domenica 24 ottobre 2010

La sfida dell'etica

Un rispetto delle regole che va insegnato anche giocando coi propri bambini.

Oggi (domenica) su ilsole24ore c'è un bell'articolo sulla testimonianza di Umberto Ambrosoli al convegno dei Dottori Commercialisti, testimonianza che ha avuto sullo sfondo le parole della lettera lasciata da Giorgio Ambrosoli alla moglie.

"il professionista è colui che è capace di subordinare la propria piccola fetta di potere all'ordinamento, alla collettività, all'interesse pubblico."

Un rispetto delle regole che va insegnato anche giocando coi propri bambini, sottolinea l'autore del pezzo, una bella frase che mi colpisce sia a livello professionale che personale.

Chi segue questo blog sa che ogni tanto la figura di questo avvocato fa capolino tra i post, a volte con più forza dopo le parole di Andreotti di qualche giorno fa che mi avevano spinto a chiedere all'Ordine un convegno per ribadire senza polemiche la solidarietà alla famiglia.

L'Ordine di Milano, dopo aver definito data e programma, non ha ritenuto opportuno portare avanti il convegno organizzato per raccontare la storia di un professionista e di un uomo ai colleghi più giovani che forse meno conoscono quanto accaduto.

Peccato, una occasione mancata non solo per l'Ordine, ma per Milano che forse dovrebbe osare di più anche per ricordarsi che un tempo fu (ed usare il passato remoto per un lombardo ha un significato molto forte) capitale morale.

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