
Brevi riflessioni di un Commercialista di Milano sulla strategia delle PMI per alimentare il dialogo tra il nostro Studio e le imprese. Valutazione d'azienda, perizie di stima, passaggio generazionale oltre alla attualità fiscale e societaria sono i principali temi che tratteremo su queste pagine.
martedì 30 settembre 2008
wall street: crisi di borsa e di giornalismo

sabato 27 settembre 2008
Dimenticate il fatturato!
L'eccellenza non dipende dalle circostanze o da fattori esterni, ma è il risultato di scelte consapevoli. E soprattutto continue.
giovedì 25 settembre 2008
Buoni propositi di un Commercialista.
1 - provare a gestire il rapporto con i collaboratori con domande, non con risposte;
2 - creare una cultura in cui le persone vengono ascoltate;
3 - discutere, analizzare gli errori senza attribuire le colpe. Se il gruppo è formato da persone valide tenderà ad auto correggersi e a ricavare dagli errori insegnamenti e nuove conoscenze;
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Non Innamorarti

Gli ho detto di non innamorarsi dell’idea. Il settore è in forte crisi e la sua impresa non ha nè le dimensioni nè le risorse per competere in maniera efficace. Non sta a me ovviamente prendere decisioni, ma costringerlo a guardare in faccia la realtà si, fa parte del gioco. Ed è un gioco spiacevole.
Ed è ciò che consiglio. Non innamoratevi delle idee. Verificate, verificate, verificate. Sempre! Ci sono esempi virtuosi a cui ispirarsi come abbiamo già citato. Ogni idea di business va quotidianamente riverificata sul mercato e contemporaneamente bisogna sempre avere una strategia di uscita.
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mercoledì 24 settembre 2008
Prima CHI

Cito un manager “non so dove dobbiamo portare questa società, ma so che ce parto con le persone giuste, pongo loro le domande giuste, e le impegno in una serrata discussione, troveremo un modo per rendere grande questa impresa”
A corollario di tutto cio:
- quando una persona va sostituita non indugiare
- se non sei convinto della persona, nel dubbio non assumere e continua a cercare
- l'unico modo di non deludere le persone che riescono è non caricarle del lavoro di quelle che non riescono
- impiegare le persone migliori a lavorare alle migliori opportunità, non sui maggiori problemi.
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martedì 23 settembre 2008
Leonardo Bellini: Internet ed impresa, tema affascinante, amplissimo ed in continua evoluzione.
Internet ed impresa: tema affascinante, amplissimo ed in continua evoluzione.La vera rivoluzione è la consapevolezza che non solo Internet può rimodellare l'impresa, o meglio, imporne il suo cambiamento in termini di processi, di flussi, di modalità operative, ma anche - e qui sta la vera rivoluzione - ma che Internet permette di far partecipare, di rendere attivi tutte le persone ed attori che le ruotano attorno (partner, fornitori, dipendenti, clienti).
Nel tempo, direi nel corso degli ultimi 12 anni, ad Internet sono stati assegnati - in alcuni casi affibbiati - funzioni, obiettivi e scopi differenti: un nuovo canale pubblicitario (era l'era dei banner e dei formati TV), oppure nuovo mezzo di comunicazione a disposizione dell'azienda per la promuovere la propria immagine (e-brochure) , nuovo contenitore di news ed informazione (e venne il tempo dei quotidiani e dei magazine online), nuovo strumento per conoscere il cliente, per rendere + efficiente il processo di acquisti (e-procurement), uno strumento nuovo, più veloce ed efficiente per comunicare direttamente con i nuovi canali e del trade (extranet), uno mezzo per ottimizzare la forza vendita (e-sales) o per costruire relazioni profittevoli e durature con i propri clienti (e-crm).
Cos'è cambiato veramente, allora, oltre alla normale evoluzione e presa di coscienza del mezzo da parte delle aziende e dei loro manager? La vera rivoluzione, ancora in atto, e forse in Italia ancora allo stato embrionale, è la consapevolezza che non solo Internet può rimodellare l'impresa, o meglio, imporne il suo cambiamento in termini di processi, di flussi, di modalità operative, ma anche - e qui sta la vera rivoluzione - ma che Internet permette di far partecipare, di rendere attivi tutte le persone ed attori che le ruotano attorno (partner, fornitori, dipendenti, clienti). La rete torna ad essere partecipativa, realmente collaborativa.
Alcuni esempi:
- i dipendenti che bloggano e contribuiscono a modificare l'immagine dell'azienda molto più che qualsiasi campagna miliardaria fatta in TV
- gli agenti, ma anche le squadre di riparazione tecnica che si scambiano best practice, suggerimenti e consigli operativi in Forum ora e in futuro sempre più su Wiki interne o su ambienti collaborativi (enterprise 2.0)
- aziende che raccolgono suggerimenti da parte dei partecipanti attivi ( i prosumer, produttori e non solo consumatori) per la creazione di nuovi prodotti (Fiat500 wants you) o pemettono di dire la propria (I blog aziendali come quello di Ducati) cogliendo così il duplice obiettivo di ricevere feedback e di valore e di creare al contempo evangelisti delle marca
- Portali generalisti che diventano Community Portal (Virgilio powered by you è il nuovo slogan del Portale forse ancora + amato dagli italiani)
- Aziende che sono completamente virtualizzate, decentralizzate, disperse (leggete Wikinomics, per farvi un'idea chiara) che veicoli nuovi modelli manageriali non solo piatti ma senza nemmeno un capo (leggetevi : the starfish and the spider che teorizza una nuova forma d'impresa e di organizzazione senza capo, da Al Quaeda a Wikipedia).
La domanda chiave o meglio la vera sfida e il quesito con cui vi lascio è questo? A che punto siamo? E in Italia?
Avrei voluto parlarvi di Internet, e di come possiamo utilizzare i motori di ricerca ora (e sempre + i social media in futuro) per analizzare profittabilità del mercato, per anticipare bisogni e scoprire tendenze.. sono andato fuori tema, sarà per la prossima volta :-)
Leonardo Bellini

Riscoprite il core business!

La crisi è un eccezionale acceleratore di cambiamento e deve portare le imprese virtuose a conoscersi meglio, a riscoprirsi, nei casi limite a rigenerarsi strategicamente.
Riflettere su noi stessi e sulla nostra attività può essere spiacevole quando si analizzano i propri errori (chi non ne fa?) ma può aiutarci a scoprire opportunità e risorse che non credevamo di possedere.
Dobbiamo ripartire dai punti di forza che hanno portato l’impresa al successo ed aggiornare la strategia alle nuove esigenze del mercato. In questo i nostri clienti sono i primi a poterci aiutare.
lunedì 22 settembre 2008
Salvatemi dai consulenti di web MKTG

Per contro, sempre più spesso vengo contattato da potenziali clienti che si dicono colpiti dal nostro modo di presentarci, che sul web sembriamo seri e disponibili.
Riceviamo molti CV di giovani laureati o stageur delle principali università milanesi che vorrebbero collaborare con noi diventando praticanti.
Colleghi si complimentano, ci chiedono di entrare nel nostro gruppo di studio, ci sollecitano a partecipare alle commissioni di studio dell'ordine dei dottori commercialisti di milano, di insegnare al post laurea in Bocconi, di diventare docenti a corsi di specializzazione per commercialisti.
Ora il nostro problema non è rinnovare la grafica del sito o migliorarne il posizionamento (che francamente continua a darci belle soddisfazioni), ma gestire il nostro studio per continuare a crescere e non deludere tutte queste aspettative.
è domenica pomeriggio. sto studiando per correggere una sintesi preparata in settimana dalla nuova praticante. C'è parecchio lavoro in questo periodo, ma rimandare la correzione darebbe un segnale negativo a chi si è portato i libri a casa per studiare e consegnare il documento in tempo. è un fatto di rispetto per la fatica svolta.
il problema di internet è che sta cambiando non solo il modo di apparire (siti, blog, eccc.) ma il modo e la velocità della comunicazione. e per gestire tutto ciò deve evolvere prima il modo di fare impresa, altrimenti un bel sito non aiuta a battere la concorrenza. La nostra presenza sul web è stata graduale, si è modificata al modificarsi del nostro Studio di Dottori Commercialisti. per questo la gestione del sito è tutta interna. cerchiamo una crescita coerente e solida. se questo vorrà dire rallentare un po' l'evoluzione estetica e tecnologica lo faremo. la priorità va alla costruzione ed al consolidamento dell'organizzazione.
PS Il post è volutamente provocatorio, non intendo ovviamente generalizzare, è pieno di professionisti del web che si sono evoluti e hanno capito che la vera sfida è il ridisegnare l'impresa, l'organizzazione, la cultura aziendale. Il web non è solo web.
il web marketing non richiede un marketing migliore, ma richiede prodotti migliori, servizi migliori, organizzazioni migliori. Il web è un fantastico stimolo che non deve esaurirsi in se stesso ma spronarci a migliorare. questa è la vera ed affascinante sfida.
venerdì 19 settembre 2008
La Stanza degli Ospiti

giovedì 18 settembre 2008
Un grande aiuto fatto di intelligenza e disponibilità!

- alcuni insegnano all'Università,
- altri scrivono libri,
- altri ancora sono imprenditori che sfidano ogni giorno il mercato.
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lunedì 15 settembre 2008
I manager leggono?

Lehman Brothers: il più grande fallimento della storia
sabato 13 settembre 2008
Attenti alle Banche: decalogo di sopravvivenza!
- avere copia di tutti i contratti firmati con la banca
- avere copia dei contratti relativi a garanzie prestate e monitorarne la cancellazione una volta pagato il debito (spesso non avviene e in centrale rischi rimane una situazione inquinata)
- ridurre il più possibile i debiti a breve consolidandoli e trasformandoli in debiti a medio/lungo (periodicamente esistono anche agevolazioni delle varie camere di commercio che aiutano a consolidare il debito)
- aderire ad un consorzio fidi (concede garanzie per la vostra impresa, aiuta a ridurre i tassi passivi, fornisce consulenza finanziaria)
- monitorare le esigenze finanziarie dell'impresa e se rilevanti della famiglia. nell'impresa familiare anche di medie dimensioni spesso la strategia di impresa è fortemente condizionata (sbagliando) dalla famiglia. Ideale predisporre un rendiconto finanziario.
- monitorare periodicamente il valore delle proprietà immobiliari. Spesso i capannoni risultano difficili da vendere e non sono la riserva di potenziale liquidità sperata.
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giovedì 11 settembre 2008
Principali novità fiscali di Settembre
Forse è un pò fuori tema rispetto alla linea di questo blog (per le novità fiscali c'è il blog apposito NEWSLETTER FISCALE) ma credo possa essere utile.
Mi piacerebbe avere qualche vostro parere in merito, sia sull'utilità di questo post che mi piacerebbe far diventare periodico, sia su qualche altro argomento che ritenete utile approfondire
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mercoledì 10 settembre 2008
Women & technologies: le donne sono la punta di diamante!

martedì 9 settembre 2008
Target 2008 e strategia 2009

Decidere se giocare in difesa tagliando costi, formazione, investimenti in tecnologia e marketing oppure investire credendo fortemente nella ripresa.
Noi abbiamo già scelto: stringeremo i denti riducendo i nostri compensi ma investiremo in formazione, qualità del servizio e rafforzamento del marchio: studiare, studiare, studiare e ogni tanto scrivere (a breve uscirà un nostro nuovo articolo sulle novità in tema di liquidazione societaria). Abbiamo ancora la fortuna di avere una struttura sufficientemente snella per provare a sperimentare una strategia innovativa (almeno per noi) con la speranza di raccogliere presto i premi di tanto sforzo.
killer application

Probabilmente per quanto ci riguarda occorre puntare sempre più su una forte specializzazione sempre ascoltando le esigenze ed i consigli del cliente.
Sarà poi sempre più necessario sviluppare alleanze in settori attigui lasciandoci contaminare da nuove esperienze organizzative.
In sintesi, quale la nostra killer application? le orecchie.

giovedì 4 settembre 2008
1000 iscritti alla newsletter!

La comunicazione finanziaria sarà più social 2.0

In America l'Advisory Committee on Improvements to Financial Reporting della Securities and Exchange Commission (SEC) lo scorso primo agosto ha proposto 25 nuove raccomandazioni alle società, allo scopo di garantire maggiore trasparenza nelle comunicazioni finanziarie anche attraverso siti e blog istituzionali.
martedì 2 settembre 2008
PMI: Decalogo per vincere la crisi

Dobbiamo fare il punto su una estate ricca di novità e prepararci alle sfide autunnali (crisi economica, nuova finanziaria, pianificazione di fine anno). Inoltre come ogni struttura dobbiamo rivedere la nostra strategia in funzione degli obiettivi di medio periodo cercando di capire esattamente cosa vogliamo diventare e come vogliamo essere percepiti dai clienti e dalla comunità professionale.
- Focalizzarsi sul proprio target
- ripensare la propria offerta di servizi in base alle mutate esigenze del mercato
- pianificare le attività per implementare la strategia
- informare e coinvolgere i collaboratori nelle scelte aziendali
- imparare ad ascoltare: i clienti che possono diventare i migliori consulenti della nostra azienda
- utilizzare al meglio internet e le nuove tecnologie
- comunicare cercando di focalizzarsi su un pubblico conosciuto e mirato.
- potenziale il passaparola coi network (spesso utilissimi per ascoltare e chiedere consigli)
- verificare il successo delle iniziative e studiare eventuali correttivi.
Aggiungereste qualcosa? come pensate di affrontare questo autunno? Ogni suggerimento sarà sinceramente apprezzato ;-)
Impresa e famiglia: i rischi e la crisi.

Qualche giorno fa ho incontrato un vecchio amico. Abbiamo preso un caffè insieme, aveva bisogno di parlare.
La sua impresa affronta una profonda crisi. Era spaventato. voleva un consiglio su come uscirne, ma senza rendersene conto ha iniziato a parlare della famiglia, dei problemi di incomunicabilità con la moglie, dell'incapacità del figlio di uscire dal ruolo di imprenditore di successo e di rimboccarsi le maniche (con tutto quello che questo vuol dire in tema di tenore di vita), della non accettazione della crisi dell'impresa.
Era la famiglia ad essere in crisi prima ancora dell' azienda. Per non perdere ruolo ed immagine nel loro paese hanno tardato i licenziamenti (col risultato che l'azienda chiuderà molto probabilmente senza salvare nessun posto di lavoro), hanno posto attenzione al fatturato e non ai margini, non hanno ascoltato il mercato trascurando la funzione marketing puntando solo sulla produzione.
Completamente assenti i consulenti. Il commercialista serve solo per pagare le tasse, nessuna pianificazione, nessuna strategia di uscita né di tutela del patrimonio immobiliare. L'impresa non ha un avvocato di fiducia a cui rivolgersi.
Le banche dal canto loro hanno continuato ad erogare prestiti a fronte di proprietà personali date a garanzia senza far percepire all'imprenditore la gravità della situazione se non negli ultimi mesi.
Nessuna colpa al sistema, per carità. Spetta sempre all'imprenditore accorgersi che qualcosa non va.
Una sola osservazione: è necessario separare l'impresa dalla famiglia. L'unico dovere dell'impresa è quello di pagare gli stipendi e remunerare il capitale investito. Non quello di salvare rapporti familiari che si reggono su comportamenti non coerenti con le normali logiche di mercato.
Alcuni errori: non hanno investito nella formazione del figlio e per mantenere il loro ruolo di famiglia importante della zona hanno tardato a licenziare compromettendo la sopravvivenza stessa dell'azienda (spesso si riescono a creare meccanismi socialmente accettabili di fuoriuscita dei dipendenti dando a loro il tempo di trovare un altro lavoro).
Inoltre l'azienda da tempo non era più curiosa, non ascoltava i clienti, non studiava la concorrenza. Inutile dire che in questo è mancata soprattutto la nuova generazione.
E di questi tempi la situazione economica non perdona facilmente simili errori.
lunedì 1 settembre 2008
L'impresa virtuosa vince la crisi.

E' un imprenditore che è riuscito a ricavarsi una sua nicchia di mercato, buone quote e fino ad oggi buoni margini.
In breve la sua strategia:
- forte attenzione ai mercati esteri (per ora ancora europei, le dimensioni dell'azienda ne penalizzano in parte l'internazionalizzazione).
- razionalizzazione della distribuzione, tagliando i costi di intermediazione e concentrandosi nei punti vendita di livello più alto.
- attento controllo della solvibilità dei clienti, richiedendo spesso il pagamento anticipato offrendo un discreto sconto in cambio.
- massima attenzione ai margini anche a discapito del fatturato
- massima attenzione alle strategie dei concorrenti
- studio attento di settori contigui al suo e predisposizione di una o più strategie di uscita nel caso il mercato smetta di essere profittevole.
- riduzione dei consumi familiari a fronte di una attenta politica di investimento.
- netta separazione impresa e famiglia
- confronto continuo con il suo network di amici, imprenditori, consulenti.
Complimenti a questo imprenditore così lungimirante.
Di certo avere 35 anni in questo periodo con tutte le novità che influiscono sulla vita dell'impresa facilita le cose.
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