Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
venerdì 30 novembre 2012
Un blues degli Stones
... poi ci sono giornate in cui la colonna sonora naturale è un blues degli Stones.
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mercoledì 28 novembre 2012
Nella Serenissima giovani leoni imparano a volare.
« Leone di San Marco, leone del profeta,
Tra ieri ed oggi due belle notizie da Venezia e Vicenza, due belle persone, giovani e preparate, due successi professionali costruiti su fatica e voglia di fare.
Persone che sanno costruire, prima ancora che carriere, rapporti senza sgomitare, senza scorciatoie. Persone per cui è bello tifare.
Pare inoltre che una autrice (in omaggio a lei le molte citazioni di questo post) finalmente scriverà quel libro che da tempo ho voglia di leggere, che a molti imprenditori farà bene leggere per sentirsi un pò meno soli e per imparare che cosa vuol dire internazionalizzazione.
Cari trentenni niente più alibi, nella Serenissima, all'ombra di San Marco crescere è possibile. In quel luogo magico tra occidente ed oriente giovani leoni imparano a volare.
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ad est di Creta corre il tuo vangelo.
Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano:
la spada e non il libro hai nella mano. »
Si staglia contro il cielo il tuo simbolo strano:
la spada e non il libro hai nella mano. »
(Francesco Guccini, Asia)
Persone che sanno costruire, prima ancora che carriere, rapporti senza sgomitare, senza scorciatoie. Persone per cui è bello tifare.
Pare inoltre che una autrice (in omaggio a lei le molte citazioni di questo post) finalmente scriverà quel libro che da tempo ho voglia di leggere, che a molti imprenditori farà bene leggere per sentirsi un pò meno soli e per imparare che cosa vuol dire internazionalizzazione.
Cari trentenni niente più alibi, nella Serenissima, all'ombra di San Marco crescere è possibile. In quel luogo magico tra occidente ed oriente giovani leoni imparano a volare.
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martedì 27 novembre 2012
Ciao, ciao, bambina.
Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
E poi per sempre ti perderò
Come una fiaba, l'amore passa:
C'era una volta poi non c'è più
Ciao, ciao, bambina, non ti voltare
Non posso dirti rimani ancor
Vorrei trovare parole nuove
Ma piove, piove sul nostro amor
Piove - Domenico Modugno
Due notizie in pochi giorni, un uno/due che neanche stessimo tirando di boxe, e nessuno a chiedersi se possiamo permetterci di perdere Fiat Industrial che se ne va in Olanda, per non parlare di quanto sta accadendo a Taranto per ILVA.
Sempre più un Paese che non capisce le imprese, un Paese che utilizza la politica fiscale in maniera miope per rendere poco attraente investire in Italia, un Paese che utilizza la politica industriale per gestire favori ed interessi politico/economici.
Ed invece basterebbe poco, basterebbe fare un passo verso gli imprenditori per farli sentire meno soli.
E mentre tutto ciò accade, mentre l'iceberg si avvicina, canticchiamo quel motivetto che ci piace tanto:
Ciao, ciao, bambina, un bacio ancora
E poi per sempre ti perderò
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lunedì 26 novembre 2012
La tempesta delle foglie gialle
Capita a volte di tornare a casa la sera e di essere sommerso dai racconti delle avventure del Panatino (mio figlio, 18 mesi appena compiuti, poche parole ma grandi doti mimiche e di recitazione ;-).
I suoi pomeriggi ai giardinetti con la nonna, i primi incontri scontri con i bambini della sua età, bambine maleducate che parlano e si muovono come la matrigna di biancaneve e soprattutto, quando c'è vento, la tempesta di foglie gialle, che non ho ben capito cosa sia ma deve essere qualcosa di grandioso, uno straordinario fenomeno naturale irripetibile se non in presenza di Tommaso e di sua nonna.
Mia moglie a volte sorride meravigliata alla fantasia della nonna mentre racconta tutto questo (mio figlio Tommaso nel mentre mima gli sguardi minacciosi della bambina e il vento che fa volare le foglie).
Io quella fantasia la ricordo bene, ha accompagnato tutta la mia infanzia e sono felice che accompagni quella di mio figlio. Quei pomeriggi in cui si affrontano attacchi indiani e le incursioni dei bucanieri.
E mentre sorrido ai loro racconti mi ricordo le parole di uno straordinario sacerdote qualche mese fa che ci raccomandava di raccontare e ricordare ciò che facciamo coi nostri bimbi, perchè loro vivono e rivivono la realtà attraverso i nostri racconti.
PS Se capitate per Milano ed avete tempo provate a passare per San Simpliciano. Tra i sacerdoti c'è l'ex rettore della facoltà di teologia, persona di straordinaria cultura e ricchezza umana.
PS Per la tempesta di foglie gialle purtroppo non posso garantire nulla, ma forse basta chiudere gli occhi e tornare bambini per un pò ;-)
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I suoi pomeriggi ai giardinetti con la nonna, i primi incontri scontri con i bambini della sua età, bambine maleducate che parlano e si muovono come la matrigna di biancaneve e soprattutto, quando c'è vento, la tempesta di foglie gialle, che non ho ben capito cosa sia ma deve essere qualcosa di grandioso, uno straordinario fenomeno naturale irripetibile se non in presenza di Tommaso e di sua nonna.
Mia moglie a volte sorride meravigliata alla fantasia della nonna mentre racconta tutto questo (mio figlio Tommaso nel mentre mima gli sguardi minacciosi della bambina e il vento che fa volare le foglie).
Io quella fantasia la ricordo bene, ha accompagnato tutta la mia infanzia e sono felice che accompagni quella di mio figlio. Quei pomeriggi in cui si affrontano attacchi indiani e le incursioni dei bucanieri.
E mentre sorrido ai loro racconti mi ricordo le parole di uno straordinario sacerdote qualche mese fa che ci raccomandava di raccontare e ricordare ciò che facciamo coi nostri bimbi, perchè loro vivono e rivivono la realtà attraverso i nostri racconti.
PS Se capitate per Milano ed avete tempo provate a passare per San Simpliciano. Tra i sacerdoti c'è l'ex rettore della facoltà di teologia, persona di straordinaria cultura e ricchezza umana.
PS Per la tempesta di foglie gialle purtroppo non posso garantire nulla, ma forse basta chiudere gli occhi e tornare bambini per un pò ;-)
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Tremendamente giovani e preparati: vincono perchè accettano l'idea di fallire.
Ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se'
non conosce la paura ne' sa il dolore che cos'e`
lotta, cade, si rialza sempre vincera`
Mazinga - la sigla
Periodo di riflessioni nel nostro Paese tra rottamatori e formattatori.
Tutti a scandalizzarsi per l'assenza di giovani nei posti di comando, nei cda, nella rivoluzione delle primarie del PD. La soluzione proposta spesso è chiedere un'occasione, pretenderla per legge come per le quote rosa.
Confesso qualche mia perplessità, non mi sono mai iscritto tra i giovani (non oggi che ho appena compiuto 40 anni e quindi sono fuori tempo massimo, ma neanche ai tempi del liceo).
Ho sempre avuto paura delle categorie. Ho sempre diffidato delle rivoluzioni ed ammirato la cultura tedesca e giapponese del miglioramento continuo.
Quello che a volte mi sorprende invece è che troppo spesso siamo noi a considerarci giovani (o troppo giovani), a cullarci in questa categoria di eterne belle speranze.
Siamo tutte persone con grandi potenziali mai espressi a causa di una infinita, ma rassicurante, gioventù.
Mi capita spesso di essere il più giovane ad entrare in una sala riunioni, quello che deve lavorare un pò di più per aver diritto a sedersi al tavolo delle decisioni. Sono sincero, quasi sempre è giusto cosi. Ho ancora molto da imparare e non vedo nei 50 o 60enni usurpatori ma maestri.
Poi capitano giornate strane in cui ti trovi a rappresentare qualcuno di più importante di te ( che non ha avuto paura a darti una occasione) e finisci in Bocconi a fianco del nuovo rettore a discutere (nel mio caso in realtà ad imparare) di risk management con un paio di professori, i responsabili della casa editrice EGEA, il gentilissimo direttore della SDA e una mezza dozzina di amministratori delegati di imprese italiane.
Sei li con un panino in mano e ti rendi conto che quelle persone che fanno di tutto per metterti a tuo agio in molti casi non arrivano ad avere 50 anni. Il nuovo rettore Andrea Sironi ne ha 48.
Otto anni più di me, la rappresentazione stessa sia del fatto che non sono più cosi giovane, sia che è ora di abbandonare facili alibi, ci sono giovani tremendamente preparati che in posti di comando ci sono già.
Quello che manca a volte è il mentore, quello che le sue battaglie le ha già fatte e può consigliarti, aiutarti. Ma i giovani lo cercano? lo pretendono? non sempre temo.
Forse è ora di guardarsi allo specchio, rimboccarsi le maniche, dimenticarsi il potenziale e provare a rischiare, accettare l'idea di fallire.
Lottare, cadere, rialzarsi e crescere.
PS1 Ero li in rappresentanza del Presidente dell'Ordine di Milano che di anni credo ne abbia 50 o quasi.
PS2 Il più giovane presente in riunione era il presidente di Rena e di anni ne ha 30 o giù di li.
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non conosce la paura ne' sa il dolore che cos'e`
lotta, cade, si rialza sempre vincera`
Mazinga - la sigla
Periodo di riflessioni nel nostro Paese tra rottamatori e formattatori.
Tutti a scandalizzarsi per l'assenza di giovani nei posti di comando, nei cda, nella rivoluzione delle primarie del PD. La soluzione proposta spesso è chiedere un'occasione, pretenderla per legge come per le quote rosa.
Confesso qualche mia perplessità, non mi sono mai iscritto tra i giovani (non oggi che ho appena compiuto 40 anni e quindi sono fuori tempo massimo, ma neanche ai tempi del liceo).
Ho sempre avuto paura delle categorie. Ho sempre diffidato delle rivoluzioni ed ammirato la cultura tedesca e giapponese del miglioramento continuo.
Quello che a volte mi sorprende invece è che troppo spesso siamo noi a considerarci giovani (o troppo giovani), a cullarci in questa categoria di eterne belle speranze.
Siamo tutte persone con grandi potenziali mai espressi a causa di una infinita, ma rassicurante, gioventù.
Mi capita spesso di essere il più giovane ad entrare in una sala riunioni, quello che deve lavorare un pò di più per aver diritto a sedersi al tavolo delle decisioni. Sono sincero, quasi sempre è giusto cosi. Ho ancora molto da imparare e non vedo nei 50 o 60enni usurpatori ma maestri.
Poi capitano giornate strane in cui ti trovi a rappresentare qualcuno di più importante di te ( che non ha avuto paura a darti una occasione) e finisci in Bocconi a fianco del nuovo rettore a discutere (nel mio caso in realtà ad imparare) di risk management con un paio di professori, i responsabili della casa editrice EGEA, il gentilissimo direttore della SDA e una mezza dozzina di amministratori delegati di imprese italiane.
Sei li con un panino in mano e ti rendi conto che quelle persone che fanno di tutto per metterti a tuo agio in molti casi non arrivano ad avere 50 anni. Il nuovo rettore Andrea Sironi ne ha 48.
Otto anni più di me, la rappresentazione stessa sia del fatto che non sono più cosi giovane, sia che è ora di abbandonare facili alibi, ci sono giovani tremendamente preparati che in posti di comando ci sono già.
Quello che manca a volte è il mentore, quello che le sue battaglie le ha già fatte e può consigliarti, aiutarti. Ma i giovani lo cercano? lo pretendono? non sempre temo.
Forse è ora di guardarsi allo specchio, rimboccarsi le maniche, dimenticarsi il potenziale e provare a rischiare, accettare l'idea di fallire.
Lottare, cadere, rialzarsi e crescere.
PS1 Ero li in rappresentanza del Presidente dell'Ordine di Milano che di anni credo ne abbia 50 o quasi.
PS2 Il più giovane presente in riunione era il presidente di Rena e di anni ne ha 30 o giù di li.
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