Il responsabile dell'Area ricerca economica e Relazioni internazionali della Banca d'Italia, Daniele Franco, ha detto che un condono non aiuterebbe il Paese ad uscire da una situazione di alta evasione mentre ha definito opportuno un intervento sulle pensioni di anzianità. Bankitalia ha poi detto di preferire un intervento sull'Ici rispetto alla patrimoniale.
«Non sono personalmente d'accordo su una patrimoniale di grande portata, non credo nemmeno sia possibile. Una soluzione intermedia é quella di operare sull'Ici».
Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/xD3Z8
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Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
sabato 29 ottobre 2011
PMI e PMS: diventare grandi per vincere (forse).
Leggo su Press (il mensile del Consiglio Nazionale dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) un articolo che vuole suggerire ai
piccoli e medi studi professionali (PMS in letteratura) a far fronte alle sfide
del mercato, insegnargli come fare di un piccolo studio un grande successo.
La complessità della normativa e i suoi frequenti
aggiornamenti rappresentano le principali difficoltà che tanto i PMS quanto le
PMI loro clienti si trovano ad affrontare.
Riporto alcuni suggerimenti validi sia per le piccole
imprese che per gli studi professionali:
1. Elaborare la
mission, la vision, il piano strategico
2. Individuare le
proprie caratteristiche e ritagliarsi una fetta di mercato
3. Offrire servizi di
consulenza aziendale
4. Scegliere le PMI
come clienti target
5. Promuovere lo
studio
6. Stringere rapporti
con altri studi
7. Adottare nuove
tecnologie
Nulla di nuovo in realtà, ma di certo il percorso è quello
giusto. Solo qualche osservazione che forse i lettori di questo blog potranno
aiutami a formalizzare meglio e ad approfondire:
1) definire chi siamo
e chi vogliamo essere, o meglio cosa ci differenzia dagli altri, non sempre è
cosi facile. Spesso è decidere cosa smettere di fare quello che ci
caratterizza. È una scelta difficile e non priva di un certo rischio.
2) pianificare,
scrivere il piano strategico, formalizzarlo, discuterne con colleghi ed amici.
Porta via tempo, è vero, ma è assolutamente la cosa più utile. A volte
rivolgersi ad un consulente è necessario proprio per esser costretti a
formalizzare.
3) Network
professionale: attenti che funzionano solo se sono garanzia di
professionalità e portano una congrua remunerazione (non solo economica certo)
a tutti i partecipanti. Troppo spesso di sogna in grande ma la collaborazione
funziona solo se alla base c’è fiducia e professionalità. Nessuna delle due
cose si improvvisa in poco tempo ed entrambe sono risorse scarse.
Restiamo in attesa di una guida IFAC che dovrebbe essere a
breve pubblicata in italiano dal CNDCEC. Molte risorse possiamo già trovarle in
rete, il CNDCEC si è mosso tardi ma sta lavorando bene. Risorse che mi permetto
di suggerire anche alle imprese di servizi.
sabato 22 ottobre 2011
Al tavolo di Milton Friedman tra molotov e Champagne
Importante per noi perché si sono sposati due amici con tutto quello strascico di emozioni che un evento del genere porta con se.
Importante anche perché lui e' un noto giornalista repubblicano che tra
burle e performance canore si e' presentato in Campidoglio, di fronte ad un
celebrante ministro della Repubblica, vestito da pirata.
Potete quindi immaginare la curiosità degli amici e la loro delusione di
fronte alle mie reticenze dovute soprattutto al fatto che, al di la della
festa, per me resta un matrimonio e qualche timidezza davanti ai sentimenti
credo sia sempre giusto mantenerla.
Per i più curiosi qui potete trovare qualche foto e qualche commento sul
mirabolante menù.
Tra gli invitati al ricevimento a palazzo Wedekind la sede del
quotidiano Il Tempo erano presenti tutti i principali editorialisti di area
liberista (a dire il vero non sempre liberale) del nostro Paese compresa una
folta schiera di rappresentanti di Confindustria.
La data del matrimonio inoltre è coincisa con quella degli scontri di
piazza il che ha dato al tutto una atmosfera surreale. Mentre noi brindavamo ai
novelli sposi da twitter giungeva l'eco di molotov ed auto incendiate.
Noi fortunatamente eravamo nella zona protetta e grazie soprattutto ai carabinieri pugliesi, a cui va tutto il nostro ringraziamento, che presidiavano l'area non abbiamo avuto alcun problema. Il ringraziamento non è di maniera. Eravamo parecchio preoccupati di ciò che sarebbe avvenuto avendo portato con noi un bimbo di 4 mesi.
Ha premiato soprattutto l’aver prenotato un hotel vicinissimo a piazza
colonna, che confesso esser stato scelto sia per ragioni logistiche sia per il
nome “il Regno” giusto a bilanciare la massiccia presenza di esponenti repubblicani
al matrimonio *.
Svegliarsi affacciandosi sui tetti di Roma dalla splendida terrazza
dell' hotel non ha prezzo. Roma come sempre è meravigliosa. E’ stata un toccata e fuga, giusto il tempo di portare il piccolo
Tommaso a vedere piazza Navona, a rendere omaggio alle tombe reali al Pantheon,
a vedere Colosseo e fori imperiali e poi via di ritorno a Milano.
I più però dimenticano le forti critiche degli economisti liberali della scuola austriaca che definirono le teorie di Friedman come totalitarie e stataliste.
* Chi si è appassionato di politica in giovane età ricorderà che tra liberali (più blasonati) e repubblicani (più ricchi grazie al sostegno di CONFINDUSTRIA ma meno liberisti) si è sempre giocato un eterno derby sul modello milan/inter. Qualche frecciatina perciò concedetemela, pur ricordando con rammarico che questi partiti che affondano la loro origine nel Risorgimento ormai sono purtroppo pressoché spariti dall’agone politico.
** Sono particolarmente affezionato all' Adam Smith Society perchè, scoperta il primo anno in Bocconi, iniziai presto a fequentarne i convegni, senza confesso capirne granchè all'inizio. Ma in fondo per me era più un atto di testimonianza.
*** Questo post inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi Champagne Molotov, richiamando il vecchio ed ironico gruppo di Enrico Ruggeri.
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venerdì 21 ottobre 2011
Non siamo dinosauri.
Siamo più intelligenti e più feroce di quelli, e ci accingiamo a sopravvivere.
Siamo Wall Street. E 'il nostro lavoro per fare soldi.

We are smarter and more vicious than that, and we are going to survive.
Una voce fuori dal coro, una provocazione o in queste frasi arroganti è nascosta una pur piccola verità?
Siamo Wall Street. E 'il nostro lavoro per fare soldi.

We are smarter and more vicious than that, and we are going to survive.
Una voce fuori dal coro, una provocazione o in queste frasi arroganti è nascosta una pur piccola verità?
giovedì 20 ottobre 2011
Amore indeducibile
Il giorno 11/11/11 alle 21.30, nell'auditorium del Sole in Via Monte Rosa 91 a Milano, grande concerto dei Ciapp-ter ileven, campioni indiscussi del pop tributario.
L'incasso (offerta libera) è devoluto a Nutriaid (combatte la malnutrizione infantile in africa)
Qui sotto, i Ciapp-ter ileven ne: Il pianto del contabile, ovvero Amore indeducibile
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mercoledì 19 ottobre 2011
Banca Italia: abolire le Province!

Per chi volesse approfondire può scaricare il Quaderno n. 823 - Sull’ampiezza ottimale delle giurisdizioni locali: il caso delle province italiane
Riprendo dalla sintesi dell' Ufficio Studi di Banca d'Italia:
"Il numero ottimale di giurisdizioni locali è quello che media tra due esigenze opposte.
Un aumento della numerosità riduce sia la dimensione del territorio servito dall’ente locale sia la distanza tra centro di erogazione di beni pubblici e luoghi di consumo. Questa diminuzione può migliorare l’azione dell’ente locale se vi sono, ad esempio, preferenze differenziate nel territorio. D’altro canto, una crescita del numero degli enti locali è costosa se esistono economie di scala nella fornitura dei beni pubblici.
I
risultati indicano che, nell’esperienza degli anni ’90, l’introduzione di nuove
province non ha prodotto benefici significativi in termini di sviluppo
economico e di capitale umano per i comuni coinvolti."
WOMEN ON BOARDS IN ITALY

Dall'analisi degli organi amministrativi emergono due modelli molto differenti. Da un lato, la presenza di amministratrici che hanno legami familiari con l'azionista di riferimento è più frequente in società di minore dimensione, a proprietà concentrata e operanti nel settore dei consumi. Dall'altro, amministratrici non legate all'azionista di controllo siedono nei board di società a proprietà diffusa o estera, operanti nei settori dell'information technology o delle telecomunicazioni e caratterizzate da amministratori più indipendenti e mediamente più giovani.
L'analisi approfondisce l'esistenza di eventuali relazioni tra presenza femminile e alcune misure di performance e buona governance delle società. Mentre non sembra emergere alcuna relazione statisticamente significativa quanto alle prime, il legame tra presenza di amministratrici e alcune semplici proxy di buon funzionamento del board è negativo.
L'analisi svolta a mio parere dimostra soltanto che non basta imporre il politicamente corretto, bisogna fare molta attenzione alla sua applicazione.
Da sempre contrario alle quote rosa credendo nel merito e non nel genere come criterio di selezione mi chiedo perchè almeno non proviamo a coniugare la normativa sulle quote rosa di prossima applicazione innestandola sulle figure degli amministratori dipendenti e degli organi di controllo.
La proprietà (gli azionisti) potranno continuare a decidere in tutta libertà da chi farsi amministrare. Se amministratore donna deve esserci sia almeno amministratore indipendente con curriculum appropriato (docente universitario, manager con esperienza mutlinazionale, professionista, ecc..) e non legato in alcun modo alla famiglia dell'azionista di maggioranza.
In questo modo aiuteremmo anche a definire la figura dell'amministratore indipendente che forse è meritevole di ben altra tutela.
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alle
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martedì 18 ottobre 2011
Indignati? basta rileggere Einaudi

Ricordo inoltre che domenica 30 ottobre cadrà il 50° anniversario della morte di Luigi Einaudi, il più illustre cittadino Doglianese a cui questa terra di Langa ha dato i natali, non solo per storia ed affetti, ma soprattutto per valori morali ed intellettuali.
In questi giorni mi chiedo se chi tanto contesta Banca d'Italia ha mai sentito parlare di Luigi Einaudi, del coraggio e della correttezza di Paolo Baffi e di Mario Sarcinelli.
Riporto alcuni estratti di un Governatore della Banca d'Italia che tanto a dato a questo Paese e che le piazze oggi paiono aver dimenticato.
Quando non si fa giustizia, le leggi non sono osservate, nemmeno quelle tributarie, e gli stati vanno alla perdizione. Gli italiani vogliono invece, tutti, la ricostruzione del paese che essi amano sovra ogni altro al mondo.
Libera concorrenza
La pianta della concorrenza non nasce da sé, e non cresce da sola; non è un albero secolare che la tempesta furiosa non riesce a scuotere; è un arboscello delicato, il quale deve essere difeso con affetto contro le malattie dell'egoismo e degli interessi particolare, sostenuto attentamente contro i pericoli che da ogni parte lo minacciano sotto il firmamento economico.
Imprenditori
Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e
risparmiano nonostante tutto quello che possiamo inventare per molestarli,
incepparli, scoraggiarli.
E' la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la
sete di denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria
azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più
vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di
progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano
imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e
investono tutti loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più
modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri
impieghi.
Accertamenti fiscali:
Semplificare il groviglio delle imposte sul reddito è la condizione essenziale affinché gli accertamenti cessino di essere un inganno, anzi una farsa.
Rapporto Stato cittadino
Affinché i contribuenti siano onesti, fa d’uopo anzitutto sia onesto lo stato… Oggi, la frode è provocata dalla legge
Il sistema fiscale
Il sistema fiscale deve essere di stimolo e non di remora a chi lavora e produce.
La molteplicità, l’intrico, le sovrapposizioni sono oramai giunte a tale stremo, che nessuno ci si raccapezza più. La gente tira a non pagare; i procuratori ai diversi generi di imposte, disperati per la fatica disumana di applicare tante imposte diverse e di compilare e copiare ruoli a non finire, giuocano a mosca cieca; le commissioni giudicatrici dei ricorsi hanno una massa enorme di arretrati da liquidare; il catasto edilizia, il quale prometteva tanta scoperta di materia imponibile ignota, è rimasto arenato quand’era quasi giunto al traguardo; e, come conclusione finale, le imposte dirette rendono troppo poco in più di quanto fruttavano nel 1939 mentre dovrebbero rendere, a causa della svalutazione monetaria, almeno dieci volte tanto.
Non si aboliscono leggi sbagliate ma se ne fanno di nuove
Il rimedio antico ed accettato al malanno è noto: poiché le vecchie imposte non rendono quanto debbono, se ne creino delle nuove. Insieme con l’avocazione dei profitti di regime, mi pare di aver contato almeno sei imposte gravanti tutte sul medesimo oggetto, che sono i guadagni ottenuti tra il 1939 ed il 1945, con diaboliche indicibili sovrapposizioni e confusioni. Il legislatore, disperando di cavare quel che si dovrebbe dalle imposte ordinarie, inventa nuovi balzelli, nuovi tormenti e nuovi tormentati. Se però le vecchie imposte rendono poco perché è male accertata la loro materia imponibile, non c’è speranza che gli accertamenti ai fini delle nuove imposte siano migliori. Si costruisce sulla sabbia mobile ed i frutti avranno sapore di tosco: disillusioni per la finanza e scoraggiamento per i contribuenti. Il contrario di quel che si dovrebbe fare per la ricostruzione economica e sociale del paese.
Lotta all'evasione solo attraverso un prelievo equo
Anche gli italiani sono disposti a plaudire al giudice – ma sia il giudice ordinario ed indipendente – il quale mandi in galera il contribuente frodatore, alla pari di ogni altro delinquente. Ma perciò occorre che il peso dell’insieme delle molte inspiegabili imposte sul reddito sia ridotto ad un limite ragionevole. A partire dall’operaio e dal bracciante ad andare sino al grande industriale o proprietario tutti devono e sono disposti a pagare; ma siano imposte, le quali vadano, ad es., dal 4 al 40 per cento su redditi bene accertati. Una sola o due imposte; una reale alla base ed una complementare progressiva possono bastare a fruttare assai di più di quanto non frutti l’imbrogliato amalgama incoerente delle imposte odierne
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venerdì 7 ottobre 2011
Lezioni e convegni: prossime date.

L'attività formativa partita in sordina negli ultimi due o tre anni ha subito una importante accellerazione rappresentando un forte impegno ma anche un interessante momento di confronto coi colleghi ed un banco di prova per la nostra preparazione.
Due i principali filoni su cui stiamo via via sempre più focalizzando la nostra attività di Studio:
- Perizie di stima ed operazioni straordinarie (sia in ottica di acquisizione sia di tutela del patrimonio sia in ottica di risanamento o prefallimentare). Nei prossimi convegni cercherò di dedicare uno spazio maggiore alle procedure prefallimentari che ormai purtroppo risultano molto frequenti.
- Strategia, gestione e marketing dello studio professionale: condividiamo ormai già da qualche tempo la nostra esperienza e ci confrontiamo con molti colleghi ed istituzioni. Studio Panato è diventato un caso di studio analizzato in libri e convegni. I nostri interventi son sempre molto aperti al dialogo e al confronto e diventano per noi stessi un utile strumento per testare i nuovi progetti di Studio.
Data: 25/10/2011
Lezione su Affitto d'azienda
Milano - Università Bocconi (Scuola alta formazione)
Data: 16/11/2011
Perizie di stima e valutazione d'azienda nelle operazioni di finanza straordinaria
Verona - UNGDCEC
Data: 21/11/2011
Perizie di stima e valutazione d'azienda nelle operazioni di finanza straordinaria
Brescia - Associazione dottori commercialisti
Data: 12/12/2011
Strategia, gestione e marketing dello studio professionale
Parma - Acer Parma
Data: 14/12/2011
Strategia, gestione e marketing dello studio professionale
Tavola rotonda che conclude il ciclo di lezioni della master class per gli studi professionali
Milano - Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti contabili.
Un fine anno particolarmente impegnativo, ma i convegni saranno utilizzati sia per testare gli argomenti di maggiore interesse in vista della nuova edizione (la terza) di Perizie di Stima, sia dal punto di vista di gestione studio per un nuovo ed importante progetto su cui abbiamo da poco iniziato a lavorare con partner importanti.
Non ultimo saranno una bella occasione per rivedere colleghi ed amici.
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giovedì 6 ottobre 2011
Unire i puntini

Arriva un punto in cui ti rendi conto che imprenditore, professionista o operaio conta soprattutto la persona e ciò che questa persona sa apprendere e ridare trasformandolo in amore per le persone che ci circondano, per quello che siamo per ciò che facciamo. Il fondatore di Apple è stato una persona generosa.
Il discorso di Steve Jobs a Stanford
Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.
La prima storia è sull’ unire i puntini.
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?
Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?
E’ cominciato
tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di
college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con
determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che
tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e
sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che
avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i
miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata
nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non
previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre
biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio
padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per
l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori
adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al
college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti
i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo
sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di
quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse
aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei
genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi
di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto
difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle
migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college,
potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai
invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.
Non è stato tutto rose e fiori, però.
Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul
pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore
le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e
poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera,
camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon
pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho
trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza
prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.
Il Reed College all’epoca offriva
probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia.
Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era
scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi
ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a
scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della
differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di
che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un
modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello,
storico e io ne fui assolutamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva
alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi,
dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò
tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer
dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il
college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe
probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font
spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è
probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle
capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a
frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere
quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca
in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è
diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare
all’indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti;
potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in
qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in
qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa.
Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre
fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a
proposito dell’amore e della perdita.
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.
Non ho saputo davvero cosa fare per
alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori
prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata
passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver
rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in
considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa
lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto.
L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa.
Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di
ricominciare da capo.
Non me ne accorsi allora, ma il fatto
di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse
succedere. La pesantezza
del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un
debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti
consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi
fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi
innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si
è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story,
e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un
significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono
ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale
rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto
questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una
medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche
volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però.
Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato
l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro
che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte
della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare
quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è
amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non
accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo
troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a
mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo
avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto
della morte.
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.
Ricordarsi che morirò presto è il più
importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte
della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità,
tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire –
semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello
che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per
evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere.
Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.
Più o meno un anno fa mi è stato
diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e
questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche
che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro
che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se
avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di
prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi
mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo.
Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che
per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi
a dire i tuoi “addio”.
Ho vissuto con il responso di quella
diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il
risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola,
attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas
e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie –
che era là – mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il
microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava
di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho
fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Questa è stata la volta in cui sono
andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche
decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di
cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e
dirvi:
Nessuno vuole morire. Anche le
persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E
anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno
gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta
probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento
della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete
voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e
sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.
Il
vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun
altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i
risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle
opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di
tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione.
In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto
è secondario.
Quando ero un ragazzo c’era una
incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una
delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto
lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco
poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e
del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici
e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile,
35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante
di concetti chiari e fantastiche nozioni.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono
vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro
percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni
Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era
una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada
dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza
avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli.
Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre
augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita,
lo auguro a voi.
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mercoledì 5 ottobre 2011
Studi di Settore: ci eravamo tanto amati...

Cosa sono:
Gli studi di settore, elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente.
Individuano, a tal fine, le relazioni esistenti tra le variabili strutturali e contabili delle imprese e dei lavoratori autonomi con riferimento al settore economico di appartenenza, ai processi produttivi utilizzati, all’organizzazione, ai prodotti e servizi oggetto dell’attività, alla localizzazione geografica e agli altri elementi significativi (ad esempio area di vendita, andamento della domanda, livello dei prezzi, concorrenza, ecc.).
Gli studi di settore sono utilizzati dal contribuente per verificare, in fase dichiarativa, il posizionamento rispetto alla congruità (il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, tenuto conto delle risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica) e alla coerenza (la coerenza misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore), e dall’Amministrazione finanziaria quale ausilio all’attività di controllo.
Perchè dovremmo amarli
Inizialmente gli studi di settore rappresentavano poco più che una segnalazione all'agenzia delle entrate per attivare maggiori controlli. Ancora in fase sperimentale non rappresentavano presunzioni difficili da confutare ed indicavano ricavi e quindi redditi minimi ragionevoli.
In sostanza il patto Stato/cittadino si poteva cosi riassumere: l'Agenzia risparmiava i controlli sulle aziende di minori dimensioni e quindi per definizione meno "interessanti" per il fisco, garantendosi comunque un gettito minimo concordato con le principali categorie imprenditoriali che il contribuente era disposto a pagare anche adeguandosi pur di non avere controlli fiscali..
Basandosi su indicatori statistici storici in una situazione economica stabile garantiscono una sufficiente approssimazione e lasciano comunque al fisco mani libere per ulteriori controlli più approfonditi.
Inutile dire che invece passando da anni di crescita ad anni di crisi tutte le presunzioni storiche soffrono di grave inattendibilità.
Nei primi anni restavano quindi semplicemente uno strumento di ausilio all'attività di controllo.
Perchè non li amiamo più
Col tempo la naturale funzione di "indicatore" per l'accertamento si è evoluta impropriamente in un innalzamento più o meno forzoso, più o meno presuntivo (sulla forza di tali presunzioni si dibatte da tempo con forti resistenze da parte delle commissioni tributarie nell'accettarne la debolezza) della base imponibile delle PMI.
Lo stesso dialogo con gli uffici si è fatto spesso più difficile e si è costretti a ricorsi faticosi e costosi per il contribuente anche quando trova riconosciute le sue ragioni in commissione tributaria.
Spesso l'atteggiamento dell'Ufficio, a sua volta pressato da obiettivi di gettito, è quello di transare su cifre più ragionevoli recuperando comunque qualcosa ai danni del contribuente.
Si è persa quindi la logica iniziale di controllo e si è perso il corretto atteggiamento nei confronti del contribuente. L'ufficio ormai troppo spesso non tende ad accertare la reale situazione ma, cosiderandosi erroneamente controparte del contribuente, tende a proporre una transazione a lui favorevole.
Gli Uffici finanziari troppo spesso dimenticano che dovrebbero assistere il contribuente nel corretto pagamento delle imposte. In un mondo perfetto dovrebbero suggerire al contribuente la documentazione da proporre per aiutarli ad accertare l'attendibilità del reddito dichiarato. Lo strumento dell'autotutela introdotto anni fa andava proprio in questa direzione (se gli uffici si accorgono di aver effettuato un errore dovrebbero voler esercitare l'autotutela e modificare l'atto impositivo a favore del contribuente).
Non sto ovviamente parlando di tollerare gli evasori, ma l'obiettivo deve essere quello di individuare la correttezza del reddito imponibile dichiarato, non quello di aumentare il gettito per l'erario.
Per assurdo il contribuente onesto dovrebbe auspicare controlli frequenti proprio per garantirsi la tranquillità fiscale. Perchè oggi questo non avviene? Forse proprio perchè non ci si fida degli uffici (che poi spesso ovviamente altro non fanno che applicare una normativa ostile) e si temono pesanti sanzioni per qualche irregolarità formale.
Non entro poi ne sulla qualità delle commissioni tributarie ne sulla follia degli accertamenti esecutivi di cui abbiamo già parlato più volte su questo blog.
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domenica 2 ottobre 2011
La vergogna dei nuovi accertamenti: prima paghi poi ti difendi!
Il commento malinconico dell'autore del blog
Il giorno dunque è arrivato. Gli avvisi di accertamento inviati dall'Agenzia delle Entrate dono immediatamente (o quasi) esecutivi.
Distruggendo quel poco di diritto che era rimasto in questo Paese siamo arrivati al punto che "prima paghi e poi ti difendi". Ne avevo già parlato in un precedente post estivo in seguito alla presa di posizione di molte associazioni imprenditoriali.
La cosa più triste è che ormai non riesco neanche più ad arrabbiarmi.
Il giorno dunque è arrivato. Gli avvisi di accertamento inviati dall'Agenzia delle Entrate dono immediatamente (o quasi) esecutivi.
Distruggendo quel poco di diritto che era rimasto in questo Paese siamo arrivati al punto che "prima paghi e poi ti difendi". Ne avevo già parlato in un precedente post estivo in seguito alla presa di posizione di molte associazioni imprenditoriali.
La cosa più triste è che ormai non riesco neanche più ad arrabbiarmi.
La normativa
Dal 1° ottobre gli avvisi di accertamento
inviati dalle Entrate saranno immediatamente esecutivi. Si dovrà pagare subito
1/3 di quanto contestato, entro il termine per la presentazione del ricorso.
Quali tributi: il nuovo regime
riguarda solo i tributi e i periodi d'imposta previsti dalla norma per i quali
si procede con atto di accertamento. Tali tributi sono: le imposte sui redditi,
le relative addizionali, l'Iva e l'Irap.
Quali periodi di imposta: I periodi
d'imposta sono quelli relativi al periodo in corso al 31 dicembre 2007 e a
quelli successivi. Sono esclusi, ad esempio, i tributi doganali e i tributi
indiretti diversi dall'Iva.
Effetti sui tempi di pagamento della sospensione feriale e
dell'istanza di adesione: per gli accertamenti da oggi
esecutivi rilevano sia la sospensione feriale sia l'eventuale proposizione
dell'istanza di adesione che spostano i termini per la presentazione del
ricorso con ovvie conseguenze anche per il pagamento di quanto dovuto (indicazione
che l'Agenzia delle Entrate ha fornito agli uffici periferici con una nota
interna).
Nuovi accertamenti (post 1 ottobre): gli uffici non dovranno più emanare le cartelle esattoriali in
quanto l'atto di accertamento diventa esecutivo una volta trascorsi i termini
per presentare ricorso.
Trascorsi 60 giorni dalla notifica, l'atto, che deve contenere l'intimazione ad
adempiere, diventa esecutivo. Il contribuente deve pagare le somme dovute entro
il termine per presentare ricorso. In caso contrario, l'atto di accertamento
deve avvertire che, decorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, la
riscossione delle somme passa all'agente della riscossione anche ai fini
dell'esecuzione forzata.
Vecchi accertamenti (ante 1 ottobre): restano in vigore le vecchie regole della notifica dell'avviso
di accertamento, della iscrizione a ruolo e della successiva notifica della
cartella esattoriale.
Nuovo regime dei minimi tra opportunità e dubbi

Le criticità e i dubbi sono molti, e se si pensa che hanno radicalmente modificato alcuni comparti del diritto tributario le incertezze aumentano.
L’Agenzia delle Entrate, in particolare, non ha ancora fornito chiarimenti sulla nuova disciplina del regime dei minimi (scarica gratis la guida al regime dei contribuenti minimi)né emanato gli annunciati provvedimenti attuativi determinando obiettiva incertezza in contribuenti e professionisti.
L’art. 27 comma 3 del DL 98/2011 ha comunque previsto che tali soggetti possano beneficiare comunque di alcune agevolazioni, a condizione che possiedano tutte le caratteristiche, previste dai commi 96 e 99 della L. 244/2007, necessarie per la fruizione del previgente regime dei minimi come ad esempio:
- ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro;
- beni strumentali nel triennio precedente non superiori a 15.000 euro;
- non assunzione di lavoratori dipendenti.
Limitazioni del regime per età anagrafica.
Ad oggi la dottrina propende per la seguente interpretazione, sempre in attesa di conferme da parte dell’Agenzia: possibilità per il contribuente di beneficiare del regime per 5 anni a prescindere dall’età in cui si inizia l’attività; se al termine di tale periodo, non sono stati ancora compiuti 35 anni, il contribuente può continuare ad utilizzarlo fino al compimento del 35° anno di età.
Contribuenti minimi strutturalmente a credito
Dal 2012 i professionisti che potranno continuare ad usufruire delle agevolazioni previste dal regime dei minimi risulteranno strutturalmente a credito nei confronti dell'erario a causa della differenza di aliquota fra le ritenute in acconto (20%) e l'imposta sostitutiva del 5%.
Ancora dubbi per gli ex minimi
Sul regime fiscale dei contribuenti inquadrabili come ex minimi l'Agenzia delle Entrate ha confermato che a partire dal 1°gennaio 2012 si renderanno applicabili le regole ordinarie di determinazione del reddito imponibile destinate alle imprese e ai lavoratori autonomi. Ad oggi manca infatti una disciplina specifica destinata ai soggetti che pur rientrando nei minimi non possono più beneficiare del regime o ne fuoriescono.
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