lunedì 26 novembre 2012

Tremendamente giovani e preparati: vincono perchè accettano l'idea di fallire.

Ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se'
non conosce la paura ne' sa il dolore che cos'e`
lotta, cade, si rialza sempre vincera`


Mazinga - la sigla 

Periodo di riflessioni nel nostro Paese tra rottamatori e formattatori.
Tutti a scandalizzarsi per l'assenza di giovani nei posti di comando, nei cda, nella rivoluzione delle primarie del PD. La soluzione proposta spesso è chiedere un'occasione, pretenderla per legge come per le quote rosa.

Confesso qualche mia perplessità, non mi sono mai iscritto tra i giovani (non oggi che ho appena compiuto 40 anni e quindi sono fuori tempo massimo, ma neanche ai tempi del liceo).

Ho sempre avuto paura delle categorie. Ho sempre diffidato delle rivoluzioni ed ammirato la cultura tedesca e giapponese del miglioramento continuo.

Quello che a volte mi sorprende invece è che troppo spesso siamo noi a considerarci giovani (o troppo giovani), a cullarci in questa categoria di eterne belle speranze
Siamo tutte persone con grandi potenziali mai espressi a causa di una infinita, ma rassicurante, gioventù.

Mi capita spesso di essere il più giovane ad entrare in una sala riunioni, quello che deve lavorare un pò di più per aver diritto a sedersi al tavolo delle decisioni. Sono sincero, quasi sempre è giusto cosi. Ho ancora molto da imparare e non vedo nei 50 o 60enni usurpatori ma maestri.

Poi capitano giornate strane in cui ti trovi a rappresentare qualcuno di più importante di te ( che non ha avuto paura a darti una occasione) e finisci in Bocconi a fianco del nuovo rettore a discutere (nel mio caso in realtà ad imparare) di risk management con un paio di professori, i responsabili della casa editrice EGEA, il gentilissimo direttore della SDA e una mezza dozzina di amministratori delegati di imprese italiane.

Sei li con un panino in mano e ti rendi conto che quelle persone che fanno di tutto per metterti a tuo agio in molti casi non arrivano ad avere 50 anni. Il nuovo rettore Andrea Sironi ne ha 48.

Otto anni più di me, la rappresentazione stessa sia del fatto che non sono più cosi giovane, sia che è ora di abbandonare facili alibi, ci sono giovani tremendamente preparati che in posti di comando ci sono già. 

Quello che manca a volte è il mentore, quello che le sue battaglie le ha già fatte e può consigliarti, aiutarti. Ma i giovani lo cercano? lo pretendono? non sempre temo.

Forse è ora di guardarsi allo specchio, rimboccarsi le maniche, dimenticarsi il potenziale e provare a rischiare, accettare l'idea di fallire.

Lottare, cadere, rialzarsi e crescere.

PS1 Ero li in rappresentanza del Presidente dell'Ordine di Milano che di anni credo ne abbia 50 o quasi.

PS2 Il più giovane presente in riunione era il presidente di Rena e di anni ne ha 30 o giù di li.

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