Con il termine turnaround si intende, nell'ambito aziendale, il piano di risanamento e di ristrutturazione profonda di una azienda in crisi. Il turnaround verte su due momenti, il primo volto a porre termine alle cause, ove possibile, che hanno portato alla crisi dell'azienda, il secondo teso al perseguimento di un piano di recupero della redditività.
Sotto le slide di una mia lezione per la Scuola di FInanza Aziendale della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano.
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Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
lunedì 30 aprile 2012
venerdì 27 aprile 2012
YPBPR 2012: Scuola di Alta Formazione per Amministratori Pubblici Under 35

YPBPR 2012 sta per Youth Politicians’ Best Practice e nasce nel 2011 come un convegno per giovani amministratori nel quale i relatori esponevano le loro “Buone Pratiche”. L’evento patrocinato dalla quasi totalità dei comuni di Brescia, dalla Provincia e dalla Regione Lombardia ha avuto un discreto successo nonché un diffuso interesse nel voler proseguire e sviluppare questa esperienza.
Nasce così l’idea di voler realizzare, avendo come sede la splendida Villa Alba, la prima Scuola di Alta Formazione non-partisan per Amministratori Pubblici Under 35 con contenuti esclusivamente tecnici e non istituzionali. La possibilità di fornire, anche a chi non ha i mezzi economici, una formazione tecnica di alto livello, è la mission che il team organizzativo si pone, opportunità che manca nel panorama italiano.
La Scuola concentrata in 3 giorni si terrà verso fine Settembre, nel week end del 21-23 o 28-30 Settembre, e prevede 24 ore di docenza che tratteranno i seguenti temi:
- Diritto pubblico e amministrativo
- Tecniche di comunicazione
- (E)government, (E)Democracy, Open Government
- Smart Cities
- Scenari
- Buone prassi
Partner dell'iniziativa son ANCI Giovane e, cosa che mi fa immensamente piacere, la Fondazione Luigi Einaudi. Le borse di Studio coprono interamente il costo della scuola per i partecipanti grazie agli sforzi del Comune di Gardone e dei docenti a cui andrà un semplice rimborso spese (lo preciso solo perchè visto che si parla di politica in questo periodo è meglio chiarire....).
Ps tra i docenti, del tutto immeritatamente, figuro anche io.
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Monti, Friedman e la disoccupazione
Una frase, un paradosso a cui è difficile aggiungere qualcosa.
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giovedì 26 aprile 2012
Non chiamatele start up

- Aumento
delle aliquote contributive della Gestione Separata INPS.
- l'articolo 12 della delega sulla riforma
fiscale che si propone di assimilare fiscalmente l'attività professionale a
quella d'impresa, con l'applicazione di un'unica imposta"imprenditoriale"
su un reddito che potrebbe anche essere determinato con il criterio di
competenza e non più con quello di cassa (quindi tassato anche in caso di
mancato incasso).
- le norme per contrastare le false partite IVA contenute
nel DDL sulla Riforma del diritto del lavoro che nei fatti rischiano di creare
non pochi problemi a quei lavoratori
autonomi (penso soprattutto ai settori
della consulenza e dell’informatica), che tali sono e tali
vogliono continuare ad essere.
La
presunzione di subordinazione prevista dall'articolo 9 del Ddl fa scattare
l'obbligo di assunzione quando si verificano due su tre delle seguenti
fattispecie:
- una percentuale del 75% del
reddito complessivo percepito dallo stesso datore di lavoro (anche
nel caso in cui le fatture siano emesse a soggetti diversi ma
riconducibili alla stessa attività imprenditoriale);
- oltre sei mesi di durata del
rapporto di lavoro
- l'utilizzo di postazioni di
lavoro in una sede del committente.
Pare sia inoltre allo studio una franchigia del 6% sul totale dell'organico di un'azienda per le assunzioni con contratti a termine senza causale per 36 mesi ( Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/EiP2m). Inutile sottolineare come questa franchigia vada a tutelare solo le grandi imprese escludendo di fatto la gran parte delle PMI. Franchigia che pare inoltre non avere molto senso (es. puoi esser fuori legge ma poco )
Nel dubbio molti probabilmente preferiranno costituire una società, magari sfruttando l’occasione delle SSRL società semplificate a responsabilità limitata. In tal caso però, vi prego, non chiamatele start up, evitiamo i titoloni sui giornali trasudanti ottimismo per la crescita impetuosa di nuove società. Non è crescita, solo burocrazia.
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mercoledì 25 aprile 2012
Profesionisti: il low cost non lo si fa per strada

Parole come no profit e low cost che mi hanno sempre insospettito qui assumono un altro significato. Grande professionalità e passione (almeno per quel poco che ho avuto occasione di vedere)
Un marketing dei servizi davvero interessante. Mi stavo studiando una ricerca Bocconi in merito (in realtà giusto scaricata ma "da leggere") ed ecco che per caso mi trovo proprio in uno dei centri analizzati dall'Università.
La cosa grandiosa a mio parere è che non ci sono volontari. I medici sono pagati, da quanto ho capito, come nel pubblico (ospedali per intenderci) chi rinuncia al guadagno che viene tutto reinvestito è l'investitore. Tutto è basato sull'organizzazione, sulla professionalità e sulla qualità del servizio.
Mi piacerebbe conoscere le esperienze dei pazienti, se confermano o meno l'immagine che la struttura mi ha trasmesso. Di certo è interessante scoprire che esistono altre strade, forse più interessanti per le libere professioni rispetto ad i negozi su strada.
Se pensiamo ai soldi buttati nella sanità pubblica ed agli scandali di questi giorni è quasi uno schiaffo.
Sotto un breve memo e qualche riferimento sia per i lettori sia per me in vista dei lavori di Studio.
Il Centro Medico Santagostino, poliambulatorio medico, inaugura nel 2009 la sua sede e le sue attività, proponendo un nuovo modello di offerta medica.
Il progetto del Centro si propone di interpretare un bisogno sanitario emergente e diffuso: una medicina specialistica di alto livello anche in aree attualmente poco coperte dal servizio sanitario pubblico come l’odontoiatria, la psicoterapia, la logopedia e la fisioterapia, a costi accessibili a tutti, rapida nell’intervento, attenta ai bisogni anche relazionali del paziente.
Il Centro vuole essere qualcosa di più di un tradizionale poliambulatorio: un vero e proprio “luogo della salute” dove le persone si sentano accolte. In questo senso il Centro pone grande attenzione, non solo alla qualità della visita, ma anche all’erogazione di servizi di orientamento e assistenza per accompagnare la persona nel percorso di cura, inclusa l’attivazione della rete di servizi sociosanitari pubblici e del privato sociale.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con alcuni medici milanesi di comprovata esperienza nella struttura pubblica. Oggi al Centro operano oltre 130 medici e professionisti provenienti dalle più importanti strutture sanitarie pubbliche della città, l’offerta copre oltre 30 specialità mediche, ha un portafoglio di oltre 20.000 pazienti.
Assolowcost ha elaborato, attraverso il contributo di un Comitato Scientifico di elevato prestigio, i criteri classificatori del Low Cost di Qualità. Tali criteri individuano tre parametri fondamentali:
- un parametro economico secondo il quale il prezzo medio dei prodotti/servizi commercializzati deve essere significativamente inferiore rispetto al prezzo medio di mercato nel corso dell’intero anno ed in relazione al settore d’appartenenza;
- un parametro produttivo in base al quale viene analizzato in che modo l'azienda perviene ad un risparmio sui costi al fine di assicurare la massima trasparenza nei confronti del mercato
- un parametro etico basato sul rispetto del codice etico emanato dall’associazione che rappresenta una vera e propria guida deontologica al comportamento delle imprese associate
Essere aziende associate ad Assolowcost significa dunque poter comunicare al mercato di aver avuto la capacità di ridurre i prezzi offrendo al contempo un elevato mix di valore all’intero mercato attraverso l’adozione di business model innovativi e nel pieno rispetto dei più elevati principi etici e di responsabilità sociale d’impresa.
Il modello di business degli operatori sanitari low cost ma di qualità
Il modello di business si fonda sui seguenti fattori di successo:
- comunicazione trasparente sulle tariffe applicate alle diverse prestazioni sanitarie
- massima attenzione alle procedure di accesso e di prenotazione delle visite, queste ultime attivabili con l’ausilio di diversi canali remoti;
- focalizzazione su alcune prestazioni sanitarie allo scopo di perseguire economie di scala necessarie per contenere i costi totali;
- utilizzo di sistemi normati per garantire alti livelli di qualità;
- revisione delle procedure di acquisto di materiali e stipula di accordi di fornitura con aziende in una logica di partnernariato.
Un aspetto fondamentale e comune alle diverse esperienze di offerta di servizi sanitari low cost ma di qualità, è rintracciabile nel ruolo del passaparola come veicolo di comunicazione. Si tratta di sfruttare i vantaggi offerti dalla volontà del cliente di condividere con altri le esperienze positive, ottenute da un servizio che ha mantenuto le promesse. Affinché il passaparola sia efficace, occorre che il messaggio sia onesto ed eticamente corretto.
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martedì 24 aprile 2012
Marketing per gli studi professionali

Se decidete di partecipare e siete lettori di questo blog fatevi riconoscere ;-)
Chi fosse interessato sotto può trovare qualche informazione in più.
Descrizione del Corso
2 incontri il 4/05 e il 10/05/2012 - 8 c.f.p. in materia obbligatoria agli iscritti ODCEC
Sviluppare la propria attività è a maggior ragione di questi tempi un tema centrale per gli studi professionali. Le modalità con cui farlo non sono però più quelle di un tempo: il passaparola considerato da sempre la via migliore per acquisire nuovi incarichi non si sviluppa più in maniera spontanea ma deve essere opportunamente alimentato. Non solo. Anche i criteri di scelta di uno studio/professionista sono cambiati e l’esperienza di molti commercialisti dimostra che la presenza online –se opportunamente gestita- è foriera di quelle preziose relazioni che si tramutano poi in opportunità professionali.
Il corso intende inquadrare il tema del business development e
illustrare che caratteristiche hanno e come si gestiscono i principali
strumenti di comunicazione online, incominciando dal sito, passando per i
blog fino ad arrivare ai social media.
Dove e quando
Gli incontri si terranno a Milano, presso la Sala Convegni di Corso Europa 11, dalle ore 14.30 alle ore 18.30 i giorni 4 e 10 maggio 2012.
Visualizza il programma dettagliato del corso e la scheda di iscrizione
Gli incontri si terranno a Milano, presso la Sala Convegni di Corso Europa 11, dalle ore 14.30 alle ore 18.30 i giorni 4 e 10 maggio 2012.
Visualizza il programma dettagliato del corso e la scheda di iscrizione
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lunedì 23 aprile 2012
Progetto ELITE di Borsa Italiana

Vi segnalo un progetto interessante. Il cui ritorno sull'impresa supererà fin da subito l'investimento (che pare abbastanza modesto a dire il vero fatta eccezione per il tempo da dedicarci). E' un progetto che mi incuriosisce molto e che seguirò con attenzione.
Le piccole e medie imprese hanno bisogno di nuovi strumenti che le aiutino a sviluppare i loro progetti e che permettano di affrontare tutti i cambiamenti che ogni giorno si verificano nel loro settore.
ELITE offre alle aziende nuove opportunità, oltre ad aiutarle ad accrescere visibilità, produttività ed efficienza. Perché queste opportunità si realizzino è necessario però un cambiamento culturale e organizzativo, che sta sempre alla base di tutti i processi di innovazione e sviluppo imprenditoriale.
PRIMA FASE: preparazione che stimola il cambiamento, attraverso un percorso innovativo che coinvolge imprenditori, manager di successo ed esperti. 8 giornate organizzate in 4 moduli, coordinate da Academy di Borsa Italiana e dall’Università Bocconi forniranno gli strumenti operativi necessari.
SECONDA FASE: vengono applicati concretamente tutti i suggerimenti e le linee guida acquisiti durante la fase precedente. L’impresa potrà individuare le aree di miglioramento sulle quali lavorare e puntare ad ottenere così, una volta completato l’allenamento, il Certificato di Qualità ELITE che identifica chi si distingue per eccellenza ed è pronto per la fase Get Value.
TERZA FASE: Dal primo giorno di ingresso in ELITE, l’impresa riceverà un ampio supporto anche a livello marketing e comunicazione. Sarà coinvolta in tutte le iniziative per rafforzare il brand e posizionamento nei confronti di investitori, clienti, fornitori e altri stakeholders.
Dopo aver ottenuto il Certificato di Qualità ELITE, avrà accesso a una selezionata community internazionale di investitori, professionisti e imprese.
Una società ELITE è più trasparente, più efficiente, più visibile e più attraente per i potenziali investitori, per questo potrà cogliere esclusive opportunità di business e networking con:
- private equity e investitori istituzionali
- sistema bancario
- imprenditori e management di gruppi quotati
- rete di professionisti di Borsa Italiana al servizio dell’impresa.
Il sito web di ELITE garantirà la massima visibilità nei confronti dei target di interesse più strategici per l’impresa. Le società
ELITE saranno inoltre visibili anche sulle principali testate
giornalistiche nazionali e locali in occasione del momento di ingresso
nel Programma ELITE e di comunicazione dei propri risultati.
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giovedì 19 aprile 2012
Startup o RESTART?
Ne scrivo già da un pò, e da un paio d'anni ho iniziato a parlarne nei vari convegni a cui mi capita di partecipare come relatore: BISOGNA RIPRENDERE A PENSARE COME START UP!
Non possiamo dare colpa alla crisi o abboccare al marketing politico di ministri che vedono come naturale la morte dell'impresa e si innamorano della new economy senza aver capito che new ormai non è più da tempo.
Torno sull'argomento grazie a tre post tanto interessanti quanto ben scritti:
Non possiamo caro Ministro Passera buttare risorse e competenze. Sarà meno alla moda ma qui oltre alle start up dobbiamo lavorare per il RESTART.
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Non possiamo dare colpa alla crisi o abboccare al marketing politico di ministri che vedono come naturale la morte dell'impresa e si innamorano della new economy senza aver capito che new ormai non è più da tempo.
Torno sull'argomento grazie a tre post tanto interessanti quanto ben scritti:
- il primo di Mauro Lupi (gli sono debitore del titolo).
- il secondo di Woman in Business
- il terzo di Avvelenata
Non possiamo caro Ministro Passera buttare risorse e competenze. Sarà meno alla moda ma qui oltre alle start up dobbiamo lavorare per il RESTART.
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martedì 17 aprile 2012
Far finta di essere sani
Vivere, non riesco a vivere
ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.
Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.
Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...
In questo Paese mancano i sogni, nel Paese dei poeti, naviganti e sognatori, proprio mentre oggi a Milano apre trionfante il salone del mobile e del design, sogni e speranze si spengono.
E' un peccato, certo per fare impresa bisogna esser un pò matti, ma noi siamo la terra di Colombo e Galileo che se non eran matti loro...
Ed io lo voglio dire, ho fiducia, faccio fatica ma ho fiducia. C'è molto da fare, contro tutto e tutti certo, ma c'è molto da fare.
E' bellissimo vedere il mondo con gli occhi di mio figlio che sta per compiere un anno, la sua curiosità, la forza di vedere le cose in maniera diversa, i faretti di casa d'improvviso diventan stelle... e quella manina che si agita con forza, con rabbia se non riesce a costruire come vuole lui, sempre protesa verso qualcosa o qualcuno per conoscere e per stupirsi.
Forse è un pò questo che manca, questa voglia di scomporre e rivedere le cose ....
Bisogna smettere di fare finta che nulla sia cambiato, il mercato è difficile e la crisi c'è, proprio per questo solo smettendo di far finta potremmo riuscire a cambiare la nostra impresa.
C'è molto da fare e dobbiamo riprendere a sorridere e a sognare, con forza e con rabbia se occorre....
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ma la mente mi autorizza a credere
che una storia mia, positiva o no
è qualcosa che sta dentro la realtà.
Nel dubbio mi compro una moto
telaio e manubrio cromato
con tanti pistoni, bottoni e accessori più strani
far finta di essere sani.
Far finta di essere un uomo con tanta energia
che va a realizzarsi in India o in Turchia
il suo salvataggio è un viaggio in luoghi lontani
far finta di essere sani.
Far finta di essere...
In questo Paese mancano i sogni, nel Paese dei poeti, naviganti e sognatori, proprio mentre oggi a Milano apre trionfante il salone del mobile e del design, sogni e speranze si spengono.
E' un peccato, certo per fare impresa bisogna esser un pò matti, ma noi siamo la terra di Colombo e Galileo che se non eran matti loro...
Ed io lo voglio dire, ho fiducia, faccio fatica ma ho fiducia. C'è molto da fare, contro tutto e tutti certo, ma c'è molto da fare.
E' bellissimo vedere il mondo con gli occhi di mio figlio che sta per compiere un anno, la sua curiosità, la forza di vedere le cose in maniera diversa, i faretti di casa d'improvviso diventan stelle... e quella manina che si agita con forza, con rabbia se non riesce a costruire come vuole lui, sempre protesa verso qualcosa o qualcuno per conoscere e per stupirsi.
Forse è un pò questo che manca, questa voglia di scomporre e rivedere le cose ....
Bisogna smettere di fare finta che nulla sia cambiato, il mercato è difficile e la crisi c'è, proprio per questo solo smettendo di far finta potremmo riuscire a cambiare la nostra impresa.
C'è molto da fare e dobbiamo riprendere a sorridere e a sognare, con forza e con rabbia se occorre....
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domenica 15 aprile 2012
La trappola dell' alibi!
Ringrazio questo post per avermi fatto conoscere questo video. Prendetevi un paio di minuti e pensate a quante volte noi, la nostra organizzazione, il nostro Paese ci siamo trovati imbrigliati nella pericolosa trappola dell'alibi.
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sabato 14 aprile 2012
Quel gran pasticcio del sindaco unico nelle Srl
Con il varo della legge semplificazioni, n. 35/2012 molte società opteranno per il sindaco unico. La legge contiene infatti una norma che introduce la possibilità del sindaco-revisore unico, con probabile abbattimento dei costi, per le società a responsabilità limitata che hanno l'obbligo del collegio sindacale.
Per optare per il sindaco unico, se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata, è spesso necessario effettuare una modifica statutaria.
Al di là delle polemiche di categoria sulla riduzione del controllo e degli incarichi (coi relativi compensi) il vero nodo che ancora oggi non rende completamente indipendente gli organi di controllo è la nomina sempre e comunque legata al volere dei soci.
I controlli servono e, sono sincero, questa semplificazione la capisco ma non la condivido fino in fondo.
Soprattutto in un periodo di crisi il ruolo del sindaco è particolarmente scomodo.
Leggo certamente una volontà del legislatore di separare sempre di più le due professioni di Commercialista e Revisore a favore di quest'ultima (figura riconosciuta a livello europeo ma mi si consenta in qualche modo meno completa professionalmente. PS chi scrive è sia commercialista sia revisore legale). La norma stessa è scritta male ed usa spesso i termini sindaco e revisore indifferentemente quando ben differenti nell'ordinamento sono competenze e responsabilità.
I problemi di indipendenza restano però ancora tutti li. Nomina in conflitto di interesse.
Per quanto riguarda i controlli ed i relativi costi non riesco a comprendere il disegno del legislatore.
Al di la delle opinioni resta comunque il fatto che, come più volte ribadito su questo blog, le leggi vanno fatte in base ad un disegno coerente di riforma. Se manca la visione continueremo a rattoppare il codice solo sulla spinta delle mille corporazioni.
Disposizioni in materia di controllo societario
Per optare per il sindaco unico, se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata, è spesso necessario effettuare una modifica statutaria.
Al di là delle polemiche di categoria sulla riduzione del controllo e degli incarichi (coi relativi compensi) il vero nodo che ancora oggi non rende completamente indipendente gli organi di controllo è la nomina sempre e comunque legata al volere dei soci.
I controlli servono e, sono sincero, questa semplificazione la capisco ma non la condivido fino in fondo.
Soprattutto in un periodo di crisi il ruolo del sindaco è particolarmente scomodo.
Leggo certamente una volontà del legislatore di separare sempre di più le due professioni di Commercialista e Revisore a favore di quest'ultima (figura riconosciuta a livello europeo ma mi si consenta in qualche modo meno completa professionalmente. PS chi scrive è sia commercialista sia revisore legale). La norma stessa è scritta male ed usa spesso i termini sindaco e revisore indifferentemente quando ben differenti nell'ordinamento sono competenze e responsabilità.
I problemi di indipendenza restano però ancora tutti li. Nomina in conflitto di interesse.
Per quanto riguarda i controlli ed i relativi costi non riesco a comprendere il disegno del legislatore.
- Se le cose son fatte seriamente il sindaco unico si farà assistere da collaboratori con tutti i relativi costi.
- Se lo si considera un costo inutile eliminiamo i controlli senza troppi giri di parole.
Al di la delle opinioni resta comunque il fatto che, come più volte ribadito su questo blog, le leggi vanno fatte in base ad un disegno coerente di riforma. Se manca la visione continueremo a rattoppare il codice solo sulla spinta delle mille corporazioni.
Disposizioni in materia di controllo societario
In vigore dal 10 febbraio 2012
1. L'articolo 2397, terzo comma, del codice civile e' sostituito dal seguente: "Se lo statuto non dispone diversamente e se ricorrono le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'articolo 2435-bis, le funzioni del collegio sindacale sono esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell'apposito registro. L'assemblea provvede alla nomina del collegio sindacale, entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio dal quale risulta che sono venute meno le condizioni per la redazione del bilancio in forma abbreviata. Scaduto il termine, provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato.".
2. All'articolo 2477 del codice civile:
- a) il primo comma e' sostituito dal seguente: "L'atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore. Se lo statuto non dispone diversamente, l'organo di controllo e' costituito da un solo membro effettivo.";
- b) al secondo, terzo, quarto e sesto comma, le parole: "del sindaco" sono sostituite dalle seguenti: "dell'organo di controllo o del revisore";
- c) il quinto comma e' sostituito dal seguente: "Nel caso di nomina di un organo di controllo, anche monocratico, si applicano le disposizioni sul collegio sindacale previste per le società per azioni.".
venerdì 13 aprile 2012
Linee Guida per il contratto di rete
Dopo un anno dal concepimento vede la luce la prima edizione delle Linee guida sul contratto di rete da parte del Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie.
Essa risponde ad un'esigenza di razionalizzazione derivante, almeno in parte, dalla scarna ed incompleta disciplina dettata dal legislatore che ha contribuito alla produzione di una già ricca prassi applicativa, oggetto di uno osservatorio della Fondazione Visentini in collaborazione con RetImpresa e Unioncamere.
Le linee guida costituiscono uno strumento diretto a definire opzioni compatibili con la legislazione, nel tentativo di promuovere una standardizzazione flessibile
Statuto SSRL: società semplificata a responsabilità limitata
Pronto lo statuto della società per i giovani. Il ministero della Giustizia ha messo a punto la bozza di atto costitutivo, ancora soggetta agli ultimi cambiamenti.
Clicca sull'immagine per ingrandire lo Statuto
La bozza di statuto, tengono a sottolineare al ministero della Giustizia, ha assunto una fisionomia “minimalista” sulla base dalla considerazione per cui norme regolamentari non possono adottare opzioni che la disciplina primaria riserva all’autonomia privata. Quindi per quello che lo statuto non dice valgono le normali misure disposte dal Codice civile.
Massimo spazio così, per quanto non scritto esplicitamente, alla libertà di scelta dei soci per quanto riguarda le forme di amministrazione e controllo, a patto però che la figura dell’amministratore sia sempre ricoperta da un socio.
In ogni caso, si chiarisce che il capitale deve essere interamente versato nelle mani degli amministratori e non in banca, come avviene normalmente per tutte le società di capitali.
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La bozza di statuto, tengono a sottolineare al ministero della Giustizia, ha assunto una fisionomia “minimalista” sulla base dalla considerazione per cui norme regolamentari non possono adottare opzioni che la disciplina primaria riserva all’autonomia privata. Quindi per quello che lo statuto non dice valgono le normali misure disposte dal Codice civile.
Massimo spazio così, per quanto non scritto esplicitamente, alla libertà di scelta dei soci per quanto riguarda le forme di amministrazione e controllo, a patto però che la figura dell’amministratore sia sempre ricoperta da un socio.
In ogni caso, si chiarisce che il capitale deve essere interamente versato nelle mani degli amministratori e non in banca, come avviene normalmente per tutte le società di capitali.
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Contributi per la costituzione di reti di impresa
Il bando è
dedicato alle reti di impresa del settore terziario CTS(commercio, turismo,
servizi) ed è mirato a sperimentare un’innovativa modalità di sostegno alle
imprese, tenendo conto degli scenari economici all’interno dei quali le imprese
sono oggi chiamate a confrontarsi: questo significa anche abbandonare le logiche
individualistiche ed attivare nuovi modelli imprenditoriali condivisi.
La dotazione finanziaria è pari a complessivi euro 5.000.000,00.
I Clienti di Studio Panato possono richiedere copia del bando ed eventuali chiarimenti ai nostri profesisonisti.
Beneficiari
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese attive con sede legale e/o operativa in Lombardia appartenenti ai settori di attività economica Ateco 2007 indicati dal bando.
Agevolazione
L’intervento finanziario è fissato nella misura del 50% delle spese ammesse di cui il 25% è costituito da un finanziamento a tasso agevolato (0,5%) e il restante 75% da un contributo a fondo perduto. L’intervento finanziario non potrà, in ogni caso, superare l’importo di euro 100.000,00 per singolo progetto di aggregazione.
Non saranno ritenuti ammissibili i progetti di aggregazione d’impresa con spesa totale ritenuta ammissibile inferiore ad euro 50.000,00.
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I Clienti di Studio Panato possono richiedere copia del bando ed eventuali chiarimenti ai nostri profesisonisti.
Beneficiari
Possono partecipare le micro, piccole e medie imprese attive con sede legale e/o operativa in Lombardia appartenenti ai settori di attività economica Ateco 2007 indicati dal bando.
Spese
ammissibili
- attrezzature, impianti,
strutture funzionali al progetto proposto dall’aggregazione, software e
hardware di nuova fabbricazione
- costi per la promozione,
comunicazione, e pubblicità legati al progetto ivi inclusi costi di
pubblicizzazione del progetto
- costi per acquisizione di
brevetti e diritti di licenza strumentali alla realizzazione del progetto
e costi per il deposito di brevetti e la registrazione di marchi
strettamente correlati ai risultati ottenuti nella realizzazione del
progetto
- costi, per la presentazione di
fideiussioni per ogni domanda di contributo, nella misura massima del 2% a
valere sugli importi garantiti
- spese notarili e di registrazione
sostenute per la costituzione delle aggregazioni di nuova costituzione,
fino alla concorrenza dell’importo massimo di spesa ammissibile
di euro 2.000,00 per ogni progetto approvato
- attività consulenziali e
assistenza tecnica specialistica
- costi del personale già
dipendente e dedicato al progetto fino alla concorrenza del contributo
massimo di euro 10.000,00
- costi per la formazione dei
titolari d’azienda, soci e del personale dipendente impegnati nel
progetto; il contributo per queste spese è riconosciuto fino ad un
massimo di euro 10.000,00
- azioni di
internazionalizzazione dell’aggregazione di imprese
Agevolazione
L’intervento finanziario è fissato nella misura del 50% delle spese ammesse di cui il 25% è costituito da un finanziamento a tasso agevolato (0,5%) e il restante 75% da un contributo a fondo perduto. L’intervento finanziario non potrà, in ogni caso, superare l’importo di euro 100.000,00 per singolo progetto di aggregazione.
Non saranno ritenuti ammissibili i progetti di aggregazione d’impresa con spesa totale ritenuta ammissibile inferiore ad euro 50.000,00.
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giovedì 12 aprile 2012
Contributi per l’innovazione delle imprese
Il bando ha
l’obiettivo di sostenere le imprese del terziario nei settori del commercio,
del turismo e dei servizi per la realizzazione di interventi per l’innovazione
e investimenti in beni materiali e immateriali e nuove tecnologie destinate
allo sviluppo delle imprese stesse.
La dotazione finanziaria complessiva è pari ad euro 6.000.000,00.
Gli interventi finanziari saranno pari al 50% delle spese di progetto ritenute ammissibili di cui il 25% a titolo di finanziamento a tasso agevolato (0,5%) e il restante 25% a fondo perduto.
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La dotazione finanziaria complessiva è pari ad euro 6.000.000,00.
I Clienti di Studio Panato possono richiedere copia del bando ed assistenza alla compilazione ai nostri professionisti
Beneficiari
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi con sede operativa in Lombardia e con i codici primari ATECO 2007 indicati nel bando.
Investimenti
Sono ammessi
investimenti che favoriscono l’innovazione dell’impresa stessa o della sua
offerta attraverso la realizzazione o lo sviluppo di:Beneficiari
Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese operanti nei settori del commercio, del turismo e dei servizi con sede operativa in Lombardia e con i codici primari ATECO 2007 indicati nel bando.
Investimenti
- servizi infrastrutturali
- nuove applicazioni
- nuovi processi, prodotti e/o
servizi
- strumenti e tecnologie che
abilitano pratiche organizzative di coinvolgimento diffuso, collaborazione
e condivisione di conoscenza all’interno e all’esterno dell’azienda
- tecnologie informatiche a
supporto dei processi che coinvolgono partner esterni
- tecnologie digitali avanzate a
supporto dei processi produttivi
- produzione e gestione di
servizi complessi “chiavi in mano” o “global service”
- progetti a sostegno
dell’attrattività del territorio in ottica di una “Lombardia Smart” sul
modello delle cosiddette Smart Cities
Gli interventi finanziari saranno pari al 50% delle spese di progetto ritenute ammissibili di cui il 25% a titolo di finanziamento a tasso agevolato (0,5%) e il restante 25% a fondo perduto.
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martedì 10 aprile 2012
INPS ha preso coraggio: on line il Cassetto Previdenziale Artigiani e Commercianti

Alla funzione si potrà accedere, direttamente o per il tramite di un intermediario delegato, attraverso la sezione dedicata ai “Servizi online”, dopo l’autenticazione tramite PIN di accesso abbinato al proprio codice fiscale. Il messaggio n. 5769 del 2 aprile 2012, fornisce una panoramica di tutte le funzionalità disponibili. Leggi questa news in formato PDF
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venerdì 6 aprile 2012
Deducibilità auto aziendali: novità!
Il disegno di legge per la riforma del mercato del lavoro punta a ridurre la deducibilità dei costi delle auto di imprese e professionisti aumentandone, in caso di approvazione, in misura piuttosto consistente i costi.
In pratica, l'articolo 71 modifica i limiti di deducibilità delle spese relative ai veicoli (dalle autovetture ai ciclomotori) non utilizzati esclusivamente come beni strumentali per l'attività produttiva.
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In pratica, l'articolo 71 modifica i limiti di deducibilità delle spese relative ai veicoli (dalle autovetture ai ciclomotori) non utilizzati esclusivamente come beni strumentali per l'attività produttiva.
Per le auto di imprese e professionsiti la deducibilità viene ridotta dal 40% al 25,7%.
Mentre viene abbassata dal 90% al 70% la deducibilità delle spese relative ai veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.
Sotto il primo video prodotto dal nostro Studio per provare ad aggiornare in maniera semplice su quello che ormai si è ridotto al rango di "pettegolezzo" tributario.
Spesometro 2011: chiarimenti?

Per i più tecnici e per gli imprenditori riportiamo il testo del comunicato stampa liberamente scaricabile sul sito dell'Agenzia. Nel titolo il punto di domanda è dell'autore di questo blog.
Al fine di dissipare i dubbi sollevati dalle associazioni di categoria, si comunica che per la trasmissione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, relative all'anno 2011, previste dall'art. 21 del decreto legge n. 78 del 2010, deve essere utilizzato il tracciato record attualmente disponibile sul sito internet dell'Agenzia.
La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile 2012 utilizzando il software di trasmissione reso disponibile gratuitamente dall'Agenzia.
Al fine di rendere più agevole l'imminente invio, in previsione dell'entrata in vigore del nuovo adempimento previsto dall'art. 2, comma 6, del decreto legge n. 16 del 2012 (nuovo spesometro), il software di trasmissione è stato opportunamente modificato consentendo l'invio di operazioni di importo inferiore alla soglia stabilita.
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alle
16:06
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giovedì 5 aprile 2012
Rateazione debiti Agenzia Entrate e cartelle Equitalia
Appare sempre più importante per l'impresa riuscire a gestire il contenzioso fiscale anche in ottica finanziaria. Da tempo il nostro Studio assiste le imprese che si trovano in difficoltà con l'erario. Ci pare utile quindi diffondere queste brevi guide per chiarire meglio alcuni aspetti di una materia che resta complessa.
Rateazione cartelle di pagamento Equitalia
Il peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà permette al contribuente di prorogare la rateazione delle somme iscritte a ruolo, fino ad altri settantadue mesi, purché non sia intervenuta decadenza. Il debitore che dovesse richiedere la proroga può anche scegliere rate crescenti per ciascun anno
Rateazione comunicazioni irregolarità
Il contribuente può chiedere la rateazione delle somme dovute (comprese le sanzioni) già in occasione del ricevimento delle comunicazioni di irregolarità emesse in conseguenza di controlli automatici e formali delle dichiarazioni dei redditi.
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Rateazione cartelle di pagamento Equitalia
Il peggioramento della situazione di obiettiva difficoltà permette al contribuente di prorogare la rateazione delle somme iscritte a ruolo, fino ad altri settantadue mesi, purché non sia intervenuta decadenza. Il debitore che dovesse richiedere la proroga può anche scegliere rate crescenti per ciascun anno
Rateazione comunicazioni irregolarità
Il contribuente può chiedere la rateazione delle somme dovute (comprese le sanzioni) già in occasione del ricevimento delle comunicazioni di irregolarità emesse in conseguenza di controlli automatici e formali delle dichiarazioni dei redditi.
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martedì 3 aprile 2012
La lucida provocazione di Piero Ostellino
alle
09:43
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