lunedì 8 marzo 2010

La forza dirompente del viaggio

Non sono un fanatico dei viaggi, fin da piccolo mi sono innamorato della Storia e consideravo tremendamente banale la geografia.

Per viaggiare devo aver voglia di perdermi, di vagare alla ricerca di un luogo che forse non è esattamente quello che sto visitando. Cerco di scoprirne l'essenza ma forse è solo quella che emerge rapportandosi al momento ed al mio stato d'animo.

L'America per esempio la trovo tremendamente banale, mentre ho una gran voglia di scoprire l'Argentina di Borges. Sono certo però che basterà un buon libro per farmi cambiare idea, magari tra 10 anni...

Questo we sono stato a Bologna, città splendida, affascinato dai portici, dalle librerie e dai locali.
Il confronto con Milano è stato impietoso:
  • Perchè gli architetti medioevali sono così superiori ai nostri, così freddi ed impersonali?
  • perchè Milano non ha sollecitazioni culturali forti? è una città universitaria molto più di Bologna...
  • perchè a Milano non si riesce a ritagliarsi uno spazio di ozio fecondo di cultura ed idee?

Sia chiaro, questo non è un inno a Bologna, che avrà parecchi altri problemi, forze la sua forza deriva da una tremenda debolezza: l'immobilismo.

A volte un confronto superficiale fa emergere tutto quello che potremmo essere ed invece non siamo. Quante occasioni sprecate, quanti posti di lavoro persi...

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