lunedì 26 novembre 2012

La tempesta delle foglie gialle

Capita a volte di tornare a casa la sera e di essere sommerso dai racconti delle avventure del Panatino (mio figlio, 18 mesi appena compiuti, poche parole ma grandi doti mimiche e di recitazione ;-).

I suoi pomeriggi ai giardinetti con la nonna, i primi incontri scontri con i bambini della sua età, bambine maleducate che parlano e si muovono come la matrigna di biancaneve e soprattutto, quando c'è vento, la tempesta di foglie gialle, che non ho ben capito cosa sia ma deve essere qualcosa di grandioso, uno straordinario fenomeno naturale irripetibile se non in presenza di Tommaso e di sua nonna.

Mia moglie a volte sorride meravigliata alla fantasia della nonna mentre racconta tutto questo (mio figlio Tommaso nel mentre mima gli sguardi minacciosi della bambina e il vento che fa volare le foglie).

Io quella fantasia la ricordo bene, ha accompagnato tutta la mia infanzia e sono felice che accompagni quella di mio figlio. Quei pomeriggi in cui si affrontano attacchi indiani e le incursioni dei bucanieri.

E mentre sorrido ai loro racconti mi ricordo le parole di uno straordinario sacerdote qualche mese fa che ci raccomandava di raccontare e ricordare ciò che facciamo coi nostri bimbi, perchè loro vivono e rivivono la realtà attraverso i nostri racconti.

PS Se capitate per Milano ed avete tempo provate a passare per San Simpliciano. Tra i sacerdoti c'è l'ex rettore della facoltà di teologia, persona di straordinaria cultura e ricchezza umana.  

PS Per la tempesta di foglie gialle purtroppo non posso garantire nulla, ma forse basta chiudere gli occhi e tornare bambini per un pò ;-)

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