devono essere state sostenute a partire dal 26 giugno 2012.
Gli interventi edilizi che consentono di richiedere la detrazione sono quelli:

  • di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, effettuati sia sulle parti comuni di edificio residenziale sia sulle singole unità immobiliari residenziali
  • di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie precedenti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza 
  • di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile. 
Per la detrazione è inoltre indispensabile che la data di inizio lavori sia anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l'acquisto dei mobili e/o dei grandi elettrodomestici.


Non è necessario, invece, che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione. La data di avvio dei lavori può essere dimostrata da eventuali abilitazioni amministrative, dalla comunicazione preventiva all’Asl, quando la stessa è obbligatoria, da dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, per lavori per i quali non sono necessarie comunicazioni o titoli abitativi.
Per quali acquisti
La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l’acquisto di:

  • mobili nuovi (tra questi, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione). E’ escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo
  • grandi elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica. Per gli elettrodomestici che ne sono sprovvisti, l’acquisto è agevolato solo se per essi non è ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Nell’importo delle spese sostenute possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

L’acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se i beni sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio.
Importo detraibile
La detrazione spettante, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, deve essere calcolata sull’importo massimo di 10.000 euro (riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici).
Questo limite riguarda la singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o la parte comune dell’edificio oggetto di ristrutturazione.
Il contribuente che esegue lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari avrà diritto più volte al beneficio.
Pagamento e documenti da conservare
Come previsto per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:
  • la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione)
  • il codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.


E’ consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Il contribuente deve conservare, inoltre:
  • la documentazione attestante il pagamento (ricevuta del bonifico, ricevuta di avvenuta transazione, per i pagamenti con carta di credito o di debito)
  • le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.




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lunedì 23 settembre 2013

Incontri e confronti, ovvero come cambia la professione

Commercialisti, avvocati, advisor, a volte addirittura notai.

Ci si incontra e si sente il bisogno di confrontarsi, discutere tra noi come sta cambiando la professione tra una tradizione poco valorizzata se non nei suoi aspetti formali ed una innovazione che tarda ad arrivare in forma compiuta.

Progetti, successi, rallentamenti. Il momento del cambiamento quando non spaventa affascina.

Accessibilità, on line, pianificazione, software ed applicazioni. 
Studi ed arredamenti scoprono nuove fisionomie. 
Nuovi spazi e diversi bisogni ed immagini da proiettare.

Una nuova generazione che si confronta e fa il punto. 
Questa profesisone non è sempre e solo fatica.

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sabato 21 settembre 2013

Il semplice risparmio fiscale non sarà più sanzionabile.


Abbiamo pubblicato ieri il documento Destinazione Italia

Gli obiettivi sono meritori, forse troppo ambiziosi. Sicuramente la volontà politica di realizzarli completamente assente.

Oggi leggendolo con attenzione mi accorgo di questo ottimo proposito:
Il contribuente potrà essere sanzionato solo se si potrà dimostrare un effettivo aggiramento di norme o divieti previsti dall’ordinamento fiscale. Il semplice risparmio fiscale non sarebbe, in questo modo, più sanzionabile. 
Una speranza, un progetto da condividere, un provvedimento richiesto insistentemente da più parti. Tutto a merito di chi il documento l'ha preparato e scritto.

Poi da liberale mi accorgo che la frase sopra riportata si può leggere anche in altro modo:
La Repubblica italiana oggi certifica che sta sanzionando chi non aggira norme o divieti previsti dall'ordinamento fiscale. 
E mi faccio domande a cui preferisco non dare risposta, e resto stupito dal titolo del documento: Destinazione Italia.


Sotto un estratto del documento ufficiale, lascio al lettore ogni commento sulla gravità di quanto emerge.

Problema/opportunità: Il concetto di abuso del diritto è nato nell’ambito dell’Unione europea, per effetto di alcune sentenze della Corte di Giustizia limitate al comparto dei tributi armonizzati, e ha successivamente avuto uno sviluppo anche in Italia a seguito di alcune pronunce della Corte di Cassazione. Si tratta, quindi, di una fattispecie giurisprudenziale che confonde e rende incerto, con importanti ripercussioni penali, il confine fra evasione ed elusione fiscale e colpisce anche quei comportamenti del contribuente che, pur leciti, mirano a ottenere vantaggi non previsti dal legislatore. Una interpretazione troppo estensiva della definizione di abuso mina le certezze necessarie alle imprese per un’adeguata pianificazione fiscale.

Soluzione: come raccomandato anche dal Gruppo di Lavoro nominato dal Presidente della Repubblica, va rivista la definizione di abuso del diritto, unificandola a quella di elusione, nel rispetto della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’UE in materia e dei più recenti orientamenti europei. Il contribuente potrà essere sanzionato solo se si potrà dimostrare un effettivo aggiramento di norme o divieti previsti dall’ordinamento fiscale. Il semplice risparmio fiscale non sarebbe, in questo modo, più sanzionabile. L’abuso va quindi definito in riferimento agli atti privi di adeguata motivazione economica, posti in essere con l’esclusivo scopo di aggirare obblighi o divieti previsti dall’ordinamento fiscale e di ottenere riduzioni di imposte o rimborsi garantendo la piena libertà di scelta del contribuente tra diverse operazioni comportanti anche un diverso carico fiscale. Vanno previste specifiche regole procedimentali atte a garantire un efficace confronto tra amministrazione finanziaria e imprese, salvaguardando il diritto di difesa del contribuente.


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venerdì 20 settembre 2013

Destinazione Italia

Diffondo ma resto perplesso. Continuiamo a gestire eccezioni ( srl semplificata, start up iinovativa, ecc) al posto di avere il coraggio di rinnovare il sistema.

Comprendo lo sforzo dei giovani che stanno lavorando al progetto ma senza volontà politica non si andrà lontano.

non c'è piu tempo.




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