L’articolo 3 del D.L. 24 gennaio 2011, n. 1, introduce la possibilità, per i giovani under 35, di costituire una Srl semplificata e a capitale sociale minimo di 1 euro. La Scheda di sintesi affronta i punti principali di questa importante novità, analizzandone vantaggi e svantaggi.
Scarica articolo pubblicato su MySolution: Società Semplificata a Responsabilità Limitata
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Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
giovedì 26 gennaio 2012
mercoledì 25 gennaio 2012
Manuale e documenti su perizie e valutazione d'azienda

Ecco i link al blog dove è possibile scaricare gratuitamente i documenti:
lunedì 16 gennaio 2012
Tempi e costi di avvio dell’attività d’impresa in Italia

Eccessiva complessità regolamentare e inefficienze dell'azione amministrativa incidono negativamente su tempi e costi di avvio dell'attività d'impresa, riducendo il grado di competitività di un Paese.
I risultati ottenuti dalle riforme tese a rendere più efficiente la pubblica amministrazione e a limitare gli oneri burocraticisono stati scarsi.
Per consentire risultati più rilevanti nella riduzione di tempi e costi di avvio dell'attività d'impresa, l'introduzione di tecniche di semplificazione amministrativa andrebbe associata a interventi di revisione dei regimi autorizzativi, a una razionalizzazione della regolazione e a una riorganizzazione delle strutture amministrative
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domenica 15 gennaio 2012
Start up: costituire Srl semplificata senza notaio

Leggo un pò perplesso che le bozze che girano in queste ore del decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti prevedono l’inserimento di un nuovo articolo, numero 2463-bis, in aggiunta a quanto previsto attualmente dal Codice civile in materia di costituzione delle società a responsabilità limitata.
- Costituzione: costituzione senza l'intervento di un
notaio, mediante
la comunicazione unica telematica al Registro delle imprese. La
società è esonerata dal pagamento dei diritti di segreteria e di bollo. Nell’
atto devono essere indicati gli elementi previsti dall'articolo 2463 del Codice
civile, oltre all'attestazione del possesso dei requisiti di età e l'ammontare
del capitale versato. Inoltre nella denominazione deve risultare che si
tratta di «società semplificata a responsabilità limitata».
- Requisiti dei soci: per poter costituire una srl
semplificata i soci devono avere una età inferiore ai 35 anni. Al compimento
dei 35 anni il socio deve recedere (diritto al rimborso della partecipazione in
proporzione al patrimonio sociale) o procedere a trasformare la società. In
ultima istanza ove non si provveda la società dovrà essere posta in
liquidazione.
- Capitale: non è previsto un capitale minimo
ma solo l’importo simbolico di un euro.
- Disciplina: si applica la attuale disciplina della
Srl e la relativa limitazione delle responsabilità
- Fisco: Srl semplificata rientra tra i soggetti Ires (imposta sul reddito delle società).
- Legge ad Hoc: il legislatore ha deciso di inserire un nuovo modello societario valido solo per soci under 35. Mi chiedo il senso di tutto ciò. Perchè non modificare direttamente la normativa sulle srl? non è ora di smettere di sovrapporre norme a norme e di provare a semplificare un pò il nostro sistema? Tutto ciò mi pare davvero una follia e sono molto critico sul punto.
- Notaio inutile: in sostanza si reputa l'intervento del notaio inutile a garantire i terzi. Perchè ricordo che l'intervento del notaio nel nostro ordinamento è previsto proprio per questo, non certo per aiutare i soci. Non entro sulla questione, ma se è inutile garanzia allora forse bisognerebbe prevedere il suo intervento come facoltativo in genere, iniziando a liberalizzare seriamente, no? Pare una norma ibrida nata dai soliti compromessi tra le categorie.
- Esenzione da diritti di segreteria e bolli: Nel ricordare che la parcella del notaio è composta anche di questa voce, mi chiedo perchè non farlo per tutte le società. o viceversa lasciarlo per tutte ma prevedere una tassazione di vantaggio per i giovani ma in maniera intelligente, liberandoli da acconti imposte, iva ecc che spesso sono il vero problema delle start up.
- Assenza capitale minimo (1 euro simbolico): non mi trovano d'accordo nè gli entusiasmi nè le dure critiche. I primi han poco senso perchè se un imprenditore non ha 2.500 euro da investire nella sua impresa o non riesce a trovarli forse è meglio che cambi lavoro. Sono soldi oltretutto immediatamente spendibili in società quindi non rappresentano un costo. Non dimentichiamo che si può anche iniziare a fare impresa semplicemente aprendo partita iva. I secondi perchè non sono certo 10.000 euro (immediatamente spesi tra notaio, commercialista, pc ecc.) a garantire la solvibilità di una impresa. Il limite del capitale però diventa importante in caso di riduzione dello stesso per perdite. Niente di drammatico sia chiaro solo un nuovo pasticcio: a livello giuridico si va a modificare la norma in maniera poco coordinata e sistemica.
I vantaggi quali saranno? Avere micro società di servizi che si vanteranno di avere responsabilità limitata quando comunque di rischi ne avrebbero avuti pochi e di credito ancor meno perchè mi chiedo quante banche investiranno su imprenditori che non credono per primi nella loro idea tanto da non riuscire a scommettere 10.000 euro.
In conclusione, condivisibili gli obiettivi ma fortemente criticabile lo strumento poco coordinato a livello sistemico. Non si è voluto decidere sul ruolo dei notai, sulle liberalizzazioni, ecc.
Si è scelta la scorciatoria di una norma ad Hoc che comunque di sicuro utilizzeremo molto.
Commercialisti ed avvocati saranno felici di poter costituire una piccola srl ed i notai vedranno solo rimandato il loro intervento al compimento dei 35 anni dei soci.
Nel frattempo una miriade di piccole partite IVA saran felici di svolgere la stessa attività ma come SRL. Scoprendo poi con il tempo che i bilanci di una srl sono più costosi, che bolli e diritti aumentano (Il fisco guadagnerà di più), ecc..
Questo Paese deve smettere di rimandare le riforme strutturali giocando sul doppio binario.
Normativa del lavoro ingessata? la riformo? no, creo i cocopro ecc...
Srl troppo costosa e notai da liberalizzare? riformo? no, aggiungo questa nuova srl semplificata.
Ci vuole più coraggio e semplificare. Ma già vedo i nostri governanti in TV tutti felici di poter sbandierare una nuova norma a favore dei giovani.
Ma siamo sicuri che le start up nella tanto citata california nascano perchè mancano i notai? O forse è un problema di sistema, di università, di opportunità?
PS già sento le critiche: tutto vero ma è comunque un primo passo... Verissimo, ma perchè non iniziare a coordinare i movimenti? si richierebbe solo di andare più veloci e più lontano. Rischiando oltre tutto meno di inciampare.
sabato 14 gennaio 2012
Liberalizzazioni: ci vorrebbe la maestra Cristina
Art. 8 (Obbligo di comunicazione del preventivo)
1. Tutti i professionisti concordano in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta. La redazione del preventivo è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare. 2. Nell’atto di determinazione del preventivo il professionista ha l’obbligo di indicare l’esistenza di una copertura assicurativa, se stipulata, per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, la sua durata e il suo massimale.
3. Il presente articolo non si applica all’esercizio delle professioni reso nell’ambito del servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione con lo stesso.
4. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente … i codici deontologici si adeguano alle previsioni del presente articolo.
Link di approfondimento sulle liberalizzazioni del Governo Monti.
E' propio necessario fare una legge apposta per i professionisti? non è sufficiente abolire le tariffe, cosa già avvenuta nella precedente riforma che le ha rese liberamente derogabili? Non possiamo sperare in un Paese che decida di abbandonare questa bulimia legislativa? Non è sufficiente rimandare anche per i professionisti alle norme del codice civile che regolano tutti?
Al di là dell'italiano per cui oggi ho l'obbligo deontologico di commettere un illecito disciplinare. E scusate se è poco!
Ma se dobbiamo ridurre il peso degli Ordini mi spiegate perchè questi devono oggi trovarsi a valutare la bontà del mio preventivo? ma non dovevamo ridurne le competenze lasciando spazio al libero mercato ed alla contrattazione tra le parti? Ricordo che il codice civile a partire da quanto previsto per le clausole vessatorie già tutela le parti più deboli contrattualmente.
E' una questione di rispetto.
Se devi riformare le professioni fai una riforma organica con un unico intervento.
Se dobbiamo semplificare e liberalizzare rimandiamo al codice civile e non facciamo norme ad hoc.
Se dobbiamo liberalizzare con creiamo ulteriori competenze deontologiche fasulle.
Se dobbiamo liberalizzare dobbiamo credere nel libero mercato.
Se dobbiamo riformare una professione dobbiamo almeno prenderci il tempo di rileggere la norma prima di renderla pubblica.
Ormai al legislatore chiediamo solo che scriva in italiano. nessuno si scandalizza più che esponga le riforme prima in tv e poi in parlamento, che le norme fiscali siano retroattive, che alcune prevedano la doppia imposizione ed altre siano contrarie alla costituzione o ai trattati internazionali.
Caro Professore, riusciamo a riunire tutte le norme di riforma delle libere professioni in un unico decreto? Riusciamo a fare qualcosa di coordinato? Non le chiedo di confrontarsi prima con i nostri rappresentanti nazionali che probabilmente aggiungerebbero confusione a confusione, ma prima di rendere pubblica una legge o bozza della stessa io la farei leggere ad un vecchio maestro di scuola, magari in pensione, uno di quelli di provincia, severi con la matita rossa sempre pronta, come la maestra Cristina di don Camillo e Peppone.
E forse qualcuno dei quattro pazienti lettori di questo blog sorridendo ricorderà le parole del comunista Peppone: "... perchè io personalmente rispetto più lei morta che tutti voi vivi".
Link: Per restare aggiornato iscriviti alla nostra Newsletter!
1. Tutti i professionisti concordano in forma scritta con il cliente il preventivo per la prestazione richiesta. La redazione del preventivo è un obbligo deontologico e costituisce illecito disciplinare. 2. Nell’atto di determinazione del preventivo il professionista ha l’obbligo di indicare l’esistenza di una copertura assicurativa, se stipulata, per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale, la sua durata e il suo massimale.
3. Il presente articolo non si applica all’esercizio delle professioni reso nell’ambito del servizio sanitario nazionale o in rapporto di convenzione con lo stesso.
4. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente … i codici deontologici si adeguano alle previsioni del presente articolo.
Link di approfondimento sulle liberalizzazioni del Governo Monti.
E' propio necessario fare una legge apposta per i professionisti? non è sufficiente abolire le tariffe, cosa già avvenuta nella precedente riforma che le ha rese liberamente derogabili? Non possiamo sperare in un Paese che decida di abbandonare questa bulimia legislativa? Non è sufficiente rimandare anche per i professionisti alle norme del codice civile che regolano tutti?
Al di là dell'italiano per cui oggi ho l'obbligo deontologico di commettere un illecito disciplinare. E scusate se è poco!
Ma se dobbiamo ridurre il peso degli Ordini mi spiegate perchè questi devono oggi trovarsi a valutare la bontà del mio preventivo? ma non dovevamo ridurne le competenze lasciando spazio al libero mercato ed alla contrattazione tra le parti? Ricordo che il codice civile a partire da quanto previsto per le clausole vessatorie già tutela le parti più deboli contrattualmente.
E' una questione di rispetto.
Se devi riformare le professioni fai una riforma organica con un unico intervento.
Se dobbiamo semplificare e liberalizzare rimandiamo al codice civile e non facciamo norme ad hoc.
Se dobbiamo liberalizzare con creiamo ulteriori competenze deontologiche fasulle.
Se dobbiamo liberalizzare dobbiamo credere nel libero mercato.
Se dobbiamo riformare una professione dobbiamo almeno prenderci il tempo di rileggere la norma prima di renderla pubblica.
Ormai al legislatore chiediamo solo che scriva in italiano. nessuno si scandalizza più che esponga le riforme prima in tv e poi in parlamento, che le norme fiscali siano retroattive, che alcune prevedano la doppia imposizione ed altre siano contrarie alla costituzione o ai trattati internazionali.
Caro Professore, riusciamo a riunire tutte le norme di riforma delle libere professioni in un unico decreto? Riusciamo a fare qualcosa di coordinato? Non le chiedo di confrontarsi prima con i nostri rappresentanti nazionali che probabilmente aggiungerebbero confusione a confusione, ma prima di rendere pubblica una legge o bozza della stessa io la farei leggere ad un vecchio maestro di scuola, magari in pensione, uno di quelli di provincia, severi con la matita rossa sempre pronta, come la maestra Cristina di don Camillo e Peppone.
E forse qualcuno dei quattro pazienti lettori di questo blog sorridendo ricorderà le parole del comunista Peppone: "... perchè io personalmente rispetto più lei morta che tutti voi vivi".
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venerdì 13 gennaio 2012
Professioni: liberalizzare vuol dire anche liberare!

Questione di metodo: credo di meritare come professionista e come cittadino una riforma organica della mia professione. in questi mesi si sono susseguite norme una in contrasto con l'altra, infiniti rimandi a regolamenti che non si capisce quando arriveranno, norme scritte male perchè fatte di notte in fretta e furia per sfuggire alla lobby degli Ordini e a quanto si dice anche norme scritte male in accordo con gli Ordini per riformare agli occhi dell'opinione pubblica ma lasciare tutto come sta per vizi normativi.
Proviamo ad analizzare quanto previsto dalla bozza Monti:
1.
Abrogazione tout
court delle tariffe:
attualmente
le tariffe sono liberamente derogabili dalle parti. Resistevano solo in caso di
mancata pattuizione e nei confronti del tribunale per incarichi ad esso
affidati. Non ho mai difeso le tariffe professionali e di certo non mi metto a
farlo ora. Mi chiedo però come saranno gestiti gli incarichi presso i
tribunali: bando di gara? A discrezione del giudice a fine incarico? Non potendo
quindi conoscere il compenso se non dopo anni e sicuramente dopo l’accettazione?
Boh. Il nostro Studio da sempre opera quasi esclusivamente su contratti
derogando alle tariffe. Il cliente è ovviamente sempre libero di scegliere un
mio concorrente, sia esso commercialista o non iscritto.
2.
Obbligo deontologico di rilasciare alla clientela un preventivo scritto: al di là di come è scritto l’articolo 8 (che da solo
meriterebbe un approfondimento sulla qualità del legislatore) io che già oggi
lavoro praticamente quasi solo con contratto scritto vorrei essere libero di
agire senza uno stato che continui ad intromettersi. Siamo alle comiche. Io lavoro
quasi esclusivamente con società, interlocutori assolutamente capaci di
tutelarsi e tutelati spesso dai migliori studi legali. E ci preoccupiamo (unico
caso credo) che il mio contratto sia scorretto? Lo capirei se ciò dovesse
avvenire nei confronti delle persone fisiche (clausole vessatorie ecc..). Ma
tra il commercialista e la FIAT siamo sicuri che sia la FIAT la parte debole? Detto
questo il mio è un appunto solo di civiltà giuridica e di rispetto. Il nostro Studio da sempre opera quasi esclusivamente
su contratti. Il cliente è ovviamente sempre libero di scegliere un mio
concorrente, sia esso commercialista o non iscritto.
3.
Obbligo di contrarre apposita assicurazione
professionale: qui lo scandalo è che
l’obbligo non ci fosse già prima. Il
nostro Studio è da sempre assicurato come lo sono i professionisti del nostro
network.
4. Espletamento
del tirocinio (già dimezzato nei tempi)
già nel corso degli ultimi due anni di università (come già oggi avviane almeno a Milano): su questo invece non sono d’accordo. La laurea in sè
non prepara alla professione, la laurea triennale poi non serve a quasi nulla
nel nostro mondo. Il tirocinio va retribuito, affiancato come già oggi in molte
città avviene da un post laurea che probabilmente andrebbe potenziato. Ricordo
inoltre che gran parte dell’attività professionale è libera. Le riserve operano
solo nel contenzioso tributario, negli incarichi per il tribunale, fallimentare,
colleci sindacali, perizie ecc.. Tutte attività complesse e rischiose. Per
giunta il tirocinio per diventare revisore resta con norma europea di tre anni.
Quindi i ragazzi saranno costretti a sostenere due esami ed ottenere prima l’abilitazione
al titolo più prestigioso. Il nostro
Studio da sempre retribuisce i praticanti e sostiene le spese di iscrizione al post
laurea biennale in cui tra le altre cose sono docente.
Ora
io mi chiedo quale rivoluzione abbiamo fatto? Decisamente blanda e soprattutto
scritta male e peggio coordinata.
Vogliamo
poi affrontare il tema delle società
professionali? Ottimo, la aspettiamo tutti da tempo, ma che amministrazione
e maggioranza restino al professionista. Si presterebbero a troppi abusi
altrimenti. Soprattutto vorrei qualche rassicurazione che tra i soci non
possano un domani sedersi le banche. Passeremmo dal libero mercato all’oligopolio
(ovviamente il settore bancario non viene liberalizzato).
Riforma del collegio
sindacale: la riforma è necessaria, assolutamente, ma le norme van scritte
bene. Non si possono passare mesi in attesa di una interpretazione autentica. E’
una questione di rispetto.
Liberalizzare
ha nella radice la parola libertà, libertà di esercitare una professione,
libertà dei terzi di esser tutelati (le riserve del nostro albo solo a questo
tendono, l’attività ordinaria è libera da tempo), ma anche libertà da una
burocrazia asfissiante, da mille lacciuoli, da uno Stato che ti impedisce di
emettere parcelle perché non si capisce quale rivalsa applicare, da uno Stato
che vive di proroghe perché non riesce a mantenere gli impegni, da software che
non funzionano, da un sempre più preoccupante uso e abuso dei comunicati stampa
come fossero decreti, dal costante tentativo di invertire l’onere della prova.
Liberalizzare
vuol dire anche liberare! Ricordiamocelo!
domenica 8 gennaio 2012
Convegno a Rovereto: Perizie di Stima
Il convegno su Le perizie di Stima e la Valutazione d'Azienda si terrà:
Orario: dalle 14 alle 18
Sede: la sala convegni della Trentino Sviluppo SPA in via Fortunato Zeni 8 (www.trentinosviluppo.it) - Rovereto (TN).
La mission del nostro ospite Trentino Sviluppo Spa:
"...Favorire lo sviluppo sostenibile del Trentino attraverso azioni e servizi volti a supportare la crescita della capacità imprenditoriale e di innovazione del territorio con azioni di promozione dei fattori di attrattività, operando in una logica di rete secondo principi di imprenditorialità, innovazione, coesione sociale, qualità della vita, del lavoro e dell’ambiente per costruire il Trentino del futuro..."
L'evento è GRATUITO ed è aperto a tutti i professionisti iscritti agli Ordini Professionali, ammette praticanti e/o collaboratori, ammette ospiti.
Per maggiori informazioni potete visitare il Portale Nazionale della Formazione Professionale Continua o direttamente la scheda del Convegno su Perizie di Stima e Valutazione d'Azienda a Rovereto
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Orario: dalle 14 alle 18
Sede: la sala convegni della Trentino Sviluppo SPA in via Fortunato Zeni 8 (www.trentinosviluppo.it) - Rovereto (TN).
La mission del nostro ospite Trentino Sviluppo Spa:
"...Favorire lo sviluppo sostenibile del Trentino attraverso azioni e servizi volti a supportare la crescita della capacità imprenditoriale e di innovazione del territorio con azioni di promozione dei fattori di attrattività, operando in una logica di rete secondo principi di imprenditorialità, innovazione, coesione sociale, qualità della vita, del lavoro e dell’ambiente per costruire il Trentino del futuro..."
L'evento è GRATUITO ed è aperto a tutti i professionisti iscritti agli Ordini Professionali, ammette praticanti e/o collaboratori, ammette ospiti.
Per maggiori informazioni potete visitare il Portale Nazionale della Formazione Professionale Continua o direttamente la scheda del Convegno su Perizie di Stima e Valutazione d'Azienda a Rovereto
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giovedì 5 gennaio 2012
Cortina: punire o educare?

I fatti sono noti, le due fazioni pure: da una parte chi vuole punire gli evasori (e perchè no anche un pò i ricchi), dall'altra chi difende la libertà di intrapresa, la privacy (e perchè no anche un pò gli evasori che le tasse sono alte).
Divertente trovare (gioco sul paradosso ovviamente) nel primo gruppo l'Agenzia delle Entrate con il suo comunicato stampa ironico ma per il sottoscritto pure un pò fuori luogo visto il ruolo istituzionale, nell'altro il comandante della Guardia di Finanza (salvo successiva smentita).
Effetto comunicazione: giusto l'effetto comunicazione ma chiedo a chi tra i lettori è più esperto di me nel marketing: ha più effetto una strategia costante, di interventi mirati e non punitivi o un evento spettacolo una tantum?
Quale è l'obiettivo? punire gli evasori o impedire che evadano? faccio l'esempio autovelox: meglio avvisare prima cosi si rallenta tutti o facciamo il sorpresone e diventiamo ricchi con le multe?
Conviene la caccia al ricco? Siamo proprio sicuri di non volere che i ricchi vengano nel nostro Paese? o che spendano nel nostro Paese? Perchè se faccio controlli più discreti ma efficaci ti colpisco in quanto evasore. Se passa l'idea che ti colpisco in quanto proprietario di Ferrari o villeggiante a Cortina... boh forse castro i consumi e meno i comportamenti scorretti.
Punire o educare? Siamo sicuri di volere uno Stato che punisce e non uno che accompagna verso comportamenti corretti? Leggi più semplici e soprattutto banche dati collegate tra loro permetterebbero di trovare velocemente situazioni poco trasparenti. Controlli più frequenti (più facili e meno dispendiosi in termini di tempo se ho già incrociato i dati patrimoniali e se la normativa è semplice e razionale) consentono di recuperare le tasse senza creare panico sociale. Se per 10 anni non mi chiedi nulla ed in buona o cattiva fede ho evaso, se mi chiedi in un sol colpo 6 anni di imposte o chiudo (danno sociale: licenziamenti) o me li sono già spesi ed il fisco non li trova più(danno erariale).
Dare l'esempio: si parla molto ultimamente di potenziare la Corte dei Conti istituendo una sorta di Agenzia delle Uscite. Ma non sarebbe più bello sapere che paghiamo le tasse per avere servizi e non per perdere soldi in rivoli oscuri? E basta parlare degli stipendi dei parlamentari. son due lire. Se non ci si mette d'accordo dimezziamo i parlamentari. Il problema non è quanto costano ma che son troppi e quanto poco combinano.
Non sono un economista, lascio a quelli più bravi trovare le soluzioni, ma proviamo a giocare con l'immaginazione e ad immaginare cosa sarebbe accaduto se:
- Auto: comodamente dal proprio PC il funzionario dell'AdE potesse incrociare attraverso il codice fiscale del contribuente le società di cui è socio (anche in caso di partecipazioni a cascata ovviamente), i redditi e le auto di proprietà o in uso. Non dovrei mandare 80 persone a Cortina, non passerebbe che la colpa è di possedere una Ferrari ma tutta l'attività ispettiva si concentrerebbe sul livello di reddito non coerente con il tenore di vita. Idem per case, terreni ecc.. Ricordo inoltre che se l'auto è un fringe benefit non è immediatamente correrabile al reddito del dipendente. Sul concetto di inerenza ci sono diverse zone grigie che una legislazione eventualmente più severa potrebbe chiarire facilmente. In sintesi se la legge è fatta male non prendiamocela con chi la usa o ne abusa. Proviamo a cambiarla e ridurremo i tempi dei controlli e i contenziosi.
- Alberghi e ristoranti: sicuramente in questo caso la presenza del funzionario è utile, meglio se meno scenografica (non penalizzo Cortina) ma costante (devo percepire che potrebbe accadere a me). la limitazione all'uso del contante è sicuramente utile allo scopo come pure potrebbe essere incrociare la fatturazione con i dati delle presenze che gli albergatori devono inviare alla questura (è ancora cosi? chiedo venia se c'è qualche imprecisione).
Perderebbe di valore il famoso detto "il fisco se viene tanto qualcosa trova sempre, devono giustificare l'uscita". Ma perchè! Se sono onesto ma solo un pò pasticcione mi aspetto che il fisco guardi la sostanza e non il bollo che mi son scordato e che si concentri su chi evade davvero.
Dirò di più, mi aspetto che il fisco durante i controlli suggerisca soluzioni più consone e coerenti con la normativa.
Voi direte: ma allora tu commercialista che ci stai a fare? a far consulenza, non a metter bolli.
PS tralascio di commentare il rapporto fisco/professionista fatto di tempi non rispettati, di proroghe fatte per comunicato stampa, di adempimenti inutili ed enormi perdite di tempo.
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mercoledì 4 gennaio 2012
La felicità è tutta in un granchietto giallo

Una grande lezione di cui farò tesoro. Troppo spesso si fanno regali per soddisfare qualche convenzione sociale o per vincere sensi di colpa. Troppo spesso dimentichiamo che i regali più belli sono quelli condivisi.
La gioia di sentirlo addormentato sulla mia spalla o il suo sorriso luminoso di prima mattina mentre ci cercava per giocare hanno reso questo Natale, il primo per Tommaso, davvero speciale.
La magia del tempo passato insieme resta il regalo più bello, insieme al suo piccolo ed inseparabile granchietto giallo ovviamente.
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martedì 3 gennaio 2012
Cassa Previdenza Dottori Commercialisti ovvero un Paese allo sbando
Caro Monti se ci sei batti un colpo, ovvero se tra una lacrima e l'altra riusciste a trovare il tempo di occuparvi anche dell'ordinario... io saprei come emettere le mie parcelle.

A tutti
gli
Associati alla CNPADC
Associati alla CNPADC
Roma, 2
gennaio 2012
Cara/o Collega,
già a maggio di quest’anno, l’Assemblea dei Delegati ha assunto una importante riforma che, tra l’altro, prevede il mantenimento della aliquota di contribuzione integrativa nella misura del 4%. In assenza della approvazione, che deve avvenire con Decreto Interministeriale sottoscritto dal Ministro del Lavoro e dal Ministro dell’Economia, tale percentuale ritornerebbe dal 01.01.2012 alla misura originaria del 2%.
Purtroppo l’alternanza di Governo ha determinato che si dovessero ripercorrere le diverse fasi procedurali allungandone ulteriormente i tempi dell’intero iter.
A tutt’oggi, il Decreto Interministeriale di approvazione della delibera, ancorché già sottoscritto dal Ministro Fornero, risulta mancante della firma del Presidente Monti quale Ministro dell’Economia.
Evidenzio che il Decreto, una volta approvato, produce i propri effetti a far data dal 01.01.2012 con la risultanza che, per l’anno 2012, sarebbe comunque dovuta la contribuzione integrativa del 4% sul volume di affari prodotto nell’anno.
La mancata approvazione entro il 31.12.2011 comporta però che le eventuali parcelle emesse dal 01.01.2012 sino alla data di sottoscrizione del Decreto non potrebbero riportare in rivalsa la percentuale del 4% bensì quella del 2%.
E’ chiaro che ciò creerà una difficoltà operativa per tutti i Colleghi i quali dovessero parcellare prima della approvazione della delibera; in questo caso, infatti, laddove si volesse esercitare successivamente il diritto di rivalsa nei confronti dei propri clienti, si sarebbe costretti ad emettere una nota di debito per il recupero del restante 2%.
A tal proposito, si invitano i Colleghi, nel rispetto della normativa fiscale vigente, a porre la massima attenzione nella redazione delle parcelle che dovessero necessariamente emettere nelle more della sottoscrizione del Decreto Interministeriale di cui sopra.
Con l’impegno di poter dare quanto prima notizia della avvenuta approvazione, invio cordiali saluti e gli Auguri per il Nuovo Anno.
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