venerdì 2 marzo 2012

Professional day, ovvero sulla riforma delle professioni

Quanto rumore e quanta confusione intorno alla riforma delle professioni. Un continuo stop and go che oscilla tra la voglia di liberalizzare e il desiderio di farlo normando senza il coraggio di affidarsi al libero mercato.

Francamente sono abbastanza deluso da tutte le parti in campo. Da una parte professionisti che tutto sono tranne che liberi e costantemente alla ricerca di un ombrello parastatale sotto cui ripararsi, dall'altra un governo decisamente poco coraggioso e poco liberista.

I professionisti costano troppo? forse, ma spesso lavorano anche sotto costo. Vogliamo avere il coraggio di dire che quello che costa davvero sono i mille adempimenti inutili e confusi che lo Stato ci impone? Guardiamo solo al recente balletto di modifiche intorno allo spesometro che costa in formazione, in software, in tempo perso ad adempiere a questo obbligo.

Abolizione triffe minime? ma se già da tempo sono liberamente derogabili? vi assicuro che non è assolutamente difficile trovare un professionista disposto a definire contrattualmente con il cliente il compenso.

Obbligo di preventivo? pare sia saltato, staremo a vedere, ma è cosi difficile chiedere che i professionisti siano regolati come qualunque altro prestatore di servizi in base al nostro codice civile? senza l'ennesima norma ad hoc che crea solo confusione e nuovi obblighi?

Praticantato retribuito? ora pare che addirittura si voglia prevedere i primi 6 mesi gratuiti. mi pare che come al solito non si riesca a seguire una linea seria. Un breve ragionamento: se devo pagare un praticante lo cercherò bravo, capace quindi di contribuire professionalmente alla crescita del mio studio. Se è gratis mi accontenterò anche di uno mediocre, tanto non costa nulla salvo il tempo perso a formarlo che ovviamente cercherò di ridurre affidandogli mansioni basse e poco formative. Oggi soprattutto al sud (a Milano sono retribuiti già da diversi anni) il praticantato è quasi un parcheggio. Forse pagando i praticanti avremo meno professionisti ma migliori. A vantaggio sia del cliente che del sistema.

Gli ordini limitano la crescita dei giovani? la gavetta è dura, lo sappiamo tutti e tutti l'abbiamo fatta. Forse dovremmo imparare a lamentarci di meno e darci piu da fare. Soprattutto mi fanno sorridere molti colleghi che da praticanti erano per liberalizzare tutto ed oggi, diventati professionisti, sono i piu grandi difensori dell'esistente.

Quello che vorrei è una riforma organica che non nasca da una trattativa tra le diverse forze in campo ma che segua un disegno, una visione.

Soprattutto vorrei vedere una seria riforma di semplificazione normativa. Più ci sarà confusione piu avremo bisogno di avvocati anche per pratiche inutili, più ci saranno adempimenti burocratici più alto sarà il costo del commercialista.

Più noi professionisti saremo costretti ad inseguire una normativa che ormai si studia sui quotidiani e non piu sui libri piu ne risentirà la qualità della prestazione.

E vi  assicuro che i miei clienti sono ben felici di pagare quando percepiscono il valore aggiunto del mio servizio, molto meno quando devo addebitare costi relativi all'ultima fantasia del legislatore.

Caro Monti pensaci. Lo Stato costa troppo. io sono disposto a ridurre il fatturato derivante da burocrazia inutile, ma tu sei disposto a semplificare e a snellire la macchina statale? Perchè credimi, la sfida sta tutta qui.


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