mercoledì 2 gennaio 2013

Oggi per noi è importante trovare il tempo per dirvi grazie.

Il 2012 è stato un anno difficile, complicato ma in cui abbiamo lavorato molto (spesso con la sensazione di dover lottare contro lo stesso sistema Italia) per non perdere mai la speranza e veder crescere il nostro progetto di Studio

Affrontiamo questo nuovo anno carichi di entusiasmo e voglia di fare, confidando di aver costruito bene le fondamenta del nostro futuro professionale. 

Stiamo lavorando a nuovi progetti editoriali che sono nati proprio dalla voglia di cambiare, di evolvere. E' presto per parlarne, ma speriamo di poter costruire un laboratorio tra professionisti ed impresa.

Ognuno di noi è il frutto di persone incontrate, di esperienze, di influenze, di scelte fatte. 

Il 2012 è stato un anno ricco di incontri, abbiamo ritrovato vecchi amici e ne abbiamo trovati di nuovi. Con alcuni è stato possibile lavorare insieme, con altri, siamo certi, l'occasione si presenterà presto.

Le telefonate di prima mattina, il sostegno, gli incoraggiamenti, la voglia comune di far bene e non arrendersi di fronte a questa crisi sono emozioni preziose che hanno arricchito le nostre giornate.

Oggi per me è importante condividere con voi queste mie esperienze, quello che ho maturato nello scorso anno e quello che spero di costruire in questo 2013. 

Oggi è importante trovare il tempo per dirvi grazie.
In questi anni abbiamo lavorato duramente per garantire al nostro studio di crescere, di competere con i migliori concorrenti, di conquistare la stima e il rispetto dei nostri Clienti e dei professionisti del nostro network.

La partnership tra Studio Panato ed i suoi Clienti oggi non si basa più solo sulle regole del business. Insieme stiamo cercando di unire le competenze per aiutare le imprese a crescere. 

Stiamo anche dando vita ad un’integrazione basata sul rispetto e sulla condivisione delle conoscenze reciproche; un’integrazione che è una straordinaria fonte di ricchezza umana.

Non è facile uscire dai vecchi schemi commercialista/cliente, spesso siamo schiavi di logiche che non abbiamo saputo o voluto trasformare. Il rincorrersi di scadenze e novità normative certo non aiuta. 

Abbiamo invece bisogno di fermarci ad analizzare ciò che siamo e di comprendere la necessità di cambiare, di aggiornare un sistema di relazioni che garantisca allo Studio di conoscere meglio i settori in cui operano le imprese che seguiamo in modo da trasformare in soluzioni concrete le nostre conoscenze fiscali e societarie.

Per fare questo dobbiamo aprirci sempre di più alle istituzioni, alle imprese che operano sul territorio, sfruttare il nostro bagaglio di conoscenze per diventare un punto di osservazione privilegiato per capire cosa sta succedendo nel Paese, come si sta sviluppando l’economia e come preparare l’azienda ad affrontare un sistema aperto, fortemente interconnesso, senza confini geografici o economici.

Collaborare con diverse case editrici professionali e sedere nel cda della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano mi ha permesso e mi permette di confrontarmi con realtà differenti, con diversi interlocutori e mi costringe a pensare, o meglio ripensare, al ruolo del commercialista. 

Ci attende un futuro complesso che insieme riusciremo ad affrontare meglio solo se proveremo a restare aperti, assorbire le influenze ed apprendere dai casi di successo anche i settori lontani dai nostri.

Comprendere meglio le esigenze delle start up e fonderle con i bisogni delle imprese che da anni operano in settori più tradizionali e che forse hanno perso un pò della voglia di innovare (ma di certo hanno un ricco bagaglio di esperienza a cui attingere), potrebbe essere sicuramente una via di contaminazione culturale importante, una strada complessa da percorrere ma ricca di suggestioni. 

Certo un percorso da fare insieme, da costruire con gli imprenditori e le istituzioni.

In questi giorni sto preparando la lezione inaugurale per la Scuola di Alta Formazione (Università Bocconi e Fondazione Dottori Commercialisti di Milano).

Nel sintetizzare agli studenti il nostro ordinamento professionale mi rendo conto di quanto per noi rappresenti una forza esser percepiti sul mercato e nelle istituzioni a noi più vicine come uno Studio serio, gestito da persone serie con una forte carica di valori. Sono questi valori a far sì che il senso di responsabilità prevalga.

L’ etica e la deontologia sono state il cuore della nostra azione, ciò che ci ha permesso non solo di fornire un servizio ma anche di collaborare con i nostri clienti, ciò che ci ha permesso di operare attraverso un network professionale serio e qualificato. Per questo per noi rappresentano un valore e non abbiamo nessuna intenzione di comprometterle.

L’anno passato poter lavorare con professionisti preparati è stato un privilegio. Non solo abbiamo appreso molto ma anche, grazie a loro, ridotto i rischi che sono insiti nella nostra professione. Un grazie quindi va a tutti i colleghi che, nel confronto, ci hanno aiutati a crescere e a far più solida la nostra professionalità.

Nel 2012 abbiamo trovato in magistrati (che hanno avuto la voglia di credere in noi ed essere sempre disponibili ad affrontare i nostri dubbi), nelle società di revisione con cui abbiamo collaborato, e nei professionisti del nostro network un aiuto e un valido confronto. Abbiamo costruito partnership importanti con alcuni nostri clienti, ampliando e facendo evolvere il rapporto oltre la classica ottica di business.

Il nostro proposito nel 2013 è continuare su questa strada sforzandoci di essere più liberi, il che per noi significa soprattutto trovare il coraggio di abbandonare i modelli del passato, le vecchie abitudini e le dipendenze, le convinzioni rassicuranti che non aiutano a crescere

Il tempo passato a studiare, ad approfondire, a formarsi deve darci la possibilità di affrontare la sfida di un mondo che cambia ad una velocità impressionante. 

Proprio sulla formazione stiamo lavorando parecchio, sia come Studio, sia come Fondazione. Ci sono progetti coraggiosi in cantiere che spero vedano la luce entro i primi mesi dell'anno e siano apprezzati dalla categoria.

Oggi, senza dubbio, ci troviamo in un momento difficile da capire e da gestire. Il nostro Paese affronta una delle crisi più dure della sua storia recente, lo scenario politico non è rassicurante ed il legislatore non è certo favorevole a chi fa impresa.

Possiamo scegliere se lasciarci abbattere dalle difficoltà o cogliere la grande occasione di mettere quello che siamo, la nostra storia, i nostri sogni nel nostro progetto professionale.
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