lunedì 1 giugno 2009

Sappiamo cosa stiamo costruendo?

Riflessioni e coincidenze.
Capita a volte di fare qualche riflessione e scoprire che è condivisa da molti. In questo periodo sento molti imprenditori chiedersi come mai i propri collaboratori non comprendono che il loro sforzo di uscire dalla crisi conservando i posti di lavoro implica anche un maggiore impegno da parte di tutti nel rendere e produrre di più.
Qualcuno non capisce e si arrabbia per i comportamenti un pò superficiali, qualcuno si incolpa di non essere riuscito a far comprendere appieno, di non essere riuscito a motivare adeguatamente le persone che lavorano con lui.
Sono riflessioni che sento spesso, forse troppo. forse qualcosa va cambiato.
Oggi leggo un bel post di luca che si avvicina a questo tema e alla parabola dell'acquedotto
PS capita spesso anche di trovare dipendenti eroici a fianco di manager incapaci, ma questa è un'altra storia che affronterò la prossima volta.

2 commenti:

Paolo Falconi ha detto...

Se un imprenditore punta ad investire nell'azienda a scapito della massimizzazione dei profitti, se assume un certo grado di rischio nell'innovazione e se con i fatti dimostra di salvaguardare i posti di lavoro, rinunciando ad ogni lusso inutile ed inopportuno, sono convinto che le resistenze da parte dei lavoratori si ridurrebbero a niente, perchè capirebbero che fuori il cancello dell'azienda c'è il nulla.

La saluto con simpatia,
è sempre un piacere confrontarsi con le sue riflessioni.

Unknown ha detto...

grazie paolo,
purtroppo non è sempre così.
forse a volte si manca di comunicazione, altre si dedica poco tempo a far sentire importanti le persone... sicuramente c'è del lavoro da fare anche in questo senso. forse in azienda è semplicemente necessario confrontarsi di più, parlare di più...

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