mercoledì 2 gennaio 2013

Basta con le ideologie, è l'ora dell'aperitivo ovvero Giorgio Gaber

triste col suo bicchiere di barbera
senza l'amore al tavolo di un bar
il suo vicino e' in abito da sera
triste col suo bicchiere di champagne
sono passate gia' quasi tre ore
venga che uniamo i tavoli signore
voglio cantare e dimenticare
coi nostri vini il nostro triste amor




Il mio ricordo di Gaber è tutto nella platea magica del Teatro Lirico in cui mi infilavo semi di nascosto la domenica pomeriggio, grazie alla complicità di una amica che faceva la maschera, per poterlo vedere.

Quanta compagnia faceva la sua arte e che tristezza passare davanti a quel teatro chiuso ed abbandonato come ormai molti a Milano.

Oggi scopro che vogliono intitolarglielo e mi chiedo perchè. Il lirico è un teatro storico di Milano, occupa un suo posto nella storia anche politica della nostra città e del Paese.

Non ho mai amato questa mania di cambiare i nomi, la stessa malinconia mi venne anche quando intitolarono i giardini di via Palestro a Montanelli.

Lo so che il lirico era Gaber, ma non sarebbe più bello conservare i nomi e rischiare promuovendo cultura, la sua opera nelle scuole, i giovani attori magari attraverso la fondazione che porta il suo nome? più complicato certo, ma quanto gli sarebbe piaciuto di più..... e quanto avrebbe fatto bene a Milano.

E forse oggi che va cosi di moda dire che destra e sinistra non esistono piu, forse proveremmo a comprendere che come tutte le mode è una gran buffonata, che destra e sinistra esistono ancora, entrambe importanti quando sincere ma che sopra tutto c'è l'uomo, interlocutore privilegiato proprio del nostro Gaber.

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