martedì 24 luglio 2012

L’impatto dell’investimento in R&S e in ICT sull’innovazione e sulla produttività delle imprese italiane

Segnalo la ricerca di Banca Italia sugli investimenti in innovazione e produttività sia nella sintesi in italiano che nel documento integrale in inglese.

Utilizzando quattro indagini sulle imprese manifatturiere italiane condotte da Unicredit (1995-2006), nel lavoro si stima un modello che coglie i legami tra spese di ricerca e sviluppo (R&S) e tecnologia dell'informazione (ICT) da un lato e innovazione e produttività dell'impresa dall'altro.

I risultati indicano che la R&S è rilevante per l'innovazione, mentre l'ICT lo è per la produttività. Alcuni test di complementarietà tra R&S e ICT suggeriscono che, sebbene siano entrambi rilevanti per la produttività, essi agiscono attraverso canali diversi.

La presenza di lavoratori con elevato capitale umano risulta infine fortemente complementare all'investimento in R&S ai fini dell'attività innovativa.
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mercoledì 18 luglio 2012

PMI, crisi del credito e prospettive di crescita

Il Paper di Banca di Italia analizza le difficoltà di accesso al credito delle imprese prima e durante la crisi, focalizzandosi su due caratteristiche: la fragilità finanziaria e le prospettive di crescita. Le stime econometriche indicano che la presenza di condizioni di bilancio fragili si è associata a una probabilità di razionamento molto più elevata della media, sia prima sia durante la crisi.

Elevati valori dei tassi di crescita del fatturato o degli investimenti, del valore aggiunto per addetto e della propensione all'export, indicatori presumibilmente correlati alle prospettive di crescita, hanno agevolato l'accesso al credito nel periodo precedente la crisi; durante la crisi il razionamento del credito è avvenuto in modo più indiscriminato, risultando meno legato alle prospettive di sviluppo delle imprese.

Relazioni bancarie più strette hanno favorito l'accesso al credito, in particolare per le aziende caratterizzate da migliori prospettive di crescita; questo risultato è coerente con l'ipotesi che le banche più coinvolte nel finanziamento delle imprese detengano migliori informazioni e abbiano maggiori incentivi a utilizzarle.

Queste le conclusioni di Banca Italia che purtroppo non sempre coincidono con quanto avviene in realtà. Sicuramente la cultura finanziaria nelle imprese italiane è bassa, in parte forse anche per inadeguatezza di noi profesisonisti, ma temo che le banche abbiano fatto poco e stiano facendo ancora meno per aiutare le pmi a svilupparla.

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lunedì 16 luglio 2012

Turismo, attività culturali e sviluppo economico in uno studio di Banca di Italia

Segnalo per chi avesse voglia di approfondire il tema l'interessante lavoro di Enrico Beretta e Andrea Migliardi che analizza le caratteristiche del settore culturale in Italia e le sue modalità di interazione con il complessivo sistema produttivo.

Dopo avere definito il perimetro economico del settore, si procede a un esame quantitativo territorialmente disaggregato delle varie forme di domanda e offerta di cultura nel paese, comprendente analisi descrittive sulla spesa delle famiglie nel settore, sul pricing delle varie proposte, sulla capacità di attrazione turistica del patrimonio artistico e culturale disponibile nelle diverse regioni.

Si esamina successivamente il finanziamento pubblico del comparto nelle regioni, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, anche sulla base di interviste effettuate con un qualificato panel di esperti del settore.

Vengono infine esaminati l'assetto normativo e alcuni aspetti amministrativi che regolano il funzionamento del settore culturale. Dal lavoro emergono alcune questioni aperte e altrettante opzioni per possibili interventi di policy: tra queste rilevano quelle relative alla distribuzione di competenze tra i diversi livelli di governo, all'estensione e alle modalità dell'intervento dei privati e alla governance delle iniziative culturali.

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giovedì 12 luglio 2012

I sogni di T. E. Lawrence ed il terremoto in Emilia

 "Tutti gli uomini sognano: ma non allo stesso modo. Coloro che sognano di notte, nei recessi polverosi delle loro menti, si svegliano di giorno per scoprire la vanità di quelle immagini: ma coloro i quali sognano di giorno sono uomini pericolosi, perché possono mettere in pratica i loro sogni a occhi aperti, per renderli possibili". Thomas Edward Lawrence

Forse basterebbe tornare a far progetti. Forse lo Stato non dovrebbe rappresentare sempre un ostacolo come in Emilia: Terremoto e tasse, le aziende restano inascoltate

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mercoledì 11 luglio 2012

Sudditi di una burocrazia e dei suoi comunicati stampa

Oggi leggiamo dell'ennesima proroga del versamento delle imposte mediante comunicato stampa. Sul merito ne ho già parlato diffusamente.

Inutile parlare ancora della vergogna di un Governo che, dimenticate da tempo le leggi, opera non più solo mediante decreti ma addirittura tramite comunicati stampa privi di qualunque valore legale.

Quello che forse non viene percepito come grave è che dietro la forma c'è sostanza.

Se attraverso lo strumento del decreto il Governo scavalca il Parlamento, il comunicato stampa consente alla burocrazia pigra ed informe del Paese di prendere il controllo esautorando in qualche modo un Governo che, lasciandosi dolcemente cullare dalle onde del mare, non ha la forza di imporsi ed esercitare la propria autorità.

La burocrazia ha ormai preso il potere ben prima dell'arrivo del governo tecnico (che poi sempre politico è con buona pace di tutti).

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